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BioWare chiude, ma i fan non si arrendono: una petizione chiede al Canada di salvare lo studio di Mass Effect

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La chiusura di BioWare, annunciata ufficialmente da Electronic Arts il 21 ottobre 2026, continua a provocare reazioni nel mondo dei videogiochi. Dopo la decisione di interrompere lo sviluppo del prossimo Mass Effect e chiudere lo storico studio canadese, una nuova iniziativa punta a coinvolgere direttamente il governo del Canada.

È stata infatti avviata una petizione parlamentare che chiede alle istituzioni di intervenire per favorire l’indipendenza di BioWare e salvaguardarne il patrimonio creativo.

Un’iniziativa che testimonia quanto il nome dello studio sia ancora importante per milioni di appassionati.

BioWare, una petizione per riportare lo studio all’indipendenza

La petizione, identificata con il numero e-7898, è stata aperta il 4 novembre 2026 e risulta sponsorizzata dal parlamentare canadese Don Davies.

L’obiettivo dei promotori è chiedere al governo federale di mettere a disposizione risorse economiche che possano consentire a BioWare di tornare a operare come azienda canadese indipendente, separandosi da Electronic Arts.

Il documento richiama anche la necessità di tutelare il patrimonio culturale e creativo nazionale dalle conseguenze delle decisioni assunte da grandi gruppi multinazionali.

BioWare viene descritta come una delle realtà più importanti dell’intrattenimento canadese, capace di contribuire alla diffusione internazionale di videogiochi incentrati sulla narrazione, sulle scelte morali e sulla costruzione di universi immaginari.

Da Mass Effect a Dragon Age: un’eredità da proteggere

Fondata nel 1995, BioWare ha rappresentato per decenni un punto di riferimento per gli amanti dei giochi di ruolo.

Tra le sue produzioni più conosciute troviamo Mass Effect, Dragon Age, Star Wars: Knights of the Old Republic e Baldur’s Gate. Opere che hanno influenzato profondamente il modo di raccontare le storie nei videogiochi, valorizzando la libertà decisionale del giocatore e le relazioni tra i personaggi.

La chiusura dello studio assume quindi un significato che supera la semplice riorganizzazione aziendale: per molti appassionati rappresenta la possibile scomparsa definitiva di una delle identità creative più riconoscibili dell’industria.

Il governo canadese potrà davvero salvare BioWare?

La petizione resterà aperta fino al 4 marzo 2027. Per poter proseguire nel percorso parlamentare dovrà ottenere almeno 500 firme valide.

Questo non significa che il governo sia già intervenuto o abbia approvato finanziamenti per BioWare. Si tratta, per il momento, di una richiesta presentata attraverso gli strumenti democratici previsti in Canada.

Anche un eventuale raggiungimento della soglia necessaria non garantirebbe la riapertura dello studio o il ritorno delle proprietà intellettuali nelle sue mani.

L’iniziativa rappresenta comunque un segnale significativo. In un momento in cui l’industria videoludica attraversa profonde trasformazioni, il caso BioWare solleva una questione sempre più centrale: fino a che punto il patrimonio creativo di uno studio può essere sacrificato per ragioni economiche?

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