Ghost of Tsushima Director’s Cut – Si può dare di più? (Recensione PS5)

Ecco la nostra recensione di Ghost of Tsushima Director’s Cut, l’edizione definitiva di Ghost of Tsushima, per PlayStation 5.

Lo Spettro, l’ultimo sopravvissuto del suo clan: il fantasma di Tsushima Jin Sakai non ha certo bisogno di alcuna presentazione. Ghost of Tsushima spuntò dal nulla dopo quasi un decennio di silenzio da parte di Sucker Punch, scalando le classifiche di apprezzamento del pubblico a una velocità incontrollata e mai vista prima. Sarà l’amore per l’antico Giappone, o perchè un quadro in movimento così vivo e colorato era destinato a lasciare il segno, ma ci ha messo davvero poco a trasformarsi in una delle nuove IP Sony più amate di sempre. “Da zero a eroe”, insomma; e come Ercole prima di lui, Jin ha trasformato questa cruenta battaglia contro i mongoli nella rappresentazione teatrale che avrebbe elevato la sua leggenda.

Ghost of Tsushima: rumor parlano di un'espansione in uscita nel 2021, si  intitolerà Ghost of Ikishima

Un anno dopo, l’amore non si è affatto spento. E con l’arrivo della scintillante PlayStation 5, era solo questione di tempo prima che il gioco facesse il grande salto. Nuovo hardware, nuovo controller: una porta verso il futuro capace di regalare non solo nuove esperienze da strabuzzare gli occhi, ma anche di migliorare tutte quelle vecchie glorie che gradirebbero un bel lifting temporale. Più bello, più rifinito, più immersivo: Ghost of Tsushima si affaccia verso la nuova generazione e, in attesa di un probabilissimo seguito, regala un antipasto di ciò che potremmo aspettarci più in là. Con la tecnologia in costante evoluzione, non è così assurdo che un solo anno solare possa effettivamente cambiare le carte in tavola, se si ripensa ai capolavori già riposti sullo scaffale: Ghost of Tsushima ha superato quindi la prova del tempo? Le novità introdotte scusano la voglia – sicuramente fortissima – dei fan di farsi un secondo giro?

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Quello che vogliamo subito precisare è che, in questo caso, stiamo parlando di una Director’s Cut. Una versione riveduta, corretta, aggiornata ed espansa della storia che già abbiamo vissuto nel 2020 (e che noi abbiamo provato su PlayStation 5, per trarne i maggiori benefici possibili). L’avventura di Jin Sakai la conosciamo già, ma a questo giro godremo di un’implementazione al DualSense magari non all’ultimo grido (ma apprezzabilissima), di un supporto al labbiale giapponese in caso di doppiaggio orientale (un must, ora come non mai) e di una nuova isoletta esplorabile. Il piatto forte della nuova edizione, infatti, è sicuramente l’isola di Iki, un vero e proprio DLC che prosegue la storia di Jin verso strade totalmente inattese: quella dell’accettazione verso il suo triste passato.

Ghost of Tsushima Director's Cut in arrivo su PS5 e PS4?

I mongoli minacciano nuovamente il Giappone, e questa volta il nostro samurai (disonorato) dovrà stringere alleanza con gli assassini del proprio padre per riuscire a scacciarli. Un cambio di prospettiva intelligente e interessante – e che, sì, strizza sicuramente l’occhio a un certo altro gioco uscito nel 2020 – che eleva la narrativa di Ghost of Tsushima verso vette e maturità mai toccate prima. Onore e disonore lasciano quindi spazio al senso di colpa, al perdono e a quelle infinite scale di grigi che permeano la guerra: chi ha ragione? Chi ha torto? Quante possibilità ci sono che ognuno si sente l’eroe della propria battaglia? Quanto è difficile capire il punto di vista altrui e farsi un esame di coscienza? Ma soprattutto: ci sono davvero buoni o cattivi in battaglia?

