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Devil May Cry, Hideki Kamiya parla di Dante: avrebbe voluto continuare a far crescere il personaggio

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Dante continua a occupare un posto speciale nel cuore di Hideki Kamiya, anche a distanza di molti anni dalla nascita di Devil May Cry. Durante il Press Café del Lucca Comics & Games 2026, il celebre game designer ha parlato del suo rapporto con l’iconico protagonista della saga Capcom, condividendo alcune riflessioni personali sulla sua creazione e sull’evoluzione del franchise.

Le dichiarazioni di Kamiya hanno evidenziato quanto il legame tra un autore e i propri personaggi possa andare oltre il semplice lavoro di sviluppo. Nel caso di Dante, infatti, il director ha descritto un rapporto emotivo particolarmente forte, arrivando a utilizzare un paragone familiare per spiegare ciò che prova nei confronti del protagonista.

Dante è come un figlio per Hideki Kamiya

Parlando dell’evoluzione di Dante nel corso degli anni, Kamiya ha spiegato di essere profondamente legato al personaggio, tanto da considerarlo simbolicamente come un figlio.

Il creatore di Devil May Cry avrebbe voluto continuare a seguirne personalmente la crescita, accompagnando il protagonista attraverso nuove avventure e nuove fasi della sua evoluzione.

Si tratta di una riflessione particolarmente significativa se consideriamo il ruolo avuto da Kamiya nella nascita del franchise. Il primo Devil May Cry, pubblicato nel 2001, ha contribuito a ridefinire il genere action, introducendo un sistema di combattimento spettacolare e un protagonista destinato a diventare uno dei volti più riconoscibili di Capcom.

Dante si è infatti distinto fin dall’inizio per il suo carattere provocatorio, l’atteggiamento sicuro di sé e uno stile di combattimento che mescola armi da fuoco, spade e movimenti acrobatici.

La saga è andata avanti e Kamiya ne è contento

Nonostante il desiderio di aver potuto seguire direttamente l’evoluzione del personaggio, Kamiya ha mostrato soddisfazione per il percorso intrapreso da Devil May Cry dopo il suo coinvolgimento iniziale.

L’autore ha espresso piacere nel vedere che la saga ha continuato a esistere e a svilupparsi, mantenendo Dante al centro di numerose avventure.

Nel corso degli anni, il franchise ha attraversato diverse fasi creative, arrivando a Devil May Cry 5, capitolo che ha riportato Dante, Nero e Vergil al centro di un’esperienza action particolarmente apprezzata dagli appassionati.

Il successo della serie ha dimostrato quanto il personaggio creato da Kamiya sia riuscito a conservare la propria identità anche attraverso interpretazioni e direzioni artistiche differenti.

Le parole del director, tuttavia, non devono essere interpretate come un annuncio sul suo possibile ritorno alla guida del franchise. Durante l’incontro non sono stati comunicati nuovi progetti legati a una sua partecipazione allo sviluppo di Devil May Cry.

Personaggi esagerati e libertà di immaginazione

Un altro tema affrontato durante il Press Café ha riguardato la creazione di protagonisti particolarmente sfacciati ed esuberanti, come Dante, anche in relazione a giocatori che potrebbero avere una personalità più introversa.

Kamiya ha spiegato di non lasciarsi condizionare da questo genere di considerazioni quando immagina un personaggio. Il suo approccio consiste piuttosto nel creare liberamente ciò che desidera, senza cercare necessariamente di costruire protagonisti nei quali ogni giocatore possa riconoscersi.

Questa filosofia contribuisce a spiegare l’identità dei suoi lavori. Dante, così come Bayonetta, è diventato celebre anche grazie a una personalità immediatamente riconoscibile, lontana da quella di un protagonista neutro.

Per Kamiya, dunque, creare un personaggio significa innanzitutto seguire la propria visione, lasciando che sia successivamente il pubblico a stabilire quanto quella figura riesca a conquistarlo.

Devil May Cry resta una parte importante della sua carriera

Le dichiarazioni rilasciate a Lucca testimoniano come Devil May Cry rappresenti ancora oggi un capitolo fondamentale nel percorso professionale e personale di Hideki Kamiya.

Il desiderio di aver potuto far crescere Dante dimostra l’affetto dell’autore per una delle sue creazioni più importanti, ma anche la consapevolezza che un personaggio possa continuare a vivere attraverso il lavoro di altri sviluppatori.

Oggi Kamiya è concentrato sulle attività di CLOVERS e sullo sviluppo del seguito di Ōkami. Il suo rapporto con Dante, però, rimane quello di un creatore che osserva con emozione il percorso compiuto dalla propria opera.

E per gli appassionati della saga Capcom, conoscere questo lato personale dell’autore permette di guardare al protagonista di Devil May Cry da una prospettiva differente.

Vi piacerebbe vedere Hideki Kamiya tornare un giorno a dirigere un nuovo Devil May Cry?

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