
La controversia che coinvolge Rockstar Games e un gruppo di suoi ex dipendenti prende una direzione forse inaspettata. Nonostante la battaglia portata avanti dopo i licenziamenti, gli stessi lavoratori hanno rivolto un messaggio molto chiaro alla community: non vogliono che GTA 6 venga boicottato.
La posizione emerge attraverso l’Independent Workers’ Union of Great Britain (IWGB), il sindacato che sta sostenendo gli ex dipendenti nella vertenza. Piuttosto che colpire commercialmente il prossimo Grand Theft Auto, l’obiettivo dichiarato è ottenere sostegno per la battaglia legale in corso.
Una distinzione tutt’altro che secondaria, soprattutto considerando che alcune delle persone coinvolte hanno lavorato proprio ai progetti Rockstar e hanno dedicato anni alla realizzazione dei suoi videogiochi.
Gli ex Rockstar non vogliono un boicottaggio di GTA 6
La richiesta potrebbe sembrare contraddittoria a prima vista. Da una parte troviamo lavoratori che contestano duramente il comportamento dell’azienda; dall’altra, gli stessi chiedono ai giocatori di acquistare e godersi GTA 6 senza trasformare il titolo nel bersaglio della protesta.
La ragione è anche personale.
Dietro un videogioco delle dimensioni di Grand Theft Auto lavorano centinaia, se non migliaia, di persone. Alcuni degli ex dipendenti coinvolti nella controversia hanno contribuito con anni della propria carriera ai progetti dello studio e non vogliono vedere quel lavoro trasformarsi in un danno collaterale della disputa.
In altre parole, la battaglia è contro quelle che ritengono essere state decisioni ingiuste dell’azienda, non contro GTA 6 né contro chi ci ha lavorato.
Al centro della vicenda ci sono 34 ex dipendenti
La controversia riguarda 34 lavoratori, 31 nel Regno Unito e tre in Canada, licenziati da Rockstar nel 2025.
Secondo la ricostruzione sostenuta dagli ex dipendenti e dall’IWGB, i provvedimenti sarebbero collegati all’attività sindacale dei lavoratori. Il sindacato ha quindi accusato Rockstar di pratiche di union-busting, ovvero azioni finalizzate a ostacolare l’organizzazione sindacale.
Su questo punto, però, è necessaria una distinzione fondamentale: si tratta dell’accusa avanzata dai lavoratori e dal sindacato e non di una responsabilità definitivamente accertata.
Rockstar ha infatti respinto questa interpretazione, sostenendo che i licenziamenti fossero legati a comportamenti scorretti e alla diffusione di informazioni riservate.
Le due posizioni rimangono quindi contrapposte e la questione prosegue sul terreno legale.
Niente boicottaggio: la raccolta fondi passa anche dal merchandise
L’IWGB ha scelto una strada diversa per finanziare la vertenza.
È stata avviata un’iniziativa attraverso merchandise dedicato, con proventi destinati a sostenere le spese della battaglia legale degli ex lavoratori. Il messaggio rivolto alla community è quindi sostanzialmente quello di separare le due questioni: chi desidera sostenere gli ex dipendenti può contribuire direttamente alla loro causa senza rinunciare a GTA 6.
Una posizione che mette in evidenza anche un aspetto spesso dimenticato quando si parla di boicottaggi nel settore videoludico: un grande videogioco non rappresenta esclusivamente l’azienda che lo pubblica, ma anche il lavoro di moltissime persone che hanno partecipato alla sua produzione.
GTA 6 resta fuori dalla battaglia
La richiesta degli ex Rockstar assume ancora più peso considerando le dimensioni dell’attesa che circonda Grand Theft Auto VI.
Il gioco è uno dei prodotti più importanti dell’intera industria e inevitabilmente qualsiasi controversia riguardante Rockstar finisce per riflettersi anche sulla discussione che lo circonda.
Questa volta, però, sono proprio alcuni dei lavoratori coinvolti nello scontro con la società a tracciare una linea netta.
Non vogliono che GTA 6 paghi il prezzo della loro battaglia.
Vogliono che il pubblico giochi al titolo al quale tanti sviluppatori hanno dedicato anni della propria vita professionale, mentre la disputa con Rockstar continuerà attraverso gli strumenti sindacali e legali.
Ed è forse proprio questo l’aspetto più particolare dell’intera vicenda: si può essere in guerra con Rockstar senza esserlo con GTA 6.










