F1 2021 – Recensione (PC): Codemasters fa centro ancora una volta, anche sotto Electronic Arts!

2021 è finalmente sugli scaffali di tutti i negozi e, come tutti gli appassionati della serie sapranno, segna un punto di svolta non indifferente per la serie.

Si tratta del primo capitolo sotto l’etichetta di Electronic Arts ed EA Sports (dopo quasi due decenni dall’ultimo by EA), e Codemasters ha deciso di iniziare alla grande questa nuova era. Le novità sono molte, da una fisica rivista (ma con qualche incertezza, come spiegheremo più avanti) a una modalità My Team potenziata, passando per la Carriera Coop e, soprattutto, per la vera novità di questa nuova iterazione: Braking Point.

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2021 – Braking Point

Ed è proprio da Braking Point che inizierà questa recensione. Saremo chiari e coincisi: non aspettatevi una storia verosimile. Le vicende che coinvolgeranno Aiden Jackson, Casper Akkerman e Devon Butler (che avevamo già incontrato in 2019) sono degne di Drive to Survive (no dai, non così irrealistiche), e ci troveremo davanti a litigi che in un vero team di Formula 1 comporterebbero il licenziamento seduta stante.

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È altrettanto vero che si tratta di una storia che, nella sua fortissima impronta cinematografica, sa divertire. Insomma, se avete apprezzato film come Giorni di Tuono, siamo sicuri che Braking Point saprà farvi passare una manciata di ore molto spassose, soprattutto se leggerete i vari tweet, tra cui quelli di personaggi famosi come Jimmy Broadbent e i vari piloti Esport. Ci sarebbe piaciuta però la presenza di scelte di dialogo che andassero oltre le interviste, e in generale la modalità presenta più di un errore di gioventù, che speriamo verrà risolto in Braking Point su 2022, che probabilmente vedremo.

Segnaliamo che tale modalità presenta anche un discreto doppiaggio in italiano che però, ahinoi, viene totalmente rovinato da un lip-sync sfasatissimo. Ma questo è un problema presente in praticamente qualsiasi caso in cui ci troveremo di fronte a un interlocutore. Insomma, detto in parole povere, se potete giocate Braking Point in inglese, anche solo per sentire un Martin Brundle decisamente più calato di Vanzini nella telecronaca. Detto questo, tolta la trama la modalità in sé non presenta però chissà quale novità.

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In Braking Point ci troveremo di fronte alla scelta tra sei team: Alfa Romeo, Renault (Alpine nel 2021), Racing Point (Aston Martin nel 2021), HAAS, Alpha Tauri e Williams. Una volta scelto il team saremo catapultati direttamente in situazioni di gara che spaziano da recuperi causati da incidenti fino a gare complete con distanza al 25%.

Ci verranno dunque proposti degli obiettivi specifici, che siano recuperare tot posizioni oppure mettersi dietro Butler o un team in particolare. Nulla però che si presti a una particolare sfida: infatti, qualsiasi scuderia scegliamo, ci troveremo sempre nelle condizioni di guidare una macchina degna del quarto posto costruttori.

Possiamo dunque confermare che qualsiasi giocatore navigato nel genere racing simulativo non avrà alcuna difficoltà a completare questa modalità, anche a livello difficile. Vi basti pensare che l’IA è settata a un livello di difficoltà molto basso, e dunque chi è veloce saprà portare anche una HAAS alla vittoria. Irrealistico? Certo, ma l’abbiamo detto: Braking Point non punta a quello.

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2021 – Modalità di gioco

Se cercate un’esperienza più realistica quindi conviene puntare sulla modalità Carriera, anche quest’anno suddivisa in Carriera Pilota e Carriera Scuderia. In entrambe ci troveremo di fronte a vetture con prestazioni simili al corrispettivo reale, salvo qualche caso non ancora perfettamente bilanciato.

Qui, a dettare il tasso di sfida sarà unicamente il giocatore, che troverà non poche difficoltà nell’arrivare anche solo in zona punti con un team di bassa classifica come HAAS, Alfa Romeo o la gloriosa Williams, complice anche una IA forse un po’ troppo aggressiva nel difendersi, facendo spesso finta che il giocatore non sia affiancato. La situazione diventa ancor più critica nella modalità My Team, dove partiremo come l’undicesima auto in griglia.

La modalità non presenta novità sostanziali rispetto a 2020 ma, in ogni caso, appare decisamente più raffinata. Troveremo infatti la possibilità di scegliere il nome della scuderia, scegliere quale pilota ingaggiare (inclusi anche sette piloti iconici, ossia M. Schumacher, Senna, Prost, Rosberg, Coulthard, Massa e Button), quale propulsore usare e con quale sponsor firmare.

