Immortals: Fenyx Rising – Recensione (PS4): Zelda, God of War o semplicemente Immortals?

“Sembra talco ma non è, serve a darti l’allegria!”

Eh si, potevamo stupirvi con ricercate citazioni sul mito e sugli eroi in questa recensione di Immortals: Fenyx Rising, ma è proprio al mitico anime giapponese , protagonista di tante infanzie nel , che l’ultima creatura videoludica di Ubisoft sembra quasi fare il verso.

In Immortals: Fenyx Rising ci ritroveremo ad affrontare la più pericolosa delle minacce mitologiche mai narrate: Tifone. Il terrificante Titano è riuscito a mettere all’angolo tutti gli Dei dell’Olimpo ed è pronto a reclamarne il trono. Zeus, umiliato, è costretto a chiedere aiuto a Prometeo, e stringe un patto con lui sulla scorta di una improbabile profezia: Tifone verrà sconfitto da un umano.

Come la tradizione epica ci insegna, le insondabili trame divine si stringono sul candidato perfetto per questa ardua missione: Fenyx, il nostro protagonista. Un eroe dal curriculum “invidiabile”: cantore, semplice portatore di scudo e, soprattutto, non ha mai visto una battaglia in vita sua. Insomma, un disastro su tutti i fronti…o forse no?

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Immortals: Fenyx Rising 1

Immortals: Fenyx Rising, fin dai primi di lancio, è stato spesso confrontato con Zelda: Breath of the Wild e God of War, sia per la presenza di determinate meccaniche, sia per l’ambientazione; ed in alcuni casi estremi tacciato d’essere un plagio mal riuscito di queste IP.

Dopo l’hands-on di qualche mese fa noi di GameTime non ci siamo accodati a questo tipo di considerazioni, avendo percepito che un qualcosa di diverso stesse accadendo in casa Ubisoft; e ora, dopo averlo giocato nella sua totalità, confermiamo che le sensazioni provate al tempo erano giuste. Anche se saremmo stupidi nel negare categoricamente che il maestoso gioco Nintendo non abbia dato spunti di riflessione.

Stando alle interviste al team di sviluppo, è chiara una sottesa voglia dello studio quebequois di voler abbandonare, momentaneamente, quello che alcuni testi accademici hanno definito, in relazione alle produzioni della software house francese, “tirannia del realismo storico”. Il titolo risulta essere una personale ed originale rielaborazione tecnica ed artistica non solo di Zelda e tanti altri giochi anni ’90, ma anche di quanto avessero già creato precedentemente come autori di videogiochi.

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La narrazione è assolutamente più lineare di quanto ci saremmo aspettati da un gioco Ubisoft, ed è affidata totalmente alle voci narranti di Prometeo e Zeus.

Un duo virtuale riuscitissimo e sopra le righe che guida ed intrattiene il giocatore con un mix di epica seriosa e comicità contemporanea, che ci ha fatto ricordare a più riprese i toni de Il Cavallo di Troia di Christopher Morley, famosissimo testo di letteratura umoristica.

Ovviamente molto della trama ha per oggetto alcuni dei miti più famosi (come la triplice natura protettrice di Ermes), ma ci ha piacevolmente stupito che in Immortals: Fenix Rising si sia dato a varianti mitologiche meno note, come la trasformazione degli Dei in animali da parte di Tifone, spassosamente rielaborata rispetto all’originale.

Per quanto abbiamo assolutamente apprezzato questa finezza, ci rendiamo conto che non tutti potrebbero essere edotti in materia, e la mancanza di un compendio rischia di non far comprendere appieno il sottotesto di alcune gag tra i personaggi.

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Seppur all’interno di un contesto brillante la caratterizzazione degli Dei è assolutamente congrua all’antropologia dei miti: essi esprimono emozioni, dubbi e paure tipiche degli umani: ad esempio Afrodite che mette in discussione se stessa, o Efesto che fa i conti con la sua depressione.

Molto intelligente è stata la scelta di definire il personaggio di Fenyx come cantore, perché rende molti degli scambi dialogici realistici, neutralizzando quella strana tendenza infantilistica e superficiale che contraddistingue molti giochi della casa francese in questo specifico ambito.

