Immortals: Fenyx Rising – Una Nuova Divinità – Recensione (PS5) del primo DLC

Quando Ubisoft Quebec ha lanciato il suo Immortals: Fenyx Rising sul mercato, si è posta in una scomoda situazione che ben si prestava a critiche di tutti i tipi ma, sorprendentemente, l’ironica epica avventura è riuscita a conquistare critica e pubblico a suon di enigmi, sciabolate olimpiche e battute anni ’90, divenendo di colpo una delle più amate opere della software house francese di quest’ultimo periodo.

A poco più di un mese dall’uscita di Immortals: Fenyx Rising, lo studio quebequois pubblica Una Nuova Divinità, ovvero il primo episodio di una trilogia di DLC tesi ad arricchire una esperienza di gioco già di per sé divertente e soddisfacente. In rottura col passato, questa iterazione ludica prende una strada diversa rispetto alle tradizionali strutture di contenuto aggiuntivo fino ad ora praticata dall’azienda francese: il nostro Fenyx verrà catapultato nel tanto agognato Olimpo, la casa degli dei per eccellenza, accolto dal solito istrionico Ermes.

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Immortals: Fenyx Rising - Una Nuova Divinità 1

Si tratta di una mappa a sé stante che nulla ha a che vedere con quella dell’avventura base se non per questioni di trama, tanto da sconsigliarvi di affrontarlo senza aver completato la storyline principale se volete preservarvi da pesanti spoiler sul finale di Immortals.

In Una Nuova Divinità abbiamo un’unica missione da compiere, la più ardua: ascendere al ruolo di Dio olimpico superando una sequela di prove come fece Ercole con le sue mitiche fatiche. All’ombra di un’acropoli magicamente fluttuante nel cielo, l’Olimpo risulta essere un gargantuesco dungeon strutturalmente costruito su platforming ed enigmi, e saranno proprio tutte le divinità incontrate nel gioco base ad introdurci in ogni sezione a loro dedicata con lo stesso tono ironico a cui Ubisoft Quebec ci ha abituato.

Ovviamente le meccaniche di gioco come lo spostare casse o cambiare la direzione del vento sono presenti, ma lo studio è riuscito con grande intelligenza a rimescolare le carte in tavola e presentare un parterre ludico mai ripetitivo e fresco, grazie anche a interessanti nuovi poteri come la possibilità di creare cloni bronzei di Fenyx, switchabili a piacimento, o un potenziamento del martello di Efesto che ci permette di scagliare palle pesantissime tra una piattaforma e l’altra.

A conferma del deciso orientamento di questo DLC, non ci verranno messe a disposizione le pozioni del gioco principale ma una barra della vita potenziata e un armamentario fatto di nuove armi ed armature specifiche tese alla risoluzione di questa mappa.

Una Nuova Divinità ci ha incollati per una decina di ore allo schermo senza mai stancarci o annoiarci se non in alcuni pochissimi casi, dove abbiamo constatato una eccessiva lunghezza di alcuni stage, ma ricompensati dalle immancabili casse premio sparse per il campo di gioco.

Immortals: Fenyx Rising - Una Nuova Divinità 2

Se il contenuto aggiuntivo presenta un gameplay diversificato e molto soddisfacente, d’altro canto, esso viene sostenuto da una trama evanescente che si limita a fornire un contesto a ciò che stiamo per fare, senza dare un proprio peso contenutistico all’episodio.

Seppur ben consci del fatto che si tratti di un DLC che può impattare limitatamente sull’economia narrativa generale, avremmo almeno gradito un finale maggiormente pregno di quell’epicità che ci saremmo aspettati date le premesse di trama iniziali.

Questione che sì, ci ha un po’ lasciato insoddisfatti, ma che non ha pregiudicato gravemente la nostra opinione in merito alla qualità complessiva di Una Nuova Divinità, che resta assolutamente un prodotto di ottima fattura e che può soddisfare egregiamente chi ha già apprezzato l’ottimo Immortals: Fenyx Rising.