

DOOM: The Dark Ages – Revelations promette di espandere la storia dello Slayer con nuove ambientazioni, nuove armi e ulteriori dettagli sulla sua lore. Ecco le nostre impressioni dopo aver assistito all’evento stampa.
Se l’epopea di DOOM: The Dark Ages mi ha insegnato qualcosa, è che in iD Software la creatività è sempre stata al primo posto. Lo è stata sin dal primo momento, da DOOM 1993, l’esperimento che portò John Romero a diventare il più grande di tutti sotto ogni punto di vista. A distanza di un anno dalla pubblicazione di uno dei capitoli più violenti e brutali del franchise, DOOM: The Dark Ages, a breve, si espanderà con l’espansione Revelations, pronta a ingigantire le origini dello Slayer e, soprattutto, a far capire bene che il massacro non avrà mai una fine.
DOOM: The Dark Ages è stato un videogioco che, oltre ad aver cambiato le carte in tavola rispetto a Eternal, ha raccontato le origini di uno dei personaggi più interessanti del panorama videoludico. Penso, infatti, che riuscire a tornare così tanto indietro rispetto alla serie canonica e a quanto abbiamo vissuto in DOOM Eternal fosse parecchio impossibile. Immaginate cambiare un’intera atmosfera e modellare qualcosa di totalmente diverso, pensate quanto sia stato complesso perfezionare il gameplay e, al contempo, renderlo fresco… ma assolutamente corazzato, pesante e sì, in egual modo violento come piace a tutti. E a me, personalmente, uno Slayer che restava coi piedi per terra, con uno scudo enorme pronto a usarlo contro i nemici, che usava anche per deviare i colpi dei demoni, era una novità che non avevo per niente calcolato.

Mi sono innamorato di DOOM: The Dark Ages perché permetteva al giocatore di pensare, riflettere e adoperare la miglior strategia possibile per arrivare all’obiettivo e vincere. Spesso quel medesimo obiettivo, che veniva costantemente ripetuto nei livelli, creava una sorta di monotonia che non riusciva mai ad annoiare, intrattenendo piacevolmente. E creava, quindi, la giusta dose di magia che mi serviva per farmi venire ancora più voglia di non volerne fare a meno. Questa sinergia di elementi creava tutta la struttura ludica di DOOM: The Dark Ages, espandendo non solo un concetto qualitativo in grado di sorprendere, ma di lasciare al giocatore tante note positive.
Le stesse si avvertivano quando, poi, c’erano le deviazioni nel percorso: salire a bordo di un drago e, ovviamente, usare un mecha gigante per abbattere i nemici. E, a dirla tutta, quei frangenti sono quelli che meno mi hanno convinto quando ho giocato a DOOM: The Dark Ages per la recensione sulla newsletter. In tal senso, sul nostro bel sito è presente la recensione di Kristian, che ha fatto un lavoro magistrale, provandolo su PC.
Dopo questo lungo, eccessivo e forse celebrativo preludio, è fondamentale ora parlare di Revelations, che abbiamo potuto vedere in azione durante un evento stampa. Come suggerisce il titolo, rivelare sarà la chiave di volta di tutto… e sarà esattamente ciò che ci porterà nuovamente a toccare con mano le dinamiche ludiche, narrative e di lore di DOOM: The Dark Ages, che non solo promette di proporre inaspettate, ma pure di essere fondamentale per apprendere al meglio tutte le dinamiche narrative dello Slayer. E ne avevamo fortemente, totalmente, estremamente bisogno.
DOOM: The Dark Ages, come rivelare il passato
In arrivo il prossimo 7 luglio su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC (Steam e Battle.net), Revelations andrà a esplorare a fondo la storia dello Slayer, raccontando uno spaccato di storia che toccherà e sfiorerà diversi capitoli del franchise principale, tra cui DOOM 1993.
Non potendo tuttavia fare spoiler eccessivi, cosa abbiamo visto porterà lo Slayer in nuove ambientazioni. Alcune di esse saranno enormi e altre, invece, più contenute, seguendo quindi la visione creativa e di level design che si è potuta toccare con mano con il gioco principale. DOOM: The Dark Ages – Revelations ha l’obiettivo di raccontare le origini dello Slayer ancora più in profondità rispetto a quanto si è visto in passato, con iD Software che, in tal senso, non vede l’ora di mostrare esattamente di che pasta è fatta nel creare qualcosa che i fan – me compreso – richiedevano da diverso tempo.
Alla base di tutto, da quanto abbiamo appreso nel corso della presentazione, ci sarà una lotta totale che spingerà il giocatore là dove nessuno si aspetterebbe affatto, nei luoghi più remoti del franchise. Oltre ad ampie zone buie che potrebbero ricordare altri momenti della storia di DOOM, ce ne sono altrettanti, in linea con lo stile medievale e new age di DOOM: The Dark Ages, pronti a spaventare e a tenere i giocatori incollati allo schermo.

