
Nintendo continua la propria offensiva legale contro la pirateria legata a Nintendo Switch e questa volta ha ottenuto un risultato particolarmente pesante.
Un tribunale statunitense ha stabilito un risarcimento da 4,5 milioni di dollari in favore di Nintendo of America nella causa contro James Williams, conosciuto online anche con lo pseudonimo “Archbox”.
Williams era stato accusato da Nintendo di aver gestito e promosso piattaforme attraverso le quali sarebbero state distribuite grandi quantità di copie non autorizzate di giochi Switch.
Una sentenza in contumacia
Il procedimento si è concluso attraverso un default judgment, cioè una decisione emessa dopo che il convenuto non ha risposto alla causa nei termini previsti.
Nintendo aveva avviato l’azione legale nel 2024, contestando a Williams attività legate alla distribuzione e promozione di contenuti pirata.
Alla fine il tribunale ha riconosciuto a Nintendo 4,5 milioni di dollari di danni.
Ma il provvedimento economico non è l’unica conseguenza.
Dovrà chiudere anche le piattaforme coinvolte
Il tribunale ha disposto anche una ingiunzione permanente.
Williams dovrà quindi disabilitare l’accesso alle piattaforme online da lui controllate che siano state utilizzate per offrire al pubblico copie non autorizzate di giochi Nintendo Switch.
Sono previste inoltre restrizioni sulle future attività collegate alla distribuzione o promozione di determinati strumenti e servizi associati alla pirateria.
L’obiettivo di Nintendo è quindi duplice: ottenere un risarcimento e impedire che le stesse attività possano semplicemente riprendere attraverso un altro dominio o una nuova piattaforma.
Nintendo non sta rallentando
Negli ultimi anni la compagnia giapponese ha adottato una strategia legale estremamente aggressiva contro emulatori, distributori di ROM, modchip e servizi considerati direttamente collegati alla pirateria.
E questa nuova decisione dimostra che la linea non è cambiata.
Va però fatta una precisazione sulla cifra.
Nintendo aveva già sostenuto in precedenza che 4,5 milioni di dollari non sarebbero stati sufficienti a compensare pienamente l’entità del danno contestato, ma quella posizione risale agli atti presentati durante la causa e non rappresenta una nuova dichiarazione rilasciata dopo la sentenza.
Il risultato concreto di oggi resta comunque enorme.
4,5 milioni di dollari, una permanent injunction e l’obbligo di chiudere le piattaforme coinvolte.
Nintendo continua a mandare un messaggio molto chiaro a chi distribuisce illegalmente i suoi giochi.





