
Ogni volta che si parla di prezzi delle schede video, componenti sempre più costosi, giochi che faticano a trovare pubblico e produzioni AAA dai budget fuori controllo, torna inevitabilmente la stessa domanda: il mercato PC sta diventando troppo costoso per continuare a crescere? Se guardiamo alle ultime stime pubblicate da Alinea Analytics, la risposta sembrerebbe essere esattamente l’opposto. Nei primi otto mesi del 2026, Steam avrebbe infatti generato circa 15 miliardi di dollari di ricavi lordi, registrando una crescita stimata del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e mettendosi sulla traiettoria per superare una soglia che fino a qualche tempo fa sembrava enorme persino per la piattaforma di Valve.
Prima di entrare nei numeri, però, serve una precisazione fondamentale: non sono dati finanziari ufficiali comunicati da Valve. Si tratta delle stime elaborate da Alinea Analytics e, soprattutto, quei 15 miliardi non rappresentano ciò che Valve si sarebbe messa direttamente in tasca. Parliamo del valore lordo delle vendite generate attraverso Steam, dal quale devono essere distinte le quote destinate agli editori e agli sviluppatori, la percentuale trattenuta dalla piattaforma, le imposte e le altre componenti economiche. La fotografia rimane comunque impressionante: se le stime fossero vicine alla realtà, Steam starebbe vivendo un altro anno gigantesco.
Steam avrebbe già raggiunto 15 miliardi in appena otto mesi
Secondo Alinea Analytics, Steam avrebbe generato circa 15 miliardi di dollari di gross revenue tra gennaio e agosto 2026, un risultato superiore di circa il 15% rispetto allo stesso periodo del 2025. C’è però un confronto ancora più interessante: il volume raggiunto nei primi otto mesi di quest’anno avrebbe già superato quanto stimato per l’intero 2023, offrendo un’idea abbastanza chiara della velocità con cui l’ecosistema PC continua a espandersi.
Se il ritmo dovesse essere mantenuto fino alla fine dell’anno, il 2026 potrebbe diventare il primo anno in cui Steam supera nettamente i 20 miliardi di dollari di gross revenue. È una proiezione, naturalmente, e non una certezza. Ma è significativa perché arriva mentre una parte dell’industria continua a discutere di saturazione del mercato, aumento dei prezzi e difficoltà sempre maggiori nel convincere i giocatori ad acquistare nuovi titoli.
Steam, almeno secondo questa fotografia, sembra continuare a crescere nonostante tutto.
Forza Horizon 6 sarebbe il nuovo gioco più redditizio del 2026
Ed è proprio entrando nella classifica delle nuove uscite che troviamo uno dei risultati più interessanti. Secondo le stime di Alinea Analytics, Forza Horizon 6 avrebbe generato circa 210,5 milioni di dollari su Steam, diventando fino a questo momento la nuova uscita del 2026 con il maggiore gross revenue sulla piattaforma.
Subito dietro troviamo Crimson Desert, stimato a circa 203,3 milioni di dollari, mentre Resident Evil Requiem completerebbe questo incredibile terzetto con circa 200,9 milioni.
Parliamo quindi di appena una decina di milioni di dollari che separerebbero i primi tre giochi. Una distanza relativamente piccola considerando le dimensioni del mercato e che rende ancora più interessante osservare come evolverà la classifica durante gli ultimi mesi dell’anno.
Anche in questo caso bisogna ricordare che Microsoft, Playground Games, Pearl Abyss e Capcom non hanno certificato queste cifre. Sono stime di mercato e devono essere considerate come tali.
Ma il risultato attribuito a Forza Horizon 6 è comunque particolarmente significativo.
Un gioco XBOX al comando delle nuove uscite Steam dice molto del mercato attuale
Il successo stimato di Forza Horizon 6 racconta anche quanto sia cambiata la strategia di Microsoft.
Un tempo immaginare uno dei principali franchise XBOX capace di generare oltre 200 milioni di dollari stimati su Steam sarebbe sembrato quasi paradossale. Oggi il PC è invece una parte fondamentale dell’ecosistema Microsoft e Steam rappresenta una vetrina troppo grande per essere ignorata.
Forza Horizon è ormai un marchio capace di vivere ben oltre il confine tradizionale della console. E vedere Forza Horizon 6 davanti a tutte le altre nuove uscite del 2026 su Steam, almeno secondo queste stime, dimostra quanto possa essere economicamente importante non considerare più il PC semplicemente come un mercato secondario.
Non è Steam che sta sottraendo necessariamente valore all’ecosistema XBOX.
È Microsoft che sta cercando valore ovunque si trovino i giocatori.
Ma Crimson Desert potrebbe aver ottenuto un risultato ancora più sorprendente
Se Forza Horizon 6 conquista il primo posto assoluto tra le nuove uscite, Crimson Desert ha probabilmente il risultato più impressionante dal punto di vista commerciale.
Alinea Analytics lo colloca a circa 203,3 milioni di dollari di gross revenue stimato, abbastanza da renderlo la nuova proprietà intellettuale più redditizia del 2026 su Steam fino a questo momento.
E qui cambia completamente il contesto.
Forza Horizon arriva alle spalle di un marchio conosciutissimo. Resident Evil è una delle saghe più importanti della storia dei videogiochi. Crimson Desert, invece, ha dovuto convincere il pubblico costruendo la propria identità praticamente da zero.
In un mercato nel quale sequel, remake, remaster e franchise consolidati vengono spesso considerati investimenti più sicuri, vedere una nuova IP competere economicamente con due colossi del genere è un segnale tutt’altro che trascurabile.
Significa che creare qualcosa di nuovo può ancora funzionare.
Il problema è riuscire a farlo abbastanza bene da emergere in mezzo a migliaia di uscite.
