
Dragon’s Dogma 2: Dark Arisen arriva su Nintendo Switch 2 con l’intera avventura originale e una nuova espansione pensata per allargare ancora di più uno degli action RPG più particolari degli ultimi anni. Lo abbiamo provato sia in modalità docked che in portatile e, nonostante qualche compromesso inevitabile, il risultato ottenuto da Capcom ci ha sorpreso più del previsto.

Quando un gioco impegnativo come Dragon’s Dogma 2 arriva su una console meno potente rispetto alle piattaforme su cui era nato, la domanda viene praticamente da sola: quanto bisogna sacrificare per riuscire a farlo funzionare bene? Su Nintendo Switch 2 il titolo di Capcom qualche rinuncia la fa, questo è evidente, ma riesce comunque a mantenere quasi intatta la propria identità. Il mondo continua a essere vasto, imprevedibile e capace di mettere il giocatore davanti a situazioni che spesso cambiano completamente nel giro di pochi secondi.
Creature gigantesche, Pedine, combattimenti dinamici ed esplorazione rimangono quindi al centro dell’esperienza. Ed è proprio questo l’aspetto che ci ha convinto maggiormente: Dragon’s Dogma 2 su Switch 2 non dà mai l’impressione di essere una versione ridotta o impoverita del gioco originale. Per questa recensione abbiamo alternato diverse sessioni in modalità docked ad altre direttamente sullo schermo della console. Conoscevamo già molto bene Dragon’s Dogma 2 grazie alla nostra precedente esperienza con il gioco base e proprio per questo eravamo curiosi di capire quanto della sua complessità sarebbe rimasto intatto sulla nuova console Nintendo. La risposta, almeno sul fronte della conversione, è decisamente positiva.
Nintendo Switch 2 regge una sfida tutt’altro che semplice
Dragon’s Dogma 2 non è certo un gioco facile da gestire dal punto di vista tecnico. Non è soltanto una questione grafica: ci sono numerosi NPC, creature che possono comparire improvvisamente durante l’esplorazione, scontri che cambiano completamente in pochi istanti e un mondo che continua a simulare parecchie cose anche quando il giocatore non se ne accorge. Abbiamo effettuato buona parte della prova in modalità docked su un LG OLED C4 da 65 pollici, alternandola poi con diverse sessioni in portatile. Su un pannello di queste dimensioni eventuali limiti saltano fuori molto più facilmente, ma nonostante questo Dragon’s Dogma 2: Dark Arisen riesce a essere visivamente molto piacevole.
Capcom ha scelto un target di 30 FPS sia in modalità TV che in modalità portatile. Per chi, come noi, è ormai abituato ai 60 FPS o anche di più, il dato può sembrare poco invitante. Pad alla mano, però, la situazione ci è sembrata decisamente meno pesante. I 30 FPS si sentono, ma non diventano un problema tale da rovinare l’esperienza. Dopo qualche minuto ci si abitua al diverso ritmo e il gioco continua a essere perfettamente godibile. Questo non significa che 30 e 60 FPS siano equivalenti, perché ovviamente non lo sono. Significa semplicemente che, nella nostra esperienza, il limite pesa meno di quanto ci aspettassimo.
Frame Generation e DLSS danno una mano concreta
La versione Nintendo Switch 2 permette anche di utilizzare la Frame Generation, pensata per aumentare la fluidità percepita generando fotogrammi intermedi. Qui bisogna essere molto chiari: Dragon’s Dogma 2 non gira nativamente a 60 FPS. La base rimane quella dei 30 fotogrammi al secondo e la Frame Generation interviene successivamente per rendere il movimento più fluido.
Capcom ha inoltre spiegato di aver lavorato con DLSS Super Resolution, puntando a un output fino a 2K, insieme al supporto VRR sui display compatibili. Non avrebbe quindi senso parlare di una risoluzione nativa fissa, perché il sistema si affida alla ricostruzione dell’immagine per trovare il miglior equilibrio possibile tra qualità e prestazioni. Ed è proprio questo equilibrio a rendere interessante la conversione. Switch 2 non fa miracoli, ma riesce a gestire un gioco decisamente pesante senza trasformarlo in qualcosa di completamente diverso.

I compromessi ci sono, ma il gioco rimane quello che conoscevamo
Naturalmente alcuni compromessi esistono. In determinate situazioni la pulizia dell’immagine è inferiore a quella che si potrebbe ottenere su hardware più potente e alcuni elementi grafici devono inevitabilmente adattarsi alle caratteristiche della console. Sarebbe inutile fingere il contrario.