Il tutto è stato semplicemente migliorato. Ora potremo infatti modificare anche dei moltiplicatori che andranno a influenzare non solo la difficoltà con cui miglioreremo il nostro veicolo, ma anche il miglioramento degli avversari. Non ci troveremo dunque più di fronte a situazioni dove, già al terzo anno in F1, riuscivamo a diventare un’auto dominante. Per carità, non è una cosa impossibile (dopotutto la Brawn GP ci riuscì nel 2009), ma parliamo di eventi più unici che rari. Chi cerca un tasso di sfida maggiore sarà quindi accontentato. Potremo inoltre scegliere anche la difficoltà di gestione del nostro budget, ed è quindi evidente che Codemasters si stia muovendo decisamente bene su questa modalità.

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Sono però presenti, purtroppo, alcune criticità che stonano non poco, e riguardano ovviamente la componente estetica. Senza troppi giri di parole il gioco sente in maniera pesante la mancanza di un editor livree come si deve. 2021 offre infatti lo stesso identico editor visto in tutti i di Codemasters, dove avremo pattern specifici e potremo solo modificare i colori e scegliere se posizionare gli sponsor in punti prefissati.

Una scelta che, nel 2021, risulta ormai non datata, di più. Basti pensare ai tanti racing, pure su licenza, che permettono di piazzare livree e adesivi ovunque sul proprio veicolo. Inoltre il fatto che la monoposto non cambi esteticamente nel corso dello sviluppo lascia non poco l’amaro in bocca, nonostante sia comprensibile che sia dovuto più alla FOM che a Codemasters.

Sarebbe bello poter scegliere almeno la tipologia di frontale, permettendo anche solo di selezionare tra muso largo e muso stretto, o scegliere se mettere la protuberanza anteriore oppure no. Vero: si tratta certamente più di un vezzo estetico che altro, ma una maggiore personalizzazione farebbe senz’altro piacere. Vedremo se con 2022 ci sarà una svolta anche sotto questo aspetto.

Segnaliamo infine la presenza di una modalità Carriera Coop da poter affrontare con i propri amici. In questa carriera potremo scegliere se giocare in coppia come compagni di squadra oppure se essere indipendenti e diventare veri e propri rivali. Una modalità piacevole e che i fan hanno chiesto per anni, dunque la scelta di accontentare l’utenza non può che meritare elogi.

Purtroppo Codemasters dà e Codemasters toglie: dobbiamo infatti segnalare la sparizione di numerose modalità presenti da F1 2017 a F1 2020. Innanzitutto è scomparsa la modalità Campionato: non potremo dunque più indossare i panni di un pilota e portarlo alla vittoria. Sono state rimosse inoltre le vetture classiche, auto apprezzatissime dai giocatori di F1 e introdotte proprio in F1 2017 (dopo una pausa dalla loro prima introduzione avvenuta con F1 2013).

Con la rimozione di tali vetture, che immaginiamo sia legato anche al profondo lavoro sul motore fisico, si sono perse pure le numerose sfide presenti nella carriera, che aiutavano a spezzare un po’ la monotonia del campionato. Dobbiamo dire addio anche alle piste corte, ma in questo caso dubitiamo che dispiaccia davvero a qualcuno, soprattutto se consideriamo che il gioco vedrà l’aggiunta gratuita di Imola, Portimao e Jeddah. Poco male, no?

Per fortuna persistono invece le Sfide Settimanali, nonché il ranking multiplayer visto sui F1 passati. In questo F1 2021, però, i giocatori potranno riconoscere subito se un utente è tipicamente scorretto grazie alla sua targhetta, ma dovremo aspettare mesi per capire se questo sistema impedirà realmente il verificarsi di scorrettezze da parte dei giocatori. In questi casi comunque la soluzione migliore è sempre cercare un portale che organizzi campionati, oppure salire subito di ranking così da evitare chi ha rank bassi. Non manca infine la sezione Esport, che ci permetterà di qualificarci alla Formula 1 Esport Series e correre per la divisione Esport di uno dei team di F1.

Comparto tecnico e fedeltà dei tracciati

F1 2021 riesce a brillare anche sotto il profilo tecnico. Ci troviamo di fronte a un titolo che sì, mostra tutti i limiti della sua natura cross-gen, ma che su PC riesce davvero a colpire. I miglioramenti più evidenti rispetto a F1 2020 riguardano senza dubbio la palette cromatica: i colori ora hanno una resa molto più verosimile e meno pastellosa, donando al titolo un fotorealismo mai raggiunto prima d’ora nella serie. Il gioco vanta anche l’implementazione del ray tracing su ombre e riflessi, effetto presente in game solo su PC, mentre su console è limitato al photomode.