Sorprendentemente Immortals: Fenix Rising ha una grandissima quantità di cutscene in stile cartoon e cinematiche, sapientemente inserite durante la sessione di gioco. Se nel primo caso non possiamo fare che i complimenti per l’esecuzione tecnica, la stessa cosa non si può dire per il secondo: sebbene siano presenti molti accorgimenti registici d’inquadratura, che danno un carattere deciso ai siparietti (come close-up o controcampi frenetici), la messa in serie non sembra esser stata eseguita con grande mestiere; e questo, unito ad una carenza tecnica delle animazioni facciali, spesso indebolisce la portata comica delle scenette d’intermezzo.

In generale però la qualità si attesta su un buon livello, e gode di una gradevolezza apprezzabile anche dai più pignoli sul punto in questione.

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Dopo anni spesi a creare open world sempre più gargantueschi e realistici, Ubisoft Quebec questa volta ha deciso di presentare una mappa di gioco molto più contenuta.

Fortemente caratterizzata da colori saturi ed un’estetica cartoon, la Golden Island sembra incarnare un’idea di locus amoenus virtuale perfettamente contestuale al tono e alle avventure del nostro Fenyx. Quasi del tutto eliminati i famigerati punti di sincronizzazione di certi famosi Assassini, lo studio canadese ha organizzato lo spazio di gioco in pochi punti di osservazione/fast travel sopraelevati da cui poter osservare il terreno sotto ai nostri piedi.

L’iniziale colpo d’occhio è veramente notevole: le antiche rovine, le mandrie di animali erranti e i pittoreschi nemici si mescolano alle distese arboree ed armonizzano l’orizzonte visivo con una vividezza cristallina. Con l’avanzare dell’avventura, ovviamente, incontreremo altri biomi (come canyon o montagne innevate), differenziati in modo evidente nel cromatismo quasi a sottolineare non solo la difficoltà delle zone, fin da subito liberamente esplorabili, ma anche del crescendo drammatico della narrazione.

Enigmi ambientali, tesori, dungeon e quant’altro sono disseminati in quantità industriale e organicamente inseriti in tutta la mappa. Grazie alla Vista Acuta, una sorta di visuale in prima persona, è possibile evidenziare i punti d’interesse sulla mappa, ma è a nostra discrezione se farlo o meno.

Insomma, volendo citare Maxime Durand, lo storico del franchise Assassin’s Creed, se “la Storia è il nostro parco giochi”, Immortals: Fenix Rising dimostra che può esserlo anche la mitologia greca.

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Il core del gameplay di Immortals: Fenyx Rising sono sicuramente gli enigmi: tantissimi e variegati tra loro.

Essi si traducono anche in momenti di approfondimento sulla mitologia (come la creazione della lira) ed avanzamento di trama. Seppur sia possibile categorizzarli sommariamente per tipologia, come le gare di velocità o i puzzle, la ripetitività è stata scongiurata con metodi di risoluzione sempre diversi. Ovviamente la difficoltà generale non assurge a livelli cervellotici, ma dovremo comunque dedicare del tempo per venirne a capo. Una volta risolti verremo premiati con monete, materiali ed oggetti che potremo investire nello sviluppo di abilità o ampliamento del nostro arsenale.

Il combat system risulta immediato da padroneggiare ed esteticamente spettacolare. Il sistema ricalca in parte quello di Assassin’s Creed Odyssey, ma è stato alleggerito e per certi versi reso più efficace: attacco leggero e pesante non consumano stamina, al contrario delle mosse speciali (come il Martello di Efesto o il lanciare massi contro i nemici), ed è possibile concatenare i vari colpi tra loro in modo fluido a patto di potenziare adeguatamente la resistenza del nostro personaggio.

È stato inserito un counter delle combo, e in base a questo avremo dei plus durante gli scontri, come la maggiorazione del danno. A questo si aggiungono la meccanica dell’invulnerabilità per le schivate perfette e la possibilità di contrattaccare dopo una parata eseguita al momento giusto. Qualora se ne abbia necessità, il gioco prevede anche l’uso di pozioni: salute, resistenza, difesa ed attacco sono facilmente ripristinabili, ma questi consumabili dovranno essere craftati ed eventualmente potenziati in anticipo presso i calderoni di Circe, pena il dover premere forsennatamente i tasti per cercare di mangiare dei frutti (più lenti delle pozioni) mentre ci diamo alla mischia.

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Rispetto all’hands-on di qualche mese fa, il livello di difficoltà degli scontri sembra essere stato alzato ma, di fatto, non arrivando mai ai livelli di un action duro e puro. Il ritmo frenetico però, oltre alle animazioni e alla composizione variegata dei gruppi di nemici rendono le battaglie giocose e piacevoli.

Armi e armature vengono gestiti attraverso un sistema di bonus, e non di parametria specifica per ogni singolo pezzo d’armamentario. In pratica, oltre a sbloccare le singole abilità del personaggio, che siano esse ordinarie o speciali (dal contrattacco alla freccia teleguidata), si possono upgradare le categorie di attrezzature in blocco: elmi, corazze, arco ed armi. Raggiunto un determinato livello, esse applicheranno a Fenyx un bonus attivo o passivo.

In buona sostanza, il sistema risulta essere adattativo al nostro stile di gioco e modificabile alla bisogna, permettendoci di variare le strategie con cui affrontare certi boss. Infine, al contrario di quanto succedeva in Assassin’s Creed Odyssey, dove era più uno scartare e riciclare continuamente oggetti, in Immortals: Fenix Rising i pezzi di armamentario sono veri e propri collezionabili, che faranno la gioia di tutti i completisti.

In Immortals: Fenyx Rising è presente anche un ciclo giorno-notte che comporta l’apparizione di speciali casse premio, e in alcune zone scateneremo l’ira di Tifone: dal vulcano al centro della mappa verranno scagliate palle di fuoco, fastidiosissimi tentacoli usciranno dal terreno, e verremo inseguiti da araldi particolarmente ostici.

Centro nevralgico della Golden Island è la Sala degli Dei, l’hub di gioco, e sarà lo spassosissimo dio Ermes in persona a fare gli onori di casa: da qui gestiremo non solo le caratteristiche parametriche del personaggio, come la stamina e la salute, ma anche l’aspetto fisico, che sarà modificabile a piacere. E sempre qui ritroveremo una ad una tutte le divinità che salveremo durante l’avventura.

La gestione delle missioni, contrariamente a quello che si era ipotizzato, si discosta dal solco tradizionale degli open world, ovvero un filone principale ed una sventagliata di secondarie e fetch quest a seguire. In Immortals: Fenix Rising le quest si sostanziano in un’unica missione di trama (salvare gli Dei dell’Olimpo), e tutte le attività presenti sono funzionali all’evoluzione di Fenyx o all’approfondimento del lore mitologico. Insomma, Ubisoft Quebec ci ha risparmiato la tipica fatica di dover consegnare lettere d’amore ad amanti brucianti di passione ma stranamente pigri, o raccogliere mandragole per un medico troppo impegnato a girare l’angolo.

Il post-lancio di Immortals: Fenix Rising è piuttosto corposo. Esso prevede tre DLC, quest aggiuntive e una serie numerosa di contenuti gratuiti (come missioni settimanali), a riprova di quanto tutta Ubisoft creda in questa nuova IP. Gli acquisti in game sono presenti ma, badate bene, sono di fatto oggetti esclusivamente cosmetici, ed eventualmente reperibili partecipando agli eventi settimanali.

In conclusione, troviamo Immortals: Fenyx Rising un titolo davvero ottimo, divertente e fresco. Ubisoft Quebec è riuscita a rielaborare con estrema intelligenza la granitica tradizione videoludica della software house francese, votata soprattutto al realismo e alla storicità, a colpi di cartoon e mitologia.

Sebbene non tutto sia a livelli eccellenti, come le animazioni o la messa in serie delle cinematiche, che occupano uno spazio importante all’interno di questa produzione, ci sentiamo di consigliare vivamente questa epica avventura a tutti i videogiocatori.

In uscita il 3 dicembre, Immortals: Fenyx Rising sarà disponibile su tutte le piattaforme esistenti, incluse Switch, le next gen e Stadia.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8.5