L’obiettivo, dunque, sarà quello di affrontare un passato pieno zeppo di rivelazioni che potrebbero effettivamente risultare sorprendenti per tutti coloro che DOOM: The Dark Ages lo conoscono molto bene e non vedono l’ora di rimetterci mano. Questo DLC sarà fondamentale proprio per espandere la main story e spingere l’acceleratore su tante altre dinamiche che non vediamo l’ora di approfondire a dovere quando sarà il momento… e che non possiamo fare altro che attendere spasmodicamente.
“Ferito e tradito, lo Slayer viene gettato in uno spietato purgatorio; l’unico modo per fuggire è affrontare verità assillanti e trovare una forza rinnovata con l’aiuto di un misterioso alleato. Deve ascendere dalla prigione della sua mente e combattere un abominio degli dèi per indicare ai suoi seguaci la via della libertà”, ecco cosa trapela dal sito ufficiale di DOOM.
Un gameplay più affinato, brutale, pieno zeppo di nuove armi
A mutare tuttavia non sarà solamente il contesto, ma soprattutto il gameplay, che, come ben sappiamo, è inevitabilmente collegato alle armi di gioco. Oltre allo scudo e all’onnipresente fucile a pompa, un marchio di fabbrica del franchise, sarà inoltre implementato uno scettro che lo Slayer potrà usare per eliminare rapidamente i nemici e proseguire poi nella sua violenta spirale di distruzione.
Denominata Chain Spear, essa promette di rivoluzionare i combattimenti e di proporre diversi modi per affrontare i demoni, vecchi e nuovi, all’interno dell’esperienza. La nuova arma abbiamo avuto modo di vederla in azione, e ci ha permesso di comprendere al meglio quante scelte di game design il titolo promette ai giocatori.
Oltre a un approccio più dinamico, lo scopo è di offrire un combattimento ancora più preciso, composto da scelte da compiere in modo intelligente e strategico. Già di per sé il gameplay di DOOM: The Dark Ages, come accennato in precedenza, aveva dalla sua scelte che ci hanno piacevolmente coinvolto e intrattenuto… e stavolta, lo diciamo con sicurezza, non possiamo aspettarci che avere una proposta ancora meglio confezionata e realizzata a dovere per i fan e non solo.

Il team di sviluppo, inoltre, assicura la presenza di livelli nuovi e di nemici che potranno essere affrontati sia alla vecchia maniera che nella nuova. E abbiamo intravisto, ma questa non è una novità, una scelta che potrebbe davvero piacere molto a coloro che con DOOM sono nati e cresciuti: il potere della telecamera classica che tanto piace ai giocatori un po’ vetusti.
DOOM: The Dark Ages è disponibile su XBOX Series X|S, Xbox PC, Steam, Battle.net e PlayStation 5, ed è possibile giocare già da subito con Game Pass Ultimate, Game Pass Premium o PC Game Pass. Provalo sia su Series X|S che su XBOX PC senza costi aggiuntivi con XBOX Play Anywhere. Ricordiamo, inoltre, che DOOM: The Dark Ages – Revelations sarà disponibile dal prossimo 7 luglio.









