ASUS annuncia l’aumento dei prezzi dal 5 gennaio 2026. I costi delle memorie RAM e storage spingono i listini più in alto

ASUS aumenta i prezzi dei prodotti a causa dei costi della RAM e dello storage

Il colosso taiwanese ASUS ha comunicato che a partire dal 5 gennaio 2026 applicherà aumenti di prezzo su una parte significativa dei suoi prodotti, citando in modo esplicito le pressioni derivanti dai costi crescenti delle memorie DRAM e delle unità di storage (NAND/SSD) come principale causa di questa decisione. Questo fenomeno, che coinvolge non solo ASUS ma buona parte dell’industria tecnologica, è legato alle dinamiche di mercato che vedono la domanda di componenti per applicazioni di intelligenza artificiale superare di gran lunga l’offerta destinata al mercato consumer e PC tradizionale.

Perché ASUS aumenta i prezzi: memoria e storage sotto pressione

Secondo la comunicazione ufficiale, ASUS ha deciso di adeguare i prezzi “a causa dell’impennata dei costi di memoria DRAM e storage”, che è stata notevolmente accelerata dalla domanda per soluzioni legate all’intelligenza artificiale. Mentre aziende come Dell e Framework hanno già annunciato rincari analoghi, ASUS segue questa tendenza nel tentativo di bilanciare i costi di produzione e le crescenti spese per l’approvvigionamento di componenti critici.

Le memorie DRAM e i chip di storage NAND, utilizzati nelle configurazioni di laptop, desktop, workstation e altri dispositivi, hanno visto aumenti di prezzo dramatici negli ultimi mesi, con DRAM salite fino al 171% e NAND fino al 246% in alcuni segmenti di mercato alla fine del 2025. Questi aumenti derivano da un mix di fattori, inclusa la forte richiesta dai data center AI che assorbono gran parte della produzione mondiale, lasciando poche scorte ai produttori di PC consumer.

Le conseguenze di questa dinamica non si limitano soltanto ad ASUS: analisti di settore prevedono una contrazione delle spedizioni di PC tra il 5,4% e il 10,1% nel 2026, poiché prezzi più elevati disincentivano gli acquisti e rallentano la crescita del mercato. Questo spostamento è in linea con le stime di importanti società di ricerca come IDC, che vede l’industria PC sotto pressione a causa dei costi delle memorie.

Prodotti interessati e possibile impatto sui consumatori

ASUS non ha pubblicato ancora una lista dettagliata delle categorie di prodotti che subiranno aumenti, né ha specificato le percentuali di incremento, ma fonti di settore suggeriscono che l’intero portafoglio che utilizza memoria e storage — dai laptop alla serie ROG fino alle workstation ProArt — potrebbe essere interessato. In alcuni report preliminari, si parla di possibili aumenti variabili in base alla configurazione, dovuti a un incremento del costo della RAM e degli SSD che si riflette direttamente sui prezzi finali ai consumatori.

Per esempio, in altri scenari industriali simili, i prezzi di componenti come la memoria DDR5 e gli SSD hanno registrato impennate considerevoli, con DDR5 che ha visto aumenti fino al 171% in late 2025 e SSD con rincari del 35% per tagli da 1 TB PCIe. Anche se ASUS non ha confermato numeri precisi, le tendenze di mercato indicano che configurazioni complesse come laptop gaming o workstations dotate di grandi quantità di memoria potrebbero far lievitare i prezzi più del previsto.

Questa situazione ha già portato alcuni produttori a proporre soluzioni alternative per i consumatori, come vendere sistemi senza memoria preinstallata in modo che gli utenti possano utilizzare moduli esistenti o cercare offerte di terze parti prima che i prezzi salgano ulteriormente.

La causa strutturale dietro i rincari

La radice del problema non è semplicemente un picco temporaneo dei prezzi, ma una ristrutturazione della catena di approvvigionamento della memoria su scala globale. La crescente richiesta di memorie ad alte prestazioni per progetti di intelligenza artificiale e data center sta riducendo la capacità produttiva destinata all’elettronica consumer, creando una sorta di “cannibalismo” delle scorte. Ogni gigabyte di DRAM destinato alle infrastrutture AI sottrae efficacemente tre gigabyte di disponibilità per l’elettronica di consumo, con quel trend che potrebbe durare fino al 2027 o oltre.

In questo contesto, il colosso ASUS ha ammesso di aver assorbito queste pressioni sui costi per un periodo prolungato, ma l’aumento continuo dei prezzi dei componenti chiave ha reso inevitabile un adeguamento dei listini per mantenere la qualità dei prodotti e la sostenibilità dell’offerta a lungo termine.

Cosa significa per chi pensa di acquistare PC nel 2026

Per i consumatori interessati all’acquisto di laptop, PC desktop o altre soluzioni ASUS nei primi mesi del 2026, la comunicazione della casa taiwanese suggerisce che i prezzi attuali potrebbero non durare a lungo. Chi ha in programma un upgrade o una nuova build potrebbe valutare l’idea di approfittare delle offerte prima del 5 gennaio, perché dopo quella data i listini ufficiali potrebbero riflettere costi maggiori.

Inoltre, dato che altre aziende hardware stanno reagendo in modo simile ai costi crescenti dei componenti, si prevede un effetto a catena su tutta l’industria PC nei primi mesi del 2026, con listini in rialzo e potenziali scelte strategiche da parte dei consumatori per mitigare l’impatto sui portafogli.

Fonte: Tom’s Hardware

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