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Da una frase a un’app Windows completa: Microsoft mostra cosa può fare Copilot

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Copilot crea app Windows

Scrivere un’applicazione potrebbe diventare progressivamente meno legato alla compilazione manuale di migliaia di righe di codice. Microsoft ha mostrato durante il suo nuovo evento una visione dello sviluppo Windows nella quale Copilot e gli agenti AI possono trasformare una semplice richiesta in linguaggio naturale in un’applicazione vera e propria.

Non si tratta semplicemente di chiedere all’intelligenza artificiale di generare un frammento di codice.

L’obiettivo è creare agenti capaci di seguire l’intero ciclo di sviluppo: partire dall’idea dell’utente, generare il progetto, compilare l’applicazione, avviarla, effettuare test e correggere automaticamente eventuali problemi.

L’agente può costruire e verificare il progetto

Gli strumenti AI dedicati allo sviluppo stanno diventando sempre più autonomi.

Un programmatore può descrivere l’applicazione che desidera ottenere e lasciare che l’agente prepari la struttura iniziale, generi il codice necessario e utilizzi gli strumenti di sviluppo Windows per trasformarlo in un programma funzionante.

L’agente può inoltre verificare il risultato, analizzare eventuali errori e intervenire nuovamente sul codice.

Questo cambia radicalmente il concetto tradizionale di assistente alla programmazione. Non abbiamo più soltanto una funzione che suggerisce la prossima riga da scrivere, ma un sistema che può svolgere intere sequenze operative.

L’AI può lavorare anche in locale

La nuova piattaforma hardware RTX Spark rende tutto questo ancora più interessante.

Con configurazioni capaci di raggiungere 128 GB di memoria unificata, diventa possibile mantenere modelli AI molto grandi direttamente sul PC.

Microsoft sta costruendo Windows attorno a un concetto di Hybrid Intelligence, nel quale cloud e hardware locale possono collaborare.

Le operazioni che possono essere elaborate sul computer possono quindi utilizzare modelli locali, mentre quelle che richiedono capacità superiori possono essere indirizzate verso sistemi disponibili attraverso il cloud.

Questo approccio può avere vantaggi anche dal punto di vista della privacy e dei costi, perché non ogni singola operazione deve necessariamente lasciare il dispositivo.

Il programmatore non scompare, ma cambia il modo di lavorare

Naturalmente questo non significa che chiunque possa scrivere un prompt e sostituire automaticamente un team di sviluppatori.

Progettazione del software, sicurezza, architettura, ottimizzazione, manutenzione e controllo della qualità rimangono aspetti complessi che richiedono competenze professionali.

Ma il ruolo potrebbe cambiare.

Il programmatore potrebbe dedicare meno tempo alle operazioni ripetitive e più tempo alla definizione della logica, alla progettazione e al controllo del risultato.

Microsoft vede chiaramente gli agenti AI come uno dei prossimi grandi strumenti dello sviluppo software. E con Windows, Copilot e hardware come RTX Spark, vuole costruire l’intero ambiente necessario per farli lavorare direttamente sul PC.

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