Ghost of Tsushima' Iki Island Expansion: How to Upgrade to the PS5  Director's Cut

Il nuovo viaggio va a impelagarsi quindi in questioni morali davvero complesse e, a parte un finale un po’ superficiale, anche più interessanti di quelle del gioco base. Il passo in avanti c’è ed è notevole, sotto questo aspetto, quindi chiunque si aspetti un piccolo seguito all’altezza del gioco originale non solo sarà soddisfatto, ma sarà addirittura sorpreso. Grazie anche a una vicenda molto più breve, i punti morti son praticamente zero e il racconto dell’isola di Iki è già diventato il nostro preferito in assoluto. Accedere all’isola vi costerà 20 euro, se volete rimanere su PlayStation 4, o 30 euro se invece siete in cerca dei miglioramenti esclusivi PlayStation 5.

Ghost of Tsushima Director's Cut classificato per PS4 e PS5, ci sarà il DLC  Ghost of Ikishima? - GamingTalker

Un prezzo che, in un modo o nell’altro, non ci sembra in linea con le offerte di molti concorrenti, viste le poche aggiunte. In primis, vogliamo precisare che la nuova storia può essere finita anche in tre ore: all’infuori di quella, dovrete aspettarvi una classica vagonata di punti interessanti sparsi per la mappa e un paio di storie secondarie. Difficilmente un completismo totale vi richiederà più di una decina di ore, anche a difficoltà massima. Soprattutto perché la stragrande maggioranza delle attività son riciclate dal gioco base; aspettatevi quindi altri spezzabambù, templi da scalare, accampamenti da liberare e provviste da collezionare.

Di nuovo abbiamo le prove a tempo con l’arco e delle arene di scontri uno contro uno, in realtà neanche così diverse dai soliti duelli. Resta un po’ di amaro in bocca quando ci si accorge che non ci sia stata granché volontà di evolvere o migliorare alcuni dei punti deboli dell’originale Ghost of Tsushima, o di inventare qualcosa che potesse renderlo un po’ più vario. A questo, va ad aggiungersi la totale mancanze di armi, strumenti o abilità nuove. L’unico upgrade, una carica letale, è destinato al cavallo e non è utile in chissà quante situazioni. L’espansione di Iki Island, insomma, è “ancor più Ghost of Tsushima”. Cosa che i fan ancora affamati di antico Giappone e della IP Sucker Punch ameranno, con tutti i pro e contro con cui già abbiamo imparato a convivere.

Ghost of Tsushima Director's Cut announced for PS4, PS5 | EGM

Tornare a impugnare un pad e guidare Jin Sakai in un nuovo sterminio mongolo è comunque una sensazione nostalgica che ci ha riportato indietro nel tempo, anche se di pochissimo. Ci ha permesso di ricordare perché questo gioco ha attecchito così tanto nel cuore degli appassionati, e anche di come una forte impronta artistica e stilistica possa elevare sull’Olimpo anche qualcosa che, sulla carta, non si differenzia per nulla dall’open world medio. L’occasione di migliorare i suoi tanti punti deboli – come le attività poco differenziate, una regia poco accattivante e meccaniche stealth superficiali – è stata effettivamente persa, ed era lecito aspettarsi da questa espansione qualcosa in più sia sotto il piano della longevità che quello prettamente qualitativo.

2021 - Hat Ghost Of Tsushima Director's Cut ein kostenloses PS5-Upgrade? -  Gettotext.com

In questo senso, anche l’upgrade tecnologico non è così marcato rispetto a quello dell’update gratuito già arrivato su new-gen. 60fps e 4K sono la star dello spettacolo, ma Ghost of Tsushima raggiungeva tranquillamente quei risultati anche in retrocompatibilità. I caricamenti fulminei ottenuti tramite l’SSD di sono una gran cosa ma, ancora, persino l’opera originale poteva fregiarsi di tale primato e – ancora – le differenze non sono tantissime. La tecnologia è mutevole, ma una buona direzione artistica è immortale: forse, Ghost of Tsushima è davvero impossibile da migliorare senza ripensarlo interamente daccapo. Ed è più un complimento al gioco base che un attacco alla ‘rimasterizzazione’.

