DOOM Eternal – Recensione (Nintendo Switch): Un porting eccezionale

L’eccezionale DOOM Eternal, sequel dell’incredibile revival del 2016 di DOOM, è ora finalmente disponibile anche su Nintendo Switch. Lo studio Panic Button torna a occuparsi del complicato porting per la versione Nintendo, a riprova degli ottimi risultati ottenuti con quello del precedente capitolo.

DOOM Eternal riprende la storia poco tempo dopo gli avvenimenti di DOOM 2016, durante i quali il silenzioso Doom Slayer venne manipolato dal Dr. Samuel Hayden per rubare il potentissimo Crogiolo. Ma se vi aspettate una campagna dedicata alla vendetta personale del nostro protagonista, allora vi sbagliate: sono passati otto mesi da allora e la terra è in preda a un’invasione demoniaca su scala globale. Il nostro obiettivo sarà quello di eliminare i tre sacerdoti che non solo stanno guidando le orde demoniache che stanno decimando la popolazione umana, ma che stanno anche preparando qualcosa di ben più grosso e potenzialmente catastrofico.

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DOOM Eternal 1

DOOM Eternal mostra sin da subito una direzione diversa rispetto al gioco precedente: lo stile narrativo più contenuto e a tratti metanarrativo del prequel viene ora messo da parte per vere e proprie cutscene, in cui vedremo il protagonista interagire con i burberi personaggi all’interno delle ambientazioni “metallare” che andremo mano mano a esplorare. La direzione artistica di DOOM Eternal abbandona i lugubri laboratori UAC per abbracciare un gritty power-fantasy caratterizzato da elementi gotici e meno limitati dal punto di vista del level design.

Questo si traduce sin da subito in scenari molto più aperti e variegati, che spesso fanno l’occhiolino alle ambientazioni di Quake. Il gameplay grazie a questi cambiamenti riceve una ventata d’aria fresca, con arene ora più ampie e ricche di nuove possibilità, come le varie piattaforme e i pali che il Doom Slayer potrà usare per spostarsi con velocità e fluidità durante gli intensissimi combattimenti. Il gameplay stesso, per quanto all’apparenza sembri sulla stessa filosofia del gioco precedente, dimostra invece delle importanti e radicali modifiche che, in base anche alle proprie preferenze, potrebbero o non potrebbero piacere.

DOOM Eternal abbraccia infatti una nuova filosofia molto più arcade, con forti influenze da saghe action come Devil May Cry e Ninja Gaiden: sin da subito noteremo che la nostra prima arma non sarà più una semplice pistola, ma il fucile a pompa, un cambiamento che va immediatamente a sottolineare come questo gioco sia un sequel che è stato studiato per i veterani del gioco precedente. Ma non solo: ora noteremo come le nostre munizioni saranno molto più scarse rispetto al prequel, dove il giocatore poteva farsi l’intera avventura affidandosi a una sola arma.

DOOM Eternal 2

Questo grosso cambiamento sposa il ritmo molto più movimentato e arcade di DOOM Eternal, che vuole spingerci a essere costantemente in movimento e a sfruttare tutto l’arsenale a nostra disposizione a causa della carenza di munizioni. E se quest’ultime non ci basteranno comunque, ora la motosega sarà la nostra migliore amica: ogni volta che la useremo per eviscerare i demoni avversari avremo una cascata di munizioni in cambio. In maniera simile, ma per quanto riguarda la salute, il Doom Slayer sarà capace di tirare un pugno particolarmente devastante (Blood Punch), che farà scoppiare i nemici in un mare di punti vita. Stesso discorso per le immancabili Glory Kills, un altro felice ritorno dal gioco precedente che ora come non mai ci saranno utili per mantenerci in vita durante le nostre carneficine. Se saremo affamati di armatura invece il nuovo lanciafiamme in dotazione farà al caso nostro, poiché i nemici a cui daremo fuoco lasceranno cadere tantissimi punti corazza.

Tutti questi elementi sono cruciali all’interno del gameplay di DOOM Eternal, e ben presto si intuisce anche il perché: il giocatore non sarà semplicemente uno squartatore di demoni senza cervello, ma dovrà anche costantemente badare alle proprie risorse attraverso gli strumenti che il gioco gli offre. Questo significa che non servirà più correre in giro per le arene a raccogliere vita e munizioni, ma noi stessi ce le creeremo nella danza di morte con cui DOOM Eternal ha deciso di manifestare la propria filosofia di gioco.