Le nuove IP sono tante, ma i vecchi nomi continuano a fare più soldi
I dati di Alinea raccontano infatti un mercato piuttosto curioso. Circa il 63% dei cento nuovi giochi più redditizi del 2026 sarebbe rappresentato da nuove proprietà intellettuali, un dato che potrebbe sembrare la dimostrazione di un mercato estremamente ricettivo verso idee e universi nuovi.
Quando però guardiamo ai soldi generati, la situazione cambia.
Le proprietà intellettuali già consolidate rappresenterebbero circa il 52,5% dei ricavi della Top 100, equivalenti a circa 1,25 miliardi di dollari.
In altre parole, le nuove IP riescono numericamente a conquistare spazio, ma i grandi franchise continuano mediamente ad avere una forza commerciale enorme.
Ed è proprio per questo che Crimson Desert assume un’importanza particolare: da solo rappresenterebbe una quota molto significativa dei ricavi prodotti dalle nuove proprietà intellettuali presenti nella classifica.
E i giochi del 2026 rappresentano soltanto una piccola parte dei soldi che girano su Steam
Forse il dato più sorprendente dell’intera analisi, però, è un altro.
Secondo Alinea, i 100 nuovi giochi del 2026 che hanno generato più ricavi avrebbero prodotto complessivamente circa 2,4 miliardi di dollari.
Sembra una cifra gigantesca.
E lo è.
Ma rappresenterebbe soltanto circa il 15,9% dei 15 miliardi complessivamente generati attraverso Steam nel periodo analizzato.
Questo significa che oltre l’80% del volume economico stimato arriverebbe da tutto il resto.
Giochi pubblicati negli anni precedenti, produzioni live service, DLC, contenuti aggiuntivi, titoli continuamente aggiornati, grandi evergreen e un catalogo che ormai comprende decenni di storia del PC gaming.
Ed è probabilmente questo il vero superpotere di Steam.
Valve non ha bisogno che ogni mese arrivi un nuovo fenomeno capace di vendere decine di milioni di copie. Possiede una libreria sterminata nella quale migliaia di prodotti continuano a generare vendite molto tempo dopo il lancio.
Steam non vende soltanto videogiochi nuovi: vende un ecosistema che non smette mai di monetizzare
Pensiamo a quanto sia diversa questa struttura rispetto a quella di un negozio tradizionale.
Un gioco può uscire oggi, ottenere il proprio picco commerciale e poi continuare a essere acquistato per cinque, dieci o persino quindici anni. Arrivano gli sconti stagionali, un aggiornamento, una nuova espansione, una serie televisiva che riaccende l’interesse, una mod diventata virale oppure semplicemente una nuova generazione di giocatori che decide di recuperarlo.
Steam può monetizzare nuovamente quello stesso prodotto senza che Valve debba necessariamente sostituirlo con qualcosa di nuovo.
Moltiplichiamo questo meccanismo per un catalogo gigantesco e iniziamo a capire come sia possibile che le cento principali novità dell’anno rappresentino meno di un quinto del volume complessivo stimato.
La forza della piattaforma non è soltanto avere i giochi del momento.
È avere praticamente tutto ciò che è venuto prima.
Il PC gaming è davvero in crisi? Dipende da quale crisi stiamo guardando
Naturalmente sarebbe sbagliato utilizzare questi 15 miliardi per affermare che tutto il settore PC stia vivendo un momento perfetto.
I problemi esistono.
L’hardware di fascia alta è costoso. Alcuni componenti continuano a rappresentare investimenti importanti. Molti studi stanno affrontando ristrutturazioni e licenziamenti. La competizione su Steam è feroce e pubblicare un buon videogioco non garantisce minimamente che qualcuno riesca a trovarlo in mezzo a un catalogo enorme.
Un mercato che cresce non significa automaticamente che tutti quelli che vi partecipano stiano guadagnando.
Ed è forse proprio questa la contraddizione più interessante.
Steam potrebbe generare cifre record mentre contemporaneamente centinaia di sviluppatori faticano a rendere visibili i propri giochi.
La torta continua a diventare più grande.
Ma anche il numero delle persone che cercano di prenderne una fetta.
Valve potrebbe superare i 20 miliardi senza nemmeno pubblicare il “gioco dell’anno”
Ed eccoci al punto che rende Steam una macchina difficilissima da confrontare con qualsiasi altra piattaforma.
Valve non ha bisogno di possedere Forza Horizon 6.
Non ha bisogno di possedere Crimson Desert.
Non ha bisogno di possedere Resident Evil Requiem.
Deve semplicemente essere il posto in cui milioni di persone decidono di comprarli.
E quando allo stesso negozio aggiungiamo migliaia di indie, blockbuster degli anni precedenti, free-to-play, DLC, espansioni e un catalogo che continua a vendere indipendentemente dal calendario delle nuove uscite, quei 15 miliardi iniziano ad avere molto più senso.
Secondo Alinea Analytics, il 2026 potrebbe portare Steam oltre i 20 miliardi di dollari di gross revenue.
Se accadesse, non significherebbe che Valve avrebbe “guadagnato 20 miliardi”. La differenza è fondamentale.
Significherebbe però che attraverso il suo negozio sarebbe transitata una quantità di denaro impressionante.
E forse il dato più significativo dell’intera storia non è nemmeno che Forza Horizon 6 sarebbe davanti a tutti i nuovi giochi del 2026, né che Crimson Desert stia dimostrando quanto possa ancora essere potente una nuova IP.
È che mentre continuiamo a chiederci se il PC gaming sia troppo costoso, troppo frammentato o troppo saturo, milioni di giocatori sembrano continuare a rispondere nello stesso modo.
Aprendo Steam e comprando un altro gioco.










