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Yoko Taro pensa alla pensione: il creatore di NieR racconta perché continua a lavorare

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Yoko Taro ha riflettuto sulla possibilità di andare in pensione, raccontando un rapporto con il lavoro diverso da quello che molti fan potrebbero immaginare. Il creatore di NieR e Drakengard considera già raggiunti alcuni dei suoi principali obiettivi artistici.

Le sue parole sono arrivate durante un incontro pubblico con Keisuke Okabe, autore di Ender Lilies ed Ender Magnolia, all’evento giapponese The Tenth Mosaic. Non si tratta di un annuncio di ritiro, ma di una conversazione sulle motivazioni che spingono un autore a continuare.

Yoko Taro e la pensione: i sogni già realizzati con Drakengard

Parlando delle proprie aspirazioni, Yoko Taro ha spiegato di non avere un’opera specifica che senta di dover realizzare a ogni costo. Il primo Drakengard gli avrebbe già permesso di esprimere gran parte di ciò che desiderava creare.

È una prospettiva particolare per un autore che molti giocatori associano soprattutto a NieR. Nel suo racconto personale, tuttavia, il raggiungimento di un traguardo creativo non coincide necessariamente con il momento di maggiore popolarità.

Taro ha affrontato anche il lato economico della questione. Ritiene di avvicinarsi alla possibilità di mantenersi con risparmi e pensione, riducendo così la necessità di continuare a lavorare.

Perché continua a creare videogiochi

A trattenerlo ci sarebbe anche una preoccupazione legata all’invecchiamento. L’autore ha citato il timore della demenza e raccontato di utilizzare questa idea come motivazione per affrontare le frustrazioni della produzione videoludica.

Il riferimento va letto come una considerazione personale, espressa nel corso del dialogo. Non è l’annuncio di una diagnosi e non dimostra che lavorare sotto stress prevenga una malattia.

Il tono di Yoko Taro, spesso provocatorio, rende inoltre poco prudente trasformare ogni battuta in una dichiarazione definitiva sul suo futuro professionale.

Nessuna data per un addio all’industria

Durante l’incontro è emersa anche la sua volontà di mettere in discussione le convenzioni dei videogiochi. Taro ha ragionato sulle strutture considerate scontate, come la presenza di un finale, e sulla possibilità di attribuire loro significati diversi.

Il confronto restituisce quindi il ritratto di un autore appagato da alcuni risultati, ma ancora interessato a interrogarsi sul proprio mestiere.

Non è stata indicata una data per il pensionamento. Le dichiarazioni raccontano il suo stato d’animo e le ragioni per cui continua a creare, senza stabilire quando arriverà un eventuale addio.

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