The Nioh Collection – Recensione (PS5/PC): I due amatissimi soulslike arrivano su next gen

Nioh e , con tanto di DLC, si ripresentano tirati a lucido nella The Nioh Collection per , che funge anche da upgrade visivo.

La saga di Nioh, per chi non lo sapesse, doveva un tempo essere l’adattamento videoludico di una sceneggiatura mai conclusa di Akira Kurosawa, con un primo trailer del gioco risalente al 2005 e con l’obiettivo di farlo uscire su PlayStation 3. Lo sviluppo fu però così travagliato che si persero le tracce del gioco per circa un decennio, prima di essere finalmente rilanciato nel 2017 in una veste del tutto inedita.

Persa quasi interamente l’idea del progetto originale, Nioh è quello che si può definire come un piacevole incidente che è riuscito a prendere forma grazie alla testardaggine giapponese, riuscendo a guadagnarsi il rispetto dell’industria videoludica con degli ottimi voti ma soprattutto a ottenere l’approvazione dei fan dei soulslike. Il successo del primo capitolo fu tale che nel 2020 venne pubblicato l’ottimo Nioh 2 (recensito qui da Davide Ottagono e Giorgia Russo) che a sua volta ricevette i favori della critica.

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La storia del primo Nioh è ambientata in un Giappone dark-fantasy durante l’era Sengoku e ci vede nei panni di William, un irlandese poco loquace sulle tracce di un misterioso individuo che ha rapito lo spirito guardiano del nostro protagonista, una delle rarissime creature sovrannaturali che donano capacità uniche ai pochi eletti che ne possiedono una.

Queste entità sono legate in particolar modo a delle pietre presenti solo in Giappone, gli Amrita, che possono dare dei grandi poteri ma anche corrompere e trasformare in demoni Yokai. William è un aspirante samurai e avrà modo di adoperare un determinato numero di armi bianche che spaziano dalle katane ai kusarigama, mischiate con armi da fuoco come archi e fucili e a tecniche ninja e Onmyo.

Il numero totale delle armi non è paragonabile a quello dei Dark Souls, in quanto il Ninja ha deciso di concentrarsi sulla parte action, presentandoci dunque un numero di tipologie di armi ridotto ma ben più approfondito: William avrà infatti tre diverse pose di combattimento: quella alta, quella intermedia e quella bassa, e ognuna di esse cambierà la velocità delle animazioni, i danni totali, il consumo di stamina e la rapidità delle schivate.

Queste tre pose sono il cuore del gameplay di Nioh, che per quanto non si possa considerare un action ai livelli di Ninja Gaiden o Devil May Cry, sa mettere in campo un sistema di combattimento intelligente, veloce e brutale. Anche la stamina qui viene trattata in modo diverso, dove con la pressione al momento giusto di R1 potremo ripristinare molto più rapidamente il nostro Ki e di conseguenza avere più possibilità di approccio.

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Le armi e la barra del Ki giocano un ruolo fondamentale in Nioh, che per certi versi aveva anticipato il focus sulla stamina e lo swordfight di Sekiro. Questi elementi sono cruciali e vanno assimilati al meglio, perché Nioh è un gioco molto, MOLTO punitivo e difficile, arrivando spesso a risultare ben più crudele dei titoli From Software.

La difficoltà potrà fortunatamente essere arginata grazie agli Amrita, che potranno essere usati per aumentare il livello di William su caratteristiche come corpo, costituzione, destrezza e via dicendo. Questi attributi hanno effetti sia sulle armi sia sulle armature, che in Nioh sono suddivise fra leggere, medie e pesanti. In base a quanto peso totale occupa la nostra armatura noteremo delle conseguenze dirette nel gameplay: un’armatura pesante garantirà una migliore riduzione del danno ma maggiore consumo di stamina, mentre quella leggera ridurrà il consumo Ki aumentandone la velocità di recupero, a discapito però di una scarsissima difesa.

Il giocatore avrà anche accesso a tanti degli spiriti guardiani precedentemente citati, che potranno trasformarsi in delle armi viventi e donargli dei poteri incredibili ma temporanei, visto che sarà presente una barra che si scaricherà poco per volta. Se ben utilizzate, le armi viventi ci permetteranno di affettare i nemici come se fossero del burro, grazie anche alle cinque proprietà elementali presenti nel gioco. Come ad esempio l’elemento del vento, che è molto potente contro quello della terra e presenta anche effetti aggiuntivi come la riduzione del danno dell’attacco nemico.

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Oltre ai livelli del protagonista sono presenti anche dei punti abilità suddivisi per varie categorie: essi riguardano ogni tipologia di arma presente nel gioco, permettendoci di apprendere combo più lunghe o utili tecniche che consumano più velocemente il Ki, ma che allo stesso tempo cambiano anche le dinamiche dei combattimenti.

