PlayStation 5: Mark Cerny ci spiega come funzionano le tecnologie dietro la nuova console

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Pochi giorni fa Sony e Mark Cerny hanno svelato