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The Blood of Dawnwalker potrebbe abbandonare la sua meccanica più discussa: Rebel Wolves non vuole “forzare” il timer

The Blood of Dawnwalker Gamescom 2026

Uno degli elementi più divisivi di The Blood of Dawnwalker potrebbe non accompagnare necessariamente il futuro della saga. Rebel Wolves ha infatti chiarito che il particolare sistema temporale utilizzato nel primo gioco non rappresenterà una regola obbligatoria per i prossimi capitoli.

A parlarne è stato direttamente il game director Konrad Tomaszkiewicz, spiegando che il team non ha ancora deciso se riproporre lo stesso meccanismo in futuro. La filosofia dello studio sarà piuttosto semplice: il tempo verrà utilizzato come elemento di gameplay soltanto quando sarà realmente funzionale alla storia che Rebel Wolves vuole raccontare.

Una dichiarazione interessante soprattutto considerando quanto il limite temporale abbia caratterizzato – e diviso – l’esperienza del primo Dawnwalker.

Il timer non è una regola della saga

Nel primo The Blood of Dawnwalker, il tempo non è soltanto un elemento narrativo.

Il giocatore deve confrontarsi con una struttura costruita attorno a 30 giorni, nella quale determinate azioni e missioni fanno avanzare il tempo disponibile. Il risultato è un RPG che costringe continuamente a scegliere quali attività privilegiare e quali, inevitabilmente, lasciare indietro.

È proprio questa pressione a rendere impossibile vedere tutto in una singola partita.

Ma secondo Tomaszkiewicz, Rebel Wolves non vuole trasformare questa caratteristica in un marchio obbligatorio per tutti i futuri Dawnwalker.

Se la nuova storia richiederà un senso di urgenza simile, il sistema potrebbe tornare. In caso contrario, lo studio preferirà cercare soluzioni differenti.

“Non vogliamo forzarlo”

Il concetto espresso dal director è particolarmente chiaro.

Rebel Wolves vuole continuare a sperimentare con il concetto di tempo all’interno degli RPG, ma non intende inserire una meccanica soltanto perché funzionava nel capitolo precedente.

Il timer dovrà avere una ragione narrativa.

Questo significa che il futuro della serie potrebbe presentare una struttura radicalmente diversa, pur mantenendo quella filosofia basata su scelte, conseguenze e impossibilità di controllare completamente ogni evento.

Ed è probabilmente proprio questo il punto più importante: il vero DNA di Dawnwalker potrebbe non essere il timer in sé, ma il modo in cui Rebel Wolves vuole costringere il giocatore ad assumersi la responsabilità delle proprie decisioni.

Una delle idee più interessanti, ma anche più controverse

La struttura temporale è stata uno degli elementi che maggiormente hanno distinto The Blood of Dawnwalker dagli altri RPG open world.

Per alcuni giocatori, sapere che non tutto può essere completato nella stessa partita rende ogni decisione più significativa. Non esiste la possibilità di ripulire tranquillamente la mappa prima di proseguire: bisogna scegliere.

Per altri, invece, la presenza di una pressione costante rischia di entrare in contrasto proprio con uno dei piaceri principali di un gioco di ruolo: esplorare senza fretta.

Il fatto che Rebel Wolves stia valutando se mantenere o meno il sistema dimostra che lo studio sembra consapevole di quanto questa soluzione possa cambiare radicalmente la percezione dell’avventura.

Il futuro di Dawnwalker andrà oltre Coen e una sola epoca

La questione diventa ancora più interessante guardando ai piani generali di Rebel Wolves.

Lo studio ha già chiarito che Dawnwalker è pensato come un universo destinato a continuare, con la possibilità di esplorare epoche, culture e territori differenti.

Questo significa che non dobbiamo necessariamente immaginare ogni futuro capitolo come una replica della struttura del primo gioco.

Una nuova ambientazione potrebbe richiedere un sistema completamente diverso. Una storia costruita attorno a una minaccia immediata potrebbe utilizzare nuovamente il tempo. Un’avventura più esplorativa, invece, potrebbe farne tranquillamente a meno.

Rebel Wolves sembra voler mantenere questa libertà.

Niente “The Blood of Dawnwalker 2” ufficiale, almeno per ora

Serve però una precisazione importante.

Sappiamo che l’universo Dawnwalker continuerà, ma Rebel Wolves non ha ancora annunciato formalmente un titolo chiamato The Blood of Dawnwalker 2, né sono stati comunicati piattaforme o finestra d’uscita per il prossimo episodio.

Quando si parla di “sequel”, quindi, ci riferiamo ai futuri capitoli già immaginati per la saga, non a un gioco già presentato ufficialmente con nome e caratteristiche definitive.

Ed è proprio per questo che anche il ritorno del sistema temporale resta ancora aperto.

Rebel Wolves non vuole che Dawnwalker diventi prevedibile

Dietro queste dichiarazioni emerge però una filosofia abbastanza precisa.

Rebel Wolves non sembra voler costruire una serie nella quale ogni episodio ripete automaticamente la stessa struttura.

Il timer potrebbe tornare. Potrebbe essere completamente modificato. Oppure potrebbe sparire.

Tutto dipenderà da ciò che il prossimo gioco avrà bisogno di raccontare.

È una posizione interessante per uno studio che ha già dimostrato di voler mettere in discussione alcune delle convenzioni più consolidate degli RPG moderni.

The Blood of Dawnwalker ha utilizzato il tempo per costringere il giocatore a convivere con ciò che non riusciva a fare.

Il prossimo capitolo potrebbe scegliere un altro strumento.

E forse è proprio qui che si trova la promessa più interessante per il futuro della serie: Dawnwalker non vuole diventare una formula da replicare, ma un universo nel quale Rebel Wolves possa continuare a sperimentare.

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