Home News Gigabyte sotto attacco hacker. Lo stesso che ha colpito la Regione Lazio!

Gigabyte sotto attacco hacker. Lo stesso che ha colpito la Regione Lazio!

Gigabyte Aorus schede video

Prosegue la scia di attacchi hacker di alto livello che vanno a colpire anche le aziende e organizzazioni più importanti. L’ultima in ordine cronologico è Gigabyte uno dei più noti produttori hardware per PC. Si tratta della stessa tipologia di attacco che ha colpito la Regione Lazio nei giorni scorsi e che ha rallentato notevolmente la distribuzione dei vaccini per il Covid-19.

Nel caso di Gigabyte gli hacker che sono riusciti a bloccare l’accesso a 112GB di dati interni, di cui non è noto il contenuti e per i quali è stato chiesto un riscatto la cui entità non è stata resa nota.

Gigabyte attacco hacker ransomware

Ma di cosa si tratta? Questa nuova tipologia di attacco hacker, è molto diverso da quelli a cui eravamo abituati negli anni passati. Se storicamente gli hacker cercavano di intrufolarsi nei sistemi per scoprire e rubare dati importanti, password, numeri di carte di credito ecc., ora ci ritroviamo di fronte a qualcosa di più fine e sofisticato.

Il tipo di attacco fatto ai danni di Gigabyte e precedentemente anche alla Regione Lazio viene definito “Ransomware“, dalla parola “Ransom” che significa “Riscatto. Questo tipo di attacco mira a penetrare in un sistema, criptare e bloccare tutti i dati o parte di essi e poi chiedere un riscatto per rimuovere il blocco. Contemporaneamente questi dati vengono trasferiti alla massima velocità possibile su un server degli stessi hacker che sono gli unici a poterli decriptare. Se la vittima non cede al ricatto e paga, questi dati possono essere messi in vendita online all’asta sul deep web.

Di solito gli hacker per mettere a segno questo tipo di attacco cercano di sfruttare un anello debole del sistema. E a causa dello smart working, questi anelli deboli si sono moltiplicati. I sistemi domestici infatti non sono altrettanto sicuri quanto i PC di una rete aziendale, e spesso vengono utilizzati da più persone. Questo li espone facilmente a rischi che riguardano la cybersecurity, e questo è stato proprio il caso dell’attacco ai server della Regione Lazio. L’attacco è partito dal sistema domestico di un dipendente in smart working.

Guardando al passato recente, in molti ricorderanno che lo stesso tipo di attacco è stato perpetrato ai danni di CD Projekt RED, con gli hacker che hanno bloccato e chiesto un riscatto per tornare in possesso dei codici sorgenti di The Witcher 3 e Cyberpunk 2077. Lo sviluppatore polacco è stato costretto a bloccare interamente l’accesso a tutti i sistemi per diverse settimane, cosa che ha ulteriormente rallentato lo sviluppo del suo ultimo gioco. Nonostante ciò, i dati sono comunque stati messi in vendita dagli hacker.

Fonte: HDBlog

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