Attack on Titan: Wings of Freedom – la recensione

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Costretti a vivere in “gabbie per uccelli”

Omega Force è conosciuta principalmente per le serie Musou. Il genere, tra cui spiccano Dynasty e Samurai Warriors, si contraddistingue per la grande quantità di nemici da sbaragliare su vaste mappe grazie a personaggi super potenti. Sebbene ogni Musou abbia temi e sapori differenti, le meccaniche sono sempre le stesse. Questo è il motivo per cui il nuovo Attack on Titan: Wings of Freedom è una sorpresa: immaginatelo come una sorta di “Musou al contrario”, dove il giocatore può contare su più personaggi per eliminare un nemico più grande e possente. Per chi non lo sapesse, Attack on Titan è ispirato all’omonimo manga di Hajime Isayama, pubblicato in Italia dal 2012. Per essere più precisi ripercorre la prima stagione dell’anime, che vede l’umanità sull’orlo dell’estinzione a causa dei Giganti, una razza umanoide non particolarmente intelligente che si ciba di esseri umani. Per proteggersi da questa minaccia, le ultime vestigia della civiltà si sono ritirate dietro alte mura che hanno tenuto a bada questi colossi fino al fatidico giorno in cui un Gigante di enormi dimensioni non è riuscito a creare un varco con un semplice calcio. Da qui, viene raccontata la storia di Eren, Mikasa, Levi e compagnia bella durante le loro battaglie contro le fameliche creature, e questa rivisitazione di Omega Force dimostra sin dalle prime battute di essere un prodotto valido per i fan dell’opera originale.

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto
7.5
<strong>PRO</strong> <BR> Atmosfera dell'anime ricreata perfettamente. <BR> Storia fedele al materiale originale. Gameplay profondo e appagante. <BR> Il Meccanismo di Manovra Tridimensionale è super! <BR> <strong>CONTRO</strong> <BR> Incertezze tecniche. <BR> Missioni un po' ripetitive. <BR> Non localizzato in italiano. <BR>Matteo Tontiniattack-titan-wings-of-freedom-la-recensione