La cosa importante è che queste rinunce non intaccano davvero il cuore di Dragon’s Dogma 2. La direzione artistica continua a funzionare molto bene, le creature mantengono tutta la loro presenza scenica e gli ambienti continuano a restituire quella sensazione di viaggio pericoloso e poco prevedibile che rappresenta uno dei punti di forza della serie. Poi c’è la modalità portatile, ed è probabilmente qui che questa versione acquista maggiore senso.
Vedere Dragon’s Dogma 2 funzionare direttamente sullo schermo di Nintendo Switch 2 fa inevitabilmente cambiare prospettiva. Stiamo parlando di un action RPG enorme, con un mondo aperto, creature gigantesche, numerosi sistemi attivi contemporaneamente e combattimenti molto dinamici. Poter continuare la stessa avventura ovunque fa pesare molto meno alcuni compromessi tecnici, soprattutto quando si gioca direttamente sul display della console.
Dark Arisen amplia il pacchetto
Alla conversione per Nintendo Switch 2 si aggiunge naturalmente Dark Arisen, la nuova espansione pensata per allargare l’esperienza di Dragon’s Dogma 2. Qui è giusto fare una distinzione importante. Il nostro giudizio diretto riguarda soprattutto la qualità della conversione su Nintendo Switch 2 e il comportamento del gioco sulla console. Per quanto riguarda invece i nuovi contenuti dell’espansione, preferiamo attenerci a ciò che Capcom ha comunicato ufficialmente, senza trasformare informazioni tecniche e di contenuto in impressioni personali che richiederebbero molte più ore di gioco.
Il nome Dark Arisen è già di per sé un richiamo importante per chi conosce la serie, ma Capcom non si è limitata a sfruttare la nostalgia. L’espansione introduce una nuova regione chiamata Norgan, un territorio settentrionale dominato da neve, rovine e condizioni ambientali molto diverse da quelle del gioco principale. È qui che prende forma The Forsaken Dominion, il nuovo arco narrativo.
Norgan, Fallen Dragon e le Reliquie
Senza entrare troppo nei dettagli della storia, il nuovo arco introduce Eir, una figura legata al mistero del cosiddetto Fallen Dragon. Norgan diventa quindi il centro narrativo dell’espansione e porta con sé un nuovo capitolo nel viaggio dell’Arisen. Uno degli elementi più interessanti introdotti da Dark Arisen riguarda le Reliquie. Durante l’esplorazione sarà possibile trovare particolari oggetti che dovranno essere valutati prima di mostrare completamente le proprie caratteristiche. Il sistema sfrutta i Rift Crystals e può permettere di ottenere armi, armature e altre ricompense.
L’idea è chiaramente quella di riportare nel gioco quella sensazione di scoperta legata al bottino che aveva caratterizzato il Dark Arisen originale. Non si conosce immediatamente il valore preciso di ciò che si trova, e questo dovrebbe spingere il giocatore a esplorare, raccogliere nuovi oggetti e continuare a modificare la propria configurazione.

Dodici Lost Rites distribuiti nel mondo
Dark Arisen non concentra però tutte le novità soltanto a Norgan. Capcom ha aggiunto anche 12 dungeon Lost Rites, distribuiti all’interno del mondo di Dragon’s Dogma 2. Questa scelta permette all’espansione di integrarsi maggiormente con le aree già conosciute, offrendo nuovi motivi per tornare a esplorarle. Completando questi dungeon sarà possibile ottenere equipaggiamenti appartenuti agli Arisen del passato, creando così un secondo percorso di progressione.
Da una parte ci sono quindi le Reliquie e il relativo sistema di valutazione, dall’altra i Lost Rites e le loro ricompense specifiche. È una struttura pensata soprattutto per chi ama esplorare e continuare a sviluppare il proprio personaggio anche dopo molte ore di gioco.
Nessuna nuova Vocazione, ma più libertà
Dark Arisen non introduce nuove Vocazioni. Capcom ha preferito lavorare su quelle già esistenti, aggiungendo nuove abilità e versioni superiori di alcune skill. A questo si affianca un’altra modifica importante, che però non appartiene direttamente all’espansione. L’aumento degli slot delle abilità equipaggiabili da quattro a sei arriva infatti attraverso l’aggiornamento gratuito del gioco.
Nel complesso il sistema di combattimento diventa quindi più flessibile, soprattutto per chi ha già una Vocazione preferita e vuole sperimentare configurazioni diverse. L’espansione aggiunge inoltre nuove pettinature e nuovi tatuaggi al Character Creator. Non è certamente la novità più importante del pacchetto, ma rimane un’aggiunta gradita considerando quanto la creazione dell’Arisen e della propria Pedina sia sempre stata centrale per la community.
