FIFA 21 – Recensione (PS4): Un sufficiente more of the same

Banner Telegram Gametimers 2

FIFA 21 si presenta quasi identico al suo predecessore. Le novità sono ben poche, e le ritroviamo soprattutto nelle modalità offline o in qualche nuovo dettaglio gestionale.

La pandemia di COVID-19 ha certamente rallentato lo sviluppo di molti videogiochi a partire da marzo 2020. Konami infatti, con eFOOTBALL PES 2021 ha optato per una soluzione low budget, pubblicando un aggiornamento di stagione che ha apportato poche modifiche al già ottimo sistema visto in PES 2020.

Questa scelta è stata molto apprezzata dai fan, che hanno accettato di buon grado quest’anno di transizione in attesa di una versione next-gen, in teoria, molto più avanzata.

Molti utenti si aspettavano una mossa simile anche da parte di Electronic Arts, ma invece FIFA 21 è uscito a prezzo pieno e, come ormai è consuetudine degli ultimi anni, con una sostanza davvero simile ai precedenti.

Gli ultimi capitoli di FIFA hanno venduto molto bene, e lo shop interno legato alla modalità online FIFA Ultimate Team genera introiti massicci. Sebbene il gameplay non venga ritoccato mai nel profondo, ogni anno vengono introdotte micro-novità che affinano il sistema, perfezionandolo e smussandolo.

I problemi storici rimangono, ma le migliorie e l’introduzione di nuove modalità e funzionalità, in parallelo con il fondamentale aggiornamento di licenze e trasferimenti, valgono spesso il prezzo del biglietto.

FIFA 21 però, aggiunge veramente pochissimi elementi, e il dubbio di star giocando ad una versione “rivisitata” di FIFA 20 verrà di sovente ai giocatori meno esperti. Ma andiamo per gradi.

La serie FIFA continua a discostarsi dalla simulazione del calcio giocato, e si dirige di capitolo in capitolo verso una riproposizione sempre più veloce e spettacolare, ma lontana dal ritmo ragionato e compassato del calcio reale. In FIFA 21 il ritmo generale della manovra è stato ulteriormente velocizzato, e anche le poche introduzioni nel gameplay vanno in questa direzione.

Il Posizionamento Intelligente è un sistema che gestisce al meglio i movimenti senza palla ed i tagli degli atleti più forti e famosi, generando un ventaglio più vario di opportunità offensive. Effettivamente una volta raggiunta la trequarti avversaria si nota una dinamicità più marcata rispetto al passato, che rende possibile creare delle manovre spettacolari.

Peccato però che questi movimenti siano relegati solo ai giocatori più forti, rendendo meno utili gli atleti non blasonati.

Il Dribbling Agile permette invece di avere un controllo della palla ancora più preciso e veloce. Con la pressione di R1/RB e l’utilizzo della levetta analogica destra sarà possibile far girare la palla tra i piedi del nostro campione, così da disorientare l’avversario e causare un’apertura da sfruttare con passaggi determinanti o dribbling funambolici.

Gli Inserimenti Creativi invece permettono di gestire manualmente gli inserimenti dei propri compagni, donando finalmente più controllo all’utente anche sui giocatori senza palla. Questa meccanica, presa di peso da PES, permette di creare manovre offensive più controllate ed efficaci, e se usata in combinazione con il Posizionamento Intelligente può risultare una vera piaga anche per le difese più forti e organizzate.

Ulteriori piccole novità sono state poi introdotte nel sistema di collisioni, nell’insieme abbastanza convincente, anche se afflitto da diverse imprecisioni fisiche e di resa del “peso” di alcuni giocatori e del pallone. La fisica generale è buona, ma non mancheranno situazioni strane e comportamenti bizzarri della palla.

Lato gameplay c’è però un vecchio problema che assume un valore ancora più tangibile in FIFA 21, e stiamo parlando del sistema difensivo.

Come abbiamo scritto poco più su, questo capitolo ha aggiunto delle novità atte a spettacolarizzare, velocizzare e variegare la manovra offensiva. Queste introduzioni portano più controllo e creatività all’intero gioco, ma allo stesso tempo aumentano lo squilibrio tra manovre di attacco e counter difensivi.

Il sistema difensivo non fornisce le adeguate meccaniche e feature atte a debellare le nuove efficacissime minacce offensive, e ciò che ne consegue è un’ulteriore complicazione nel contenimento dei giocatori più veloci e forti. Questo grande squilibrio si riesce ad arginare meglio nelle modalità offline, contro la buona IA del gioco, ma nelle modalità online rischia di diventare frustrante e limitante.

I giocatori veloci hanno ancor di più un valore determinante, ed è all’ordine del giorno vedere squadre nel FUT costruite tutte sulla velocità. Davvero un peccato, perché molte partite online si riducono ad un continuo ping-pong velocissimo tra attacco e difesa, dove il caso gioca un ruolo fondamentale (il filtro a centrocampo non è pervenuto).

Anche sul fronte gestionale troviamo qualche novità. Le più significative sono la gestione del proprio stadio nella modalità FUT e delle gradite implementazioni da gioco manageriale nell’ottima Carriera Allenatore.