Queste due caratteristiche gravano in maniera importante sulla GPU (in particolare il ray tracing), con benefici estetici che in game si notano decisamente poco. Molto più evidente è invece il settaggio relativo alle ombre, le quali risultano molto più realistiche una volta abilitate. In questo caso il costo in termini di prestazioni è anche inferiore, e con una RTX 2060 si può giocare a 60fps senza alcun problema in Full HD. Non male, considerando che parliamo di una GPU che ha ormai quasi tre anni sul groppone. Manca ancora purtroppo il supporto alla VR, e questa mancanza inizia a pesare non poco, visto che sono ormai anni che viene richiesta dai giocatori.

Sfortunatamente auto e piste non riescono a impressionare, per un motivo o per un altro. Le auto vantano infatti una modellazione poligonale non proprio eccellente, con qualche spigolo di troppo qua e là. Le piste invece sono ben realizzate per quel che riguarda gli elementi di contorno, con pubblico totalmente in 3D e animato, vegetazione dettagliata e un paddock decisamente vivo e pulsante. Il difetto più grande dei tracciati di F1 2021 però sorge non appena ci metteremo alla guida: ad eccezione di quelli più moderni, o di eccezioni come Suzuka, ci troveremo di fronte ai medesimi tracciati di F1 2010.

E sebbene alcuni circuiti siano fatti bene, come Melbourne, altri sono totalmente sbagliati. L’esempio più lampante è SPA Francorchamps, il quale è letteralmente un altro tracciato rispetto a quello reale, e ciò lo si nota dopo aver passato centinaia di ore sulle versioni laserscan del circuito in questione. Altre piste mancano invece di aggiornamenti riguardanti i cordoli o i layout, come Baku, Montmelo e la stessa Melbourne, che quest’anno avrebbe dovuto ricevere un cambiamento importante. Nulla da dire invece su Zandvoort, la quale è molto fedele alla controparte reale. Ci auguriamo che questo livello qualitativo sia mantenuto anche per Jeddah, Imola e Portimao.

Molto bene anche l’audio, il quale si presenta piuttosto fedele alla controparte reale. Non siamo ancora al realismo assoluto, ma i miglioramenti sono evidenti. Il più grande riguarda senza dubbio il rumore dell’ERS, molto più presente che in passato. Il titolo vede inoltre l’introduzione di un audio che simula ciò che si sentirebbe indossando un casco, ovattando dunque tutti i suoni in pista. La resa è eccezionale e consigliamo a tutti di attivarla, soprattutto se giocate con un paio di headset buoni, non ve ne pentirete.

Fisica e danni

È giunto però il momento di parlare del core del gioco, ossia del motore fisico, ed è impossibile affermare che non ci siano stati miglioramenti significativi sull’handling. La novità più importante è senza dubbio il miglioramento dell’effetto suolo. Come sapranno gli appassionati di Formula 1, a partire dal 2022 le monoposto genereranno gran parte del carico proprio dal fondo, e Codemasters ha dunque deciso di portarsi avanti a riguardo. I risultati, beh, sono decisamente incoraggianti: le monoposto ora sono infatti molto più dipendenti dall’effetto suolo generato dal fondo e dall’estrattore, e ciò si traduce in due comportamenti prima inesistenti.

Il primo è dovuto al fatto che le monoposto ora generano molto più carico dal fondo ma, al tempo stesso, sono decisamente più instabili a causa della riduzione delle dimensioni dello stesso, causando dunque testacoda frequenti soprattutto in curve ad alta velocità come la Copse di Silverstone. Ciò si traduce nella necessità di dover cercare più deportanza dagli alettoni anteriori e posteriori dell’auto. Scordatevi dunque gli assetti scarichissimi che avete usato fino a F1 2020, perché in F1 2021 le ali non genereranno più l’abnorme carico aerodinamico a cui vi eravate abituati.

Il secondo cambiamento è nuovamente legato al fondo, e riguarda la possibilità che quest’ultimo possa andare in stallo. Una vettura ad effetto suolo è infatti fortemente influenzata dalla superfice su cui si muove l’auto, e un cambiamento improvviso della stessa comporta un’anomalia nei flussi che può generare una forte perdita di deportanza. Ciò lo si nota soprattutto nel passaggio sui cordoli, come ad esempio la chicane delle Piscine a Monaco, dove il fondo non lavora in maniera efficace come su asfalto e può causare dunque una perdita di aderenza. Anche i cordoli stessi ora sono da prendere con molta più accuratezza. Il grip è infatti cambiato e, laddove in F1 2020 potevamo aggredirli senza pensieri, ciò non può essere replicato in F1 2021. Alcuni cordoli possono risultare infatti insidiosi, causando un’improvvisa perdita di aderenza che si potrebbe tradurre in un testacoda o, peggio ancora, in uno schianto.