Ghost of Tsushima: Director's Cut rated by the ESRB - Polygon

Il vero game changer è indubbiamente il controller. Non finiremo mai di lodare la tecnologia che supporta il DualSense: siamo passati dal sentire la pioggia battente in Returnal al tendere l’arco con difficoltà in Astro’s Playroom e, in questo senso, anche Ghost of Tsushima Director’s Cut ha tanti assi nella manica. Il modo in cui il vento “impatta” sul controller dalla direzione precisa da cui soffia è fantastico, e sentire la vibrazione cambiare posizione con lo spostamento rapido della lama è una sensazione unica. Ogni impatto, passo su terreno diverso o spostamento d’aria è lievemente percettibile tra le mani, mentre i grilletti cambiano resistenza se si impugna l’arco o il rampino. Trottare a cavallo ci permette di riconoscere singolarmente i quattro zoccoli che solcano il pavimento, mentre finire in un ruscello ci fa sentire investiti dalla forza impetuosa dell’acqua corrente. Non ci sono vere differenze di gameplay, è più una questione di feeling. Vera e unica dimostrazione, passateci la banalità, “che la potenza è nulla senza il controllo”. Ed è il controller, ancora una volta, a fare davvero la differenza.

Ghost Of Tsushima Director's Cut Preload Now Available Ahead Of PS5, PS4  Release Next Week - PlayStation Universe

Pur con le sue luci e ombre, insomma, Ghost of Tsushima sa farsi ancora amare. E ci riesce con una direzione artistica da museo, con quadretti incorniciati da natura e piccoli villaggi che ricreano un’epoca storia che, nel videogioco, non si vede mai abbastanza spesso. Non a questi livello, almeno. E la colonna sonora… quella maledetta colonna sonora. Picchia forte come un treno oggi più che mai, e dovreste vedere con che maestria è stata utilizzata nei più emozionanti momenti del DLC. Interessante che il team abbia ascoltato i pareri del pubblico e abbia inserito una sorta di lock on attivabile in battaglia.

Metacritic implements a 36-hour waiting period for user game reviews

Uno dei problemi classici, infatti, era perdere di vista i nemici a causa di una telecamera ravvicinata che tendeva a incastrarsi troppo spesso, soprattutto nelle arene più strette. L’aggiunta dell’aggancio sul nemico – non obbligatorio, tra l’altro – aggiusta solo in parte il problema di inquadratura. Oltre a essere deputato a un tasto piuttosto scomodo, il lock on aiuta solo negli scontri con due o massimo tre nemici in contemporanea sul campo. Se si è circondati o – peggio ancora – si è in una battaglia campale, si rischia solo di fare ulteriore confusione.

Ghost of Tsushima] [Image] Best shot I've gotten so far: PS4

In generale, Ghost of Tsushima Director’s Cut è indubbiamente un ottimo modo di svecchiare un gioco che, a conti fatti, forse neanche richiedeva chissà quale lifting. I già conosciuti difetti e gli incommensurabili pregi (soprattutto artistici) sono ancora tutti lì, ed è stato sicuramente bello rivivere la liberazione di Tsushima in compagnia di Jin ancora una volta. Il supporto al Dualsense è ottimo, alcune nuove opzioni possono migliorare l’esperienza a qualcuno e l’upgrade tecnologico – seppur non così grande – è comunque ben accetto. L’espansione ci ha un po’ delusi, sia in durata sia per la mancanza di effettive novità o migliorie (una nuova tipologia di nemico, lo Sciamano, è la differenza più grande che troverete), ma narrativamente traccia la strada verso un futuro molto più maturo per il franchise e non possiamo che esserne entusiasti. Questa riedizione, insomma, è ulteriore Ghost of Tsushima per chi ancora non si era stancato di Ghost of Tsushima. Una scusa come un’altra, insomma, per allacciarsi nuovamente le cinture; e siam sicuri che, ad averne voglia, siete in tanti.

Ghost of Tsushima: Directors Cut Confirmed | Gaming Instincts
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
7.9
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