Il giocatore ha mano il potere di ottenere tutte le risorse di cui ha bisogno per affrontare il ritmo brutale che il gioco mette in campo. DOOM Eternal non è quindi un titolo da prendere alla leggera, i nemici saranno sempre attaccati al nostro didietro, i danni che subiremo spesso saranno devastanti, e se non abbracceremo in toto la filosofia di questo sequel, allora forse sarà il caso di tornare sui lidi del gioco precedente, caratterizzato da uno stile e una filosofia ben più classici.

DOOM Eternal 3

I demoni hanno dei punti deboli assolutamente non obbligatori per essere distrutti, ma sicuramente comodi se si aspira ad avere un gameplay ottimizzato. Il nostro protagonista avrà anche presto a disposizione un dash che permetterà maggiore controllo durante gli spostamenti a terra e aerei. Tra le sue tantissime arene di gioco DOOM Eternal non lesina su segreti e collezionabili, mettendo in campo una discreta quantità di elementi e situazioni platform che, per quanto bizzarri, si riescono ad attraversare molto piacevolmente grazie all’ottimo sistema di controllo del personaggio. E se già il gioco si rivelerà molto più difficile del predecessore anche solo al livello Ultraviolence, scopriremo ben presto che queste sezioni platform saranno l’equivalente della pausa-caffè del Doom Slayer, prima di proseguire con l’ennesimo e inevitabile scontro.

Ritornano anche molte delle armi del gioco precedente, con alcune new entry a occupare il posto di altre che sono andate in pensione. La Ballista è una delle nuove entrate: un devastante e perforante cannone che, grazie all’ottimo sistema di potenziamento degli accessori ereditato dal gioco precedente, avrà varie forme di utilizzo. Mentre altre armi storiche come la doppietta ora sono state migliorate con un gancio che ci permetterà di lanciarci da un nemico all’altro con una grazia e una letalità fuori dagli schemi. Esplorando accuratamente i livelli, oltre a ottenere collezionabili e easter egg, troveremo pure potenziamenti per la vita, le armi e l’armatura, ma anche rune capaci di alterare gli effetti di alcune abilità come il nostro Blood Punch, che potrà fare degli esplosivi danni ad area, oppure dotarci della capacità di rallentare il tempo quando prendiamo la mira in aria.

Il gameplay loop di DOOM Eternal è ostico, brutale e inizialmente complicato da assimilare, ma una volta scesi a patti con lo stile arcade del gioco ci troveremo di fronte a un gameplay eccellente e avvalorato da un level design incredibile, dove magari alcune bossfight potevano essere gestite meglio, ma senza comunque andare a minare l’esperienza incredibile che il gioco sa offrire in tutta la sua interezza, senza compromessi, anche su Nintendo Switch.

DOOM Eternal 4

La conversione portatile di Doom Eternal è forse tra le migliori che si possano trovare in questa industria. Il risultato finale non è nulla di paragonabile a ciò che abbiamo visto su console casalinghe o soprattutto PC, ovviamente, ma come confermato poi anche da Digital Foundry, ci troviamo di fronte a uno dei migliori lavori di Panic Button.

Un eccellente porting di uno degli engine più avanzati in circolazione, stabile sui 720p in modalità docked e con cali solo nelle situazioni più concitate. Anche la promessa dei 30 fotogrammi per secondo fissi è mantenuta il più delle volte, e il titolo si lascia giocare davvero piacevolmente, anche se la mancanza dei 60fps potrebbe costituire un limite insormontabile per i puristi, sia visivamente che a livello di reattività. Consigliato però l’utilizzo di un pad Pro.

Dal punto di vista estetico DOOM Eternal presenta una direzione artistica fantastica, sempre varia e piena di sorprese, mentre la colonna sonora di Mick Gordon torna ad accompagnare i nostri combattimenti. Se siete fan dello stile particolare del compositore, allora DOOM Eternal avrà modo di soddisfare le vostre orecchie grazie all’incredibile e particolare utilizzo degli strumenti “metallici”.

DOOM Eternal 5

DOOM Eternal, nonostante sia uscito da quasi un anno, continua a impressionare. Il porting è di qualità, e pare quasi assurdo che questo ben di dio riesca a girare su Switch. Molti dei dettagli del gioco sono rimasti invariati, e anche se si può notare qualche compromesso qua e là, l’esperienza rimane inalterata e fedele all’originale.

Ancora meglio il fatto che DOOM Eternal su Switch rimanga un titolo straordinario, non impaurito dall’abbracciare uno stile più arcade e una filosofia di gioco più brutale, che mette alla prova i giocatori rispettandone le capacità e le potenzialità. Così come lo era sulle altre console e su PC, la filosofia permane: rip & tear.