
Il mondo dei videogiochi sta attraversando un cambiamento importante sul fronte della classificazione per età. PEGI, l’organismo responsabile delle valutazioni dei videogiochi in numerosi Paesi europei, ha iniziato ad applicare criteri più severi ai titoli che contengono sistemi di acquisto casuali a pagamento, comunemente conosciuti come loot box.
La decisione coinvolge anche produzioni estremamente popolari come EA Sports FC, Pokémon GO e Pokémon Trading Card Game Pocket, che stanno ricevendo classificazioni PEGI 16 a causa della presenza di determinate meccaniche di monetizzazione.
Non si tratta di una modifica alla violenza o ai contenuti narrativi, ma di una valutazione del possibile rischio associato alle funzionalità economiche presenti nei videogiochi.
EA Sports FC e Pokémon: perché cambia la classificazione?
La nuova politica di PEGI era stata annunciata nei mesi scorsi ed è entrata progressivamente in applicazione a giugno 2026 per i nuovi titoli sottoposti a valutazione.
Adesso l’organismo sta estendendo i criteri anche ad alcuni videogiochi digitali già disponibili sul mercato.
I prodotti precedentemente classificati PEGI 3, PEGI 7 o PEGI 12 che contengono oggetti casuali acquistabili con denaro reale possono essere riclassificati PEGI 16.
Tra i giochi interessati figurano diversi capitoli di EA Sports FC, Pokémon GO, Pokémon TCG Pocket, Mario Kart Tour e Zenless Zone Zero.
Il cambiamento nasce dall’intenzione di rendere più immediatamente riconoscibili i rischi legati agli acquisti casuali, soprattutto quando a utilizzarli sono bambini e adolescenti.
Non soltanto loot box: PEGI introduce nuove restrizioni
Le loot box rappresentano soltanto una parte delle modifiche introdotte dall’organismo europeo.
Anche altre meccaniche tipiche dei giochi moderni influenzeranno maggiormente le classificazioni per età.
Per esempio, i videogiochi con offerte disponibili soltanto per un periodo limitato potranno ricevere una classificazione minima PEGI 12.
I prodotti che includono determinate funzionalità basate su NFT o blockchain saranno invece classificati PEGI 18.
Anche i sistemi che premiano il ritorno quotidiano dei giocatori vengono valutati con maggiore attenzione: nel caso di ricompense per l’accesso frequente, la classificazione minima prevista è PEGI 7, mentre meccaniche che penalizzano l’assenza possono portarla almeno a PEGI 12.
Infine, i giochi che offrono comunicazioni online completamente prive di strumenti adeguati di blocco o segnalazione possono ricevere PEGI 18.
Cosa cambia per i giocatori e per le famiglie?
È importante chiarire che PEGI 16 non equivale automaticamente a un divieto di vendita imposto in tutta Europa.
PEGI rappresenta un sistema di classificazione per età, mentre gli effetti giuridici delle valutazioni dipendono dalle normative adottate dai singoli Paesi.
La modifica potrebbe comunque avere conseguenze rilevanti sulle informazioni mostrate negli store digitali e sugli strumenti di controllo parentale.
Per le famiglie sarà più semplice individuare giochi che includono acquisti casuali, anche quando il contenuto audiovisivo non presenta elementi particolarmente maturi.
Per gli editori, invece, la decisione potrebbe aprire una riflessione sulla presenza di loot box e altri sistemi di monetizzazione nelle produzioni destinate a un pubblico molto ampio.
Il cambiamento segna una svolta importante: non sarà più soltanto ciò che viene mostrato sullo schermo a influenzare la classificazione, ma anche il modo in cui un videogioco cerca di coinvolgere e monetizzare i propri utenti.