E anche qui, parlando di danni, si va a toccare un altro punto dove Codemasters ha fatto il possibile per migliorare, nei limiti degli sponsor. In F1 2021 infatti sono ora presenti anche i danni al fondo, ai fianchi della vettura e all’alettone posteriore. Questi danni causano perdita di velocità di punta e di deportanza, il che è positivo. Inoltre le forature sono molto più realistiche, con il battistrada che arriverà quasi a staccarsi del tutto (e il danno rende molto bene visivamente).

Precisiamo: non ci troviamo davanti ai danni di un BeamNG Drive, e neppure a quelli di iRacing (almeno quando il suo netcode funziona), il risultato però è decisamente gustoso, e sicuramente è un miglioramento di quanto visto finora nella serie. Non mancano purtroppo alcuni bug a riguardo, con danni che in alcuni casi risultano davvero eccessivi, ma si parla di casi rari e non è nulla che non possa essere fixato nel prossimo futuro.

In generale però i danni di F1 2021 mostrano moltissimi limiti, almeno esteticamente. Essi sono infatti totalmente irrealistici e, in alcuni casi, inesistent. Esattamente, in F1 2021 i pezzi non si staccheranno (ad eccezione di ala anteriore e ruote), ma rimarranno esteticamente intatti. Si tratta anche di un peggioramento rispetto alla pre-release, che vantava quantomeno la presenza di danni sì, brutti da vedere (l’alettone e la plancia venivano letteralmente mangiati), ma erano almeno presenti. Arrivati a questo punto… non sarebbe il caso che gli sponsor la piantassero con queste restrizioni?

Dopotutto parliamo del gioco ufficiale della Formula 1, e si sa che le F1 possono rompersi. Dunque perché non permettere a Codemasters di implementare danni migliori? Insomma, persino su F1 2006 gli alettoni si staccavano…e qui su F1 2021 di certo non è che non accada per demeriti di Codemasters. Il team britannico è, paradossalmente, al top per quel che riguarda i danni alle vetture su licenza. Giochi come la serie Grid e DiRT Rally possono testimoniarlo, e vedere tali tecnologie non applicate su F1 genera non poco rammarico.

Inoltre, nonostante Codemasters abbia migliorato la complessità nella simulazione di F1 2021, ci troviamo nuovamente di fronte a auto davvero troppo, troppo, troppo veloci. Persino un giocatore non proprio rapido come il sottoscritto riesce a girare due secondi più forte di Verstappen in Bahrain…guidando una McLaren, però. I piloti più veloci vedranno tale tempo abbassarsi anche di 4-5 secondi. Insomma, è indubbio che le prestazioni delle vetture vadano ritoccate al ribasso. Nulla che Codemasters non possa aggiustare nel corso del tempo comunque, e in generale è un problema che può essere legato a vari fattori, dal grip del tracciato alla temperatura dell’aria, per fare alcuni esempi.

Non possiamo invece lamentarci del Force Feedback sul volante, il quale era già comunicativo in passato ma risulta ulteriormente migliorato in questa nuova iterazione.

F1 2021 – Conclusioni

In conclusione: F1 2021 merita l’acquisto? Assolutamente sì, anche se possedete F1 2020.

I miglioramenti sul modello di guida ci sono tutti, e Codemasters dimostra chiaramente di voler inseguire una via sempre più simulativa. Siamo ancora lontani dalla simulazione perfetta di Formula 1 (che, spoiler, non arriverà MAI), ma il risultato del team inglese è decisamente incoraggiante. Novità come Braking Point sono molto gradite, seppur presentino errori di gioventù, e abbiamo apprezzato anche il miglioramento del My Team e la presenza di una carriera multigiocatore.

Meno piacevole è stata invece la rimozione di contenuti da F1 2020, i quali avrebbero donato una longevità ancora più alta al titolo, ed è impossibile non criticare la scarsa fedeltà di gran parte dei tracciati: inaccettabile per un titolo su licenza ufficiale. Dopo undici anni, crediamo sia giunto il momento di scannerizzare i circuiti, almeno quelli permanenti come Spa e Monza, che in F1 2021 sono totalmente sbagliati. E infine, gli utilizzatori di VR saranno nuovamente delusi da F1 2021, vista la mancanza del supporto a tale tecnologia.

Siamo dunque speranzosi di vedere miglioramenti a riguardo con F1 2022, titolo che sarà davvero importante per le sorti del brand. Sarà infatti il primo F1 sviluppato fin dall’inizio sotto l’etichetta Electronic Arts, e il tutto coinciderà con il cambio regolamentare più importante degli ultimi otto anni. Non ci sorprenderebbe inoltre se fosse il primo F1 totalmente next-gen. Insomma, Codemasters avrà una bella pressione sulle spalle. Ma intanto godiamoci questo buonissimo F1 2021.