La gestione dello stadio aggiunge un interessante orpello: sarà possibile modificare il colore dei seggiolini, la musica da sparare non appena si segna un gol, il colore dei fuochi d’artificio, i cori dei propri ultras e gli striscioni presenti in curva. Niente di realmente profondo, ma è comunque una piacevole novità rispetto a FIFA 20.

Nella Carriera Allenatore invece sarà possibile simulare le partite con una visuale stilizzata in stile Football Manager, e in ogni momento del match si potrà entrare in gioco prendendo il controllo diretto della propria squadra.

Questo sistema funziona anche in modo invertito, sarà possibile infatti iniziare una partita giocando personalmente per poi passare alla simulazione, senza soluzione di continuità. Questa feature snellisce ulteriormente la progressione della stagione calcistica senza farci mai perdere il controllo della situazione, davvero un’ottima idea.

In generale poi, la modalità Carriera è stata arricchita con la possibilità di ingaggiare giocatori in prestito con diritto di riscatto, e con piccole migliore nel mercato. Non mancano però alcune forzature al sistema, che permettono di compiere acquisti impossibili, oppure delle strane chiusure improvvise di una trattativa anche quando si rispetta la richiesta iniziale dell’altro club.

In ogni caso rimangono solamente delle piccole sbavature in un sistema davvero molto vario, dettagliato e ben strutturato.

Anche in FIFA 21 ritorna la modalità Volta, che oltre ad offrire le Divisioni multiplayer presenta anche una modalità denominata Battaglie Speciali: completando alcune sfide sarà possibile sbloccare giocatori famosi e oggetti per la propria squadra.

Inoltre, in Volta è presente Il Debutto: una campagna di circa due ore in cui il nostro avatar dovrà sfidare diverse squadre sparse per il mondo, capitanate da famosi street player realmente esistenti. La trama di per sé è davvero semplice e banale, un classico pretesto per permettere al giocatore di migliorare il proprio avatar a suon di trick spettacolari in giro per i campetti sparsi per il globo. Durante questa breve campagna avremo il piacere di incrociare diverse stelle del passato come Kakà, Lampard, Henry o Schmeichel.

Il gameplay di Volta è veloce e immediato, i dribbling e gli scambi veloci sono fondamentali per riuscire a prevalere, e il sistema di blocchi dei tiri funziona piuttosto bene, regalando delle ottime animazioni, fluide e realistiche.

Volta non punta certo a sfidare FUT o il Pro Club, ma è sicuramente una gradevole alternativa a quelle modalità molto più hardcore e che richiedono dedizione totale, bravura, fortuna e approfondita conoscenza dei segreti del titolo.

Sebbene FIFA 21 continui ad offrire una quantità di licenze maggiore rispetto alla concorrenza, quest’anno ci sono state delle defezioni che potrebbero far storcere il naso a qualche tifoso del Bel Paese.

Infatti, non è più presente la Serie B italiana, con giusto qualche squadra disponibile nella sezione Resto del Mondo. Ma soprattutto manca la AS Roma, che si unisce all’assenza ormai nota della Juventus.

Ovviamente i calciatori presentano i nomi ufficiali, ma le divise, il logo ed il nome di queste due importati squadre italiane sono fittizi.  

Come ormai dovrebbe essere chiaro dal fiume di parole sovrastante, riteniamo questo FIFA 21 una sorta di FIFA 20 “rivisitato”.

Questo risultato potrebbe essere una scelta, o forse una conseguenza delle limitazioni produttive portate dal lockdown. Fatto sta che il prodotto arrivato nelle nostre case, a prezzo pieno, ricalca davvero tanto il vecchio capitolo, e questo non può essere che una nota dolente.

I vecchi fan della serie si troveranno a casa, e le mosse offensive introdotte potranno interessare i giocatori più esperti e meticolosi, che certamente cercheranno di sfruttare al meglio queste nuove meccaniche per prevalere in FUT.

Per tutti quei giocatori che speravano in una piccola rivoluzione però, o quanto meno in un bilanciamento delle varie meccaniche, questo titolo risulterà deludente, troppo simile al vecchio FIFA e ancora più squilibrato.

Rimane però sempre spaventosa l’offerta contenutistica, indiscutibilmente imbattuta per la cura riposta nella Modalità Carriera, FUT, Pro Club e Volta.

Possiamo solo sperare che in futuro EA decida seriamente di dedicare più tempo alla gestione della fisica del pallone e soprattutto al bilanciamento del gioco, poiché ad oggi la velocità è sempre la carta vincente, e le difese non possiedono i giusti strumenti per opporsi in modo adeguato.

In definitiva, riteniamo il lavoro svolto su FIFA 21 poco più che sufficiente, perché troppo simile al suo predecessore, ereditandone i pregi ma soprattutto i difetti.

In ogni caso rimaniamo curiosi di vedere la versione next-gen, che dovrebbe raggiungere gli scaffali e gli store digitali tra novembre e dicembre di quest’anno.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
6.5