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I videogiochi fisici non devono scomparire: Bloober Team difende dischi e cartucce, e manda un messaggio all’industria

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Silent Hill 2 Remake vendite oltre 2,5 milioni

Il dibattito sul futuro dei videogiochi fisici continua a dividere appassionati, sviluppatori e produttori di console. Da una parte troviamo un mercato che punta sempre maggiormente sulla distribuzione digitale, dall’altra milioni di giocatori che continuano ad attribuire un valore particolare a dischi, cartucce e confezioni da collezione.

A intervenire sull’argomento è stata questa volta Bloober Team, la software house conosciuta soprattutto per il remake di Silent Hill 2, che ha espresso una posizione particolarmente favorevole alla conservazione del formato fisico.

Nel corso di una recente intervista, il CEO Piotr Babieno ha spiegato che lo studio desidera continuare a realizzare versioni fisiche dei propri videogiochi il più a lungo possibile.

Una dichiarazione significativa, soprattutto in un momento storico nel quale il digitale rappresenta una componente sempre più importante dell’industria videoludica.

Bloober Team vuole continuare a pubblicare videogiochi fisici

Durante un’intervista concessa a GamesRadar+, Piotr Babieno e Tymon Smektała, executive director di Broken Mirror Games, hanno affrontato il tema della distribuzione videoludica e del rapporto emotivo che molti giocatori conservano con gli oggetti fisici.

Entrambi hanno ricordato di appartenere a una generazione per la quale acquistare videogiochi significava anche costruire una collezione personale.

Non si trattava soltanto di possedere un prodotto, ma di conservare qualcosa di concreto, capace di rappresentare un ricordo e un legame con un determinato momento della propria vita.

Babieno ha spiegato che la società vorrebbe continuare a produrre edizioni fisiche dei propri giochi finché le condizioni lo consentiranno.

Non si tratta quindi dell’annuncio di una nuova linea di distribuzione, ma di una dichiarazione di intenti che riflette la filosofia del team.

Il digitale è più economico, ma il valore del fisico è differente

Un aspetto particolarmente interessante dell’intervista riguarda la consapevolezza economica dimostrata dal CEO.

Babieno non ha infatti negato i vantaggi della distribuzione digitale, riconoscendo che vendere videogiochi attraverso gli store online può risultare più semplice ed economicamente conveniente per gli editori.

La distribuzione digitale permette di ridurre diversi costi associati alla produzione, al trasporto e alla gestione dei supporti fisici.

Questo modello offre inoltre ai giocatori la possibilità di acquistare e scaricare immediatamente un titolo, senza dover necessariamente raggiungere un negozio.

Tuttavia, secondo il dirigente, esiste anche una componente che non può essere valutata esclusivamente attraverso i risultati economici.

Possedere fisicamente un videogioco può contribuire a creare un rapporto emotivo tra il giocatore, l’opera e lo studio che l’ha realizzata.

Una confezione conservata su uno scaffale, un’edizione speciale oppure una collezione costruita nel corso degli anni possono rappresentare qualcosa di più del semplice accesso a un software.

È proprio questo legame che Bloober Team vorrebbe continuare a preservare.

Il collezionismo rappresenta ancora una parte importante del gaming

Il tema del formato fisico è particolarmente sentito tra gli appassionati che hanno vissuto l’epoca delle console precedenti alla diffusione degli store digitali.

Per molti giocatori, scegliere un videogioco in negozio, osservare la confezione e aggiungerlo alla propria collezione rappresentava una parte integrante dell’esperienza.

Non bisogna inoltre dimenticare che il formato fisico può consentire, a seconda del prodotto e delle relative caratteristiche, possibilità come la rivendita e il prestito.

Allo stesso tempo, però, un’edizione fisica non garantisce automaticamente che il videogioco possa funzionare senza connessione Internet o download aggiuntivi.

Aggiornamenti obbligatori, contenuti non presenti integralmente sul supporto e sistemi di autenticazione possono infatti modificare concretamente il rapporto tra possesso del disco e accesso al gioco.

È quindi importante distinguere il valore collezionistico del prodotto dalla sua effettiva utilizzabilità indipendente dai servizi online.

Il desiderio espresso da Bloober Team rimane comunque rilevante: mantenere viva una possibilità di acquisto che molti appassionati considerano ancora fondamentale.

Da Silent Hill 2 a Onyx: The Dark Grip, il futuro dello studio

Le dichiarazioni arrivano in una fase particolarmente interessante per Bloober Team e per la sua divisione editoriale Broken Mirror Games.

Dopo il lavoro svolto sul remake di Silent Hill 2, lo studio ha continuato a investire nel genere horror, rafforzando la propria identità attraverso differenti produzioni.

Tra i progetti più interessanti troviamo Onyx: The Dark Grip, un’esperienza horror sviluppata per Nintendo Switch 2, pensata per valorizzare in maniera specifica le caratteristiche della console in modalità portatile.

Proprio discutendo di questo progetto, Babieno e Smektała hanno approfondito il rapporto tra tecnologia, coinvolgimento sensoriale e futuro del videogioco.

Secondo il CEO, l’evoluzione del medium non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sull’aumento della risoluzione o della fedeltà grafica, ma anche sulla ricerca di nuove modalità per coinvolgere il pubblico.

Una visione che si collega alla volontà dello studio di conservare una dimensione più concreta e personale dell’esperienza videoludica.

Per quanto riguarda le edizioni fisiche dei suoi futuri titoli, tuttavia, non sono stati annunciati nuovi piani dettagliati: la dichiarazione riguarda l’intenzione generale dell’azienda.

Il futuro sarà davvero soltanto digitale?

L’industria videoludica sta attraversando una trasformazione importante, e la distribuzione digitale continuerà a ricoprire un ruolo centrale nelle strategie commerciali di numerose aziende.

Questo, però, non significa necessariamente che tutti gli sviluppatori intendano abbandonare il formato tradizionale.

Le parole di Bloober Team dimostrano che una parte dell’industria continua a riconoscere il valore culturale, emotivo e collezionistico dei videogiochi fisici.

La sfida sarà comprendere fino a quando questa possibilità resterà sostenibile dal punto di vista economico e produttivo, soprattutto in un mercato sempre più orientato ai servizi online.

Dischi e cartucce potrebbero occupare uno spazio progressivamente più specializzato, senza scomparire necessariamente nel breve periodo.

Per il momento, il messaggio dello studio è chiaro: finché sarà possibile, Bloober Team vorrebbe continuare a offrire ai giocatori la possibilità di acquistare qualcosa che possano conservare realmente nella propria collezione.

Perché per molti appassionati un videogioco non è soltanto un’icona da selezionare su uno schermo, ma anche un oggetto capace di raccontare una storia personale.

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