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Dopo Resident Evil, Zach Cregger dice basta ai grandi franchise: “Voglio scrivere quello che voglio”

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Il nuovo film di Resident Evil deve ancora arrivare nelle sale, ma il suo regista ha già chiarito che questo progetto non rappresenterà l’inizio di una lunga parentesi dedicata alle grandi proprietà intellettuali. Zach Cregger ha spiegato di non essere interessato a passare da un franchise all’altro, perché il suo obiettivo principale rimane quello di scrivere storie proprie e lavorare su idee che sente realmente sue.

La dichiarazione arriva a pochi giorni dall’uscita cinematografica del nuovo Resident Evil, fissata per il 18 settembre 2026, e rende ancora più particolare il rapporto tra Cregger e la saga Capcom. Il regista, infatti, non considera questo film come un semplice incarico all’interno di un marchio famoso, ma come un’eccezione nata dal suo legame personale con i videogiochi e dal desiderio di raccontare una storia specifica all’interno di quell’universo.

Resident Evil è l’eccezione, non la nuova regola

Cregger ha ribadito di considerarsi prima di tutto uno sceneggiatore, ed è proprio da qui che nasce la sua posizione. Il problema dei grandi franchise, secondo il regista, è che spesso richiedono di costruire una storia attorno a elementi già stabiliti, personaggi obbligatori o aspettative precise legate al marchio. Una dinamica che non corrisponde al modo in cui preferisce lavorare.

Con Resident Evil, però, la situazione sarebbe stata diversa. Cregger è un appassionato della serie videoludica e aveva già una propria idea su come trasformarne atmosfera e meccaniche in un film. Questo gli ha permesso di affrontare il progetto con un approccio più personale, senza limitarsi a trasporre direttamente la trama di uno dei capitoli pubblicati da Capcom.

Il nuovo film racconterà infatti una storia originale ambientata nell’universo di Resident Evil, con l’obiettivo di recuperare soprattutto la tensione, il senso di pericolo e la vulnerabilità tipici del survival horror.

Niente corsa alle grandi IP dopo Resident Evil

Le parole di Cregger sono interessanti soprattutto in un momento in cui Hollywood continua a investire pesantemente su sequel, remake, adattamenti e marchi già conosciuti. Per molti registi, lavorare su una proprietà intellettuale importante può rappresentare un passaggio naturale verso produzioni sempre più grandi. Cregger sembra invece voler percorrere la strada opposta.

Il regista ha fatto capire di non essere alla ricerca del prossimo universo cinematografico da prendere in mano. La sua intenzione è tornare a progetti che nascano direttamente dalla scrittura, senza dover necessariamente rispettare una serie di elementi già definiti da altri.

Questo non significa, però, che abbia chiuso definitivamente qualsiasi porta a Resident Evil. La sua posizione riguarda soprattutto altri franchise, mentre non esiste al momento una dichiarazione con cui abbia escluso categoricamente un possibile futuro ritorno alla saga Capcom. Per questo sarebbe sbagliato interpretare le sue parole come un addio definitivo a Resident Evil stesso.

Un Resident Evil costruito per sembrare davvero Resident Evil

Il progetto in uscita il 18 settembre assume quindi ancora più importanza. Cregger ha deciso di lavorare su Resident Evil perché riteneva di poter raccontare qualcosa che avesse senso all’interno della serie, senza dover ricopiare una storia già conosciuta dai giocatori.

Il film è diretto da Zach Cregger, con una sceneggiatura firmata insieme a Shay Hatten, e avrà come protagonista Bryan, interpretato da Austin Abrams. La storia seguirà un corriere medico trascinato in una notte che si trasforma rapidamente in una lotta per la sopravvivenza.

L’obiettivo dichiarato non è quindi quello di riprodurre scena per scena uno dei videogiochi, ma di ricrearne lo spirito survival horror, costruendo una storia nuova attorno alle sensazioni che hanno reso celebre la saga.

Cregger non vuole diventare “il regista dei franchise”

Ed è probabilmente questo l’aspetto più interessante di tutta la vicenda. Resident Evil potrebbe diventare uno dei progetti più importanti della carriera di Cregger, ma il regista sembra già deciso a non trasformare quel successo in una sequenza di incarichi simili.

La sua posizione è piuttosto semplice: preferisce continuare a scrivere ciò che desidera davvero, invece di cercare continuamente il prossimo marchio famoso da adattare.

Resident Evil, quindi, potrebbe rimanere una rara eccezione all’interno della sua filmografia. Non perché Cregger abbia qualcosa contro i grandi franchise, ma perché il suo interesse sembra andare soprattutto verso storie originali, dove possa avere un controllo creativo molto più diretto.

E in un’industria che continua a puntare sempre più forte sui nomi già conosciuti, è una posizione destinata inevitabilmente a far discutere.

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