Quanto dura Dark Arisen?
Secondo le stime comunicate da Capcom, la nuova campagna ambientata a Norgan dovrebbe richiedere circa 15-20 ore, a seconda del modo in cui viene affrontata. A questo bisogna poi aggiungere i Lost Rites, l’esplorazione, la ricerca delle Reliquie e le attività secondarie. Non siamo quindi davanti a una piccola appendice narrativa o a qualche missione aggiuntiva. Dark Arisen nasce con l’obiettivo di allargare realmente Dragon’s Dogma 2, dando al giocatore nuovi motivi per tornare a esplorare, combattere e migliorare il proprio personaggio.
Un pacchetto molto interessante su Nintendo Switch 2
La versione Nintendo Switch 2 propone Dragon’s Dogma 2 insieme ai contenuti di Dark Arisen, creando un pacchetto particolarmente interessante soprattutto per chi non ha mai giocato il titolo.
Il gioco base offriva già una quantità enorme di contenuti e l’aggiunta di Norgan, dei Lost Rites, delle Reliquie e delle nuove possibilità di progressione aumenta ulteriormente il valore complessivo dell’edizione. Il prezzo italiano comunicato per la versione Nintendo Switch 2 è di 49,99 euro, cifra che appare particolarmente interessante considerando la quantità di contenuti inclusi. E ancora una volta è la portabilità a rappresentare uno dei punti di forza principali.
Dragon’s Dogma continua a essere diverso
Al di là della parte tecnica e dei nuovi contenuti, Dragon’s Dogma 2 rimane un gioco molto particolare. Capcom non cerca costantemente di accompagnare il giocatore per mano e il viaggio stesso continua a essere una parte fondamentale dell’esperienza. Il sistema delle Pedine rimane uno degli elementi più originali della produzione. Le Pedine condividono informazioni, possono indicare percorsi, ricordare elementi scoperti durante altre avventure e cambiano il modo di affrontare determinate situazioni a seconda della composizione del gruppo.
Anche i combattimenti continuano ad avere una forte identità. Arrampicarsi su una creatura gigantesca, attaccarne determinate parti del corpo, sfruttare l’ambiente o vedere improvvisamente un altro mostro entrare nello scontro rimane uno dei momenti più riconoscibili della serie. Ed è proprio questa imprevedibilità a far sì che Dragon’s Dogma 2 continui ancora oggi a distinguersi da molti altri action RPG.

Il verdetto su Nintendo Switch 2
Portare Dragon’s Dogma 2 su Nintendo Switch 2 rappresentava una sfida considerevole. Non è certo il tipo di gioco che viene in mente quando si pensa a una conversione semplice, e proprio per questo il risultato ottenuto da Capcom merita attenzione. I 30 FPS rimangono un elemento da considerare, soprattutto per chi ormai è abituato a giocare quasi esclusivamente a 60 FPS o più, ma nella nostra prova non sono diventati un problema tale da compromettere l’esperienza. La Frame Generation offre inoltre un’opzione aggiuntiva per chi preferisce una maggiore sensazione di fluidità, mentre la ricostruzione dell’immagine aiuta a mantenere una resa visiva più che piacevole anche su uno schermo OLED di grandi dimensioni.
I compromessi ci sono, ma Dragon’s Dogma rimane Dragon’s Dogma anche su Nintendo Switch 2. Il mondo mantiene il suo fascino, le Pedine continuano a essere fondamentali, gli scontri con le creature più grandi restano spettacolari e poter portare tutto questo in giro con sé rappresenta un vantaggio enorme. Dark Arisen amplia ulteriormente il pacchetto con Norgan, The Forsaken Dominion, le Reliquie, dodici Lost Rites, nuove abilità e ulteriori possibilità di personalizzazione. Per valutare nel dettaglio ogni singolo contenuto dell’espansione saranno necessarie molte più ore, ma già osservando la struttura generale è evidente che Capcom abbia voluto realizzare qualcosa di più sostanzioso rispetto a una semplice aggiunta.
Nintendo Switch 2 non offre necessariamente la versione tecnicamente più impressionante di Dragon’s Dogma 2: Dark Arisen, ma offre una cosa estremamente importante: la possibilità di portare con sé un action RPG di queste dimensioni. E, considerando la complessità del gioco, è un risultato tutt’altro che scontato.





