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Ōkami, Hideki Kamiya racconta come è nato il capolavoro Capcom: tutto parte dai suoi ricordi del Giappone

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Ōkami è uno dei videogiochi più particolari e affascinanti della storia di Capcom, ma dietro la sua creazione si nasconde anche un legame profondamente personale con Hideki Kamiya. Durante il Press Café del Lucca Comics & Games 2026, il celebre game designer giapponese ha ripercorso le origini dell’opera, raccontando come la nostalgia e i ricordi del proprio Paese abbiano contribuito a ispirare uno dei progetti più importanti della sua carriera.

La riflessione assume oggi un significato ancora più particolare, considerando che Kamiya è tornato a lavorare sull’universo di Ōkami attraverso CLOVERS, lo studio che sta sviluppando il sequel ufficiale pubblicato da Capcom.

Dall’esperienza horror al desiderio di creare qualcosa di diverso

Prima di dedicarsi a Ōkami, Hideki Kamiya aveva già lasciato un segno importante nell’industria videoludica grazie alla direzione di Resident Evil 2 e Devil May Cry.

Eppure, durante l’incontro con la stampa, l’autore ha rivelato un dettaglio interessante: il genere horror non rientra tra quelli che ama particolarmente, nonostante abbia contribuito alla realizzazione di uno dei survival horror più importanti di sempre.

Dopo le esperienze precedenti, Kamiya desiderava esplorare una direzione creativa differente, allontanandosi da atmosfere oscure e terrificanti per costruire un mondo capace di trasmettere sensazioni diverse.

Proprio questa volontà di cambiamento ha contribuito a indirizzarlo verso Ōkami, un’avventura che avrebbe fatto dell’identità artistica e del rapporto con la cultura giapponese i propri elementi distintivi.

La nostalgia di Osaka e i ricordi del Giappone

Uno degli aspetti più interessanti emersi al Press Café riguarda la componente emotiva che ha ispirato lo sviluppo del gioco.

Kamiya ha richiamato la nostalgia legata a Osaka e i ricordi personali del Giappone, spiegando come il desiderio di rappresentare il proprio Paese abbia contribuito alla nascita di Ōkami.

L’obiettivo era trasformare quella memoria in un’esperienza videoludica capace di evocare atmosfere, tradizioni e suggestioni riconoscibili.

Il risultato è stato un titolo caratterizzato da una direzione artistica ispirata alla pittura tradizionale giapponese, con ambientazioni suggestive e un universo narrativo fortemente legato alla mitologia del Paese.

Pubblicato originariamente nel 2006, Ōkami ha conquistato una posizione particolare nella storia dei videogiochi grazie alla sua identità visiva e alle sue meccaniche.

Il giocatore veste i panni di Amaterasu, la divinità solare rappresentata sotto forma di lupo bianco, impegnata a riportare vita e armonia in un mondo minacciato dall’oscurità.

Il pennello celestiale e un’identità ancora oggi riconoscibile

Uno degli elementi più originali di Ōkami è rappresentato dal Pennello Celestiale, una meccanica che permette al giocatore di intervenire direttamente sull’ambiente tracciando simboli e forme.

Questo sistema ha contribuito a rendere l’esperienza immediatamente riconoscibile, integrando la componente artistica nel gameplay.

L’importanza del game design, ribadita da Kamiya anche durante il Press Café, trova proprio in Ōkami uno dei suoi esempi più rappresentativi.

La direzione artistica non si limita infatti a rendere affascinante il mondo di gioco, ma diventa parte integrante dell’interazione.

La libertà creativa e il desiderio di realizzare qualcosa di originale hanno quindi contribuito a dare vita a un’avventura che continua a essere ricordata dagli appassionati a distanza di vent’anni dalla sua uscita originale.

Il ritorno di Ōkami con CLOVERS

La storia di Ōkami non è però destinata a rimanere confinata al passato. Nel dicembre 2024, Capcom ha annunciato ufficialmente lo sviluppo di un sequel, confermando il coinvolgimento diretto di Hideki Kamiya.

Il progetto è attualmente in lavorazione presso CLOVERS, lo studio guidato dal director giapponese.

Il ritorno di Kamiya alla direzione di Ōkami rappresenta uno degli aspetti più significativi del nuovo progetto, soprattutto alla luce del legame personale che l’autore ha raccontato durante l’incontro di Lucca.

Per il momento, i dettagli relativi al gameplay, alla storia e alle novità del sequel rimangono limitati. Lo studio ha confermato di essere al lavoro sul progetto, senza fornire una data di uscita definitiva.

Il ritorno alla serie offre comunque a Kamiya l’occasione di confrontarsi nuovamente con un universo che ha contribuito a definire la sua carriera.

Ōkami è molto più di un semplice videogioco

Le dichiarazioni rilasciate al Lucca Comics & Games 2026 permettono di comprendere meglio la filosofia che ha accompagnato la nascita del titolo.

Ōkami non è stato soltanto un esperimento artistico, ma anche un modo per trasformare ricordi, nostalgia e sentimenti personali in un’esperienza interattiva.

È proprio questa dimensione autoriale ad aver contribuito a rendere l’avventura qualcosa di differente rispetto alle produzioni tradizionali.

Con il sequel attualmente in sviluppo, gli appassionati avranno finalmente l’opportunità di scoprire come Kamiya intenda reinterpretare quell’universo a distanza di tanti anni.

E considerando quanto il director continui a difendere la libertà creativa, sarà particolarmente interessante scoprire quali nuove idee porterà nel prossimo capitolo.

Voi avete giocato l’originale Ōkami? Quali caratteristiche vorreste ritrovare nel sequel?

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