Tra le altre abilità troviamo anche quelle ninja e Onmyo, dedicate entrambe a oggetti e talismani di varie utilità, come ad esempio la capacità di infondere un certo elemento sulla nostra arma o varie tipologie di bombe e nubi velenose. Queste due categorie si rivelano complementari al cuore action di Nioh, che similmente a Ninja Gaiden decide di relegare le tecniche ninja e magiche al servizio dell’azione vera e propria.

L’azione è proprio la caratteristica fondamentale del titolo, e nel complesso è la differenza principale fra i Dark Souls e Nioh: se nel primo i giocatori potevano fermarsi e rivalutare il loro approccio, cambiando anche tipologia di gameplay, nel secondo o si scende a patti con lo swordfighting o conviene passare oltre. Se questo compromesso non vi spaventa allora avete tra le mani un ottimo esponente del genere, con un gameplay profondo e responsivo.

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I livelli che attraverseremo saranno sparsi fra varie regioni del Giappone e nell’arco di vari anni. Non sarà presente un mondo interconnesso ma missioni vere e proprie da selezionare dalla mappa. Queste missioni presentano scenari cupi e tetri come villaggi in fiamme o fortezze sconfinate, anche se a dispetto della buona direzione artistica manca purtroppo un level design solido come nei titoli From Software, in quanto spesso ci troveremo in scenari labirintici e pieni di stradine che portano a vicoli ciechi.

Durante i nostri tragitti avremo modo di aprire le sempreverdi shortcut e trovare i santuari che ci permetteranno di aumentare di livello, prepararci le tecniche jutsu o evocare altri giocatori per ricevere assistenza durante la missione. Sono presenti anche molte bossfight, che sono indubbiamente gli scontri più interessanti e allo stesso tempo frustranti del gioco. In generale il lavoro svolto sui contenuti è ottimo, permettendo al giocatore di fare anche delle missioni secondarie, più brevi, per ottenere loot migliore.

Parliamo di loot perché Nioh prende forte ispirazione da giochi come Diablo per la gestione del suo equipaggiamento, arrivando a riempire i campi di battaglia con tantissimi oggetti di vari colori e rarità che sapranno stimolare la dopamina di chi adora questo genere di cose.

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Il plus è dove Nioh inizia davvero a mettere alla prova i giocatori con un grosso aumento di difficoltà. E per chi non si accontentasse, è presente la Modalità Abisso, che consiste in un totale di 999 piani pieni di nemici da scalare per la gloria e per il loot. Inclusi nel pacchetto di The Nioh Collection anche i tre DLC, delle ottime missioni che alzano ancora di più la difficoltà di gioco e ci permetteranno anche di affrontare personaggi familiari ai fan del Team Ninja, tipo un certo Hayabusa

Dal punto di vista tecnico il primo Nioh presenta tre modalità grafiche diverse: la modalità 4K che dà priorità alla risoluzione, la modalità PS5 che aumenta i dettagli grafici, e la modalità 120fps.

Nioh non è mai stato un gioco visivamente spettacolare, specie considerando che vari asset derivavano dalla versione originale per PS3, ma c’è da dire che tutte e tre le modalità implementate per The Nioh Collection svolgono il loro lavoro in maniera eccelsa. La nostra preferita si è rivelata essere quella a 120fps, che è risultata incredibilmente stabile, fluida e “burrosa”. Purtroppo per chi già possedeva il gioco su PlayStation 4 non sarà possibile fare un upgrade gratuito.

Nioh 2 si presenta in maniera molto simile al suo predecessore, specialmente per quanto riguarda le meccaniche di gioco e il level design. Ambientato un secolo prima degli eventi del prequel, vestiremo i panni di un personaggio completamente originale e creato dal giocatore, che avrà a disposizione un buonissimo editor accessibile in qualsiasi istante durante la storia. Come fedeli alleati del celeberrimo Nobunaga, visiteremo tante località giapponesi ancora una volta in preda a guerre, massacri ed entità demoniache.

Se all’apparenza Nioh 2 sembra identico al primo gioco, scopriremo presto che in realtà ci sono delle nuove meccaniche che lo differenziano abbastanza dall’originale: le armi viventi non saranno più disponibili e potremo invece trasformarci in uno Yokai vero e proprio, i cui i poteri saranno influenzati dallo spirito guardiano che ci accompagna, dando al giocatore la possibilità di scegliere fra tre forme diverse.

Essere in parte Yokai ci garantisce anche l’utilizzo di un nuovo set di abilità (associate al tasto R2) che ci darà accesso a tre slot di tecniche diverse. Una di queste abilità è un contrattacco che se eseguito al momento giusto ridurrà clamorosamente il Ki dei nostri avversari, mentre le altre due abilità saranno personalizzabili dal giocatore grazie alle anime cadute dei nostri avversari, che daranno accesso alle loro mosse speciali. Anche i livelli presentano una novità con delle zone corrotte dal regno Yokai, dove il nostro Ki risulterà molto meno longevo e l’obiettivo sarà eliminare uno Yokai specifico per purificare l’area.

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Gli avversari che affronteremo saranno ancora una volta suddivisi fra umanoidi e mostri Yokai, con questi ultimi che risulteranno molto più vari e spietati rispetto a quelli del primo Nioh. Gli scenari ora risultano un po’ meno dispersivi e veloci da attraversare, per quanto non ci sia stato comunque quel miglioramento concreto che possa anche solo avvicinare la saga di Nioh alle diavolerie di level design di From Software.

Come anche nel primo gioco, al giocatore sarà permesso di affrontare le Missioni Crepuscolo, una versione molto più difficile delle missioni già affrontate, con nemici tostissimi ed equipaggiamenti rari. Anche il game plus è notevole, con un ovvio aumento della difficoltà ma anche con l’inclusione di tipologie di armi uniche e introvabili durante la prima run.

E a proposito di armi, Nioh 2 si arricchisce di alcune nuove entrate, come la letale falce e gli stilosissimi cestus, che vanno ad avvalorare il già ottimo e profondo sistema di combattimento della saga. Sono presenti anche due nuovi elementi che vanno a sostituire quelli del vento e della terra: Corruzione e Benedizione. Questi due elementi sono presenti unicamente in determinate armi: quelle Yokai e quelle benedette. Le armi Yokai hanno lo status corruzione e riducono molto più velocemente il Ki nemico, mentre quelle benedette velocizzano in maniera drastica il recupero del Ki del giocatore.

Per quanto riguarda i miglioramenti della The Nioh Collection, anche Nioh 2 si munisce delle tre modalità che vi abbiamo già descritto per il primo capitolo, anche se purtroppo qui abbiamo notato un paio di problemucci facilmente risolvibili con delle patch, come ad esempio l’instabilità della modalità a 120fps, che non risulta pulita come nel caso del primo Nioh e spesso è soggetta a cali che, per quanto non drastici, risultano comunque visibili.

Presenti anche dei problemi legati alle texture e agli shader che soffrono di un pop-up fin troppo evidente. Il comparto sonoro si attiene ai livelli del prequel, con delle tracce molto atmosferiche e inquietanti, mentre il doppiaggio risulta multilingua in base alla nazionalità dei personaggi.

La buona notizia è che Nioh 2 è un upgrade gratuito per chiunque già possieda il gioco originale su PS4, così come anche i DLC, che sono comunque inclusi in questa The Nioh Collection.

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Abbiamo anche avuto modo di provare la versione PC di Nioh 2, uscita il 5 febbraio.

Un piccolo appunto: il primo Nioh uscì nel 2017 in una Complete Edition per Steam e comprendeva tutti i contenuti del gioco. Il motivo per cui lo citiamo è che, al tempo, il gioco non poteva andare oltre i 60fps. Al momento in cui è stato scritto questo articolo confermiamo l’assenza di una patch che abiliti i 120fps. Per chi volesse giocare il primo Nioh a quel framerate insomma per ora PS5 è l’unica piattaforma che lo permette.

Tornando a Nioh 2, il gioco presenta gli stessi problemi che vi abbiamo segnalato per la versione console, con in più un problema legato a un’impostazione grafica che, per qualche motivo, fa precipitare il framerate durante le situazioni in cui sono presenti le effettistiche grafiche.

Il problema di questo bug è che il gioco sembra andare a rallentatore per vari istanti, indipendentemente dal fatto che scenda a 40 o 80fps. Il Team Ninja ha confermato di star seguendo il problema e che a breve verrà risolto. Per il resto la versione PC include i 120fps e una breve ma decente lista di impostazioni grafiche, e a parte il bug citato poco fa le prestazioni risultano generalmente stabili.

The Nioh Collection è un pacchetto appetitoso e pieno di contenuti, e per chi non ha ancora avuto modo di provare questi giochi ed è appassionato dei soulslike e degli action risulta davvero imperdibile.

I due titoli sono estremamente simili tra loro, ma caratterizzati comunque da alcune differenze che possono arrivare a giustificare la preferenza di un capitolo rispetto all’altro. Il sistema di combattimento è veloce e punitivo, il nostro personaggio sarà sempre a un passo dalla morte e dalla perdita dei tanto agognati Amrita.

La profondità del gameplay viene bilanciata dagli elementi looter e arcade, che per quanto non siano perfettamente sincronizzati con lo stile soulslike, riescono comunque a risultare interessanti e a regalare dei motivi in più per continuare a giocare. L’upgrade è ottimo per il primo capitolo, ma un pelino più problematico per quanto riguarda il secondo.

Ma in definitiva, che siate fan dei soulslike o degli action puri, con The Nioh Collection avrete tanto con cui divertirvi e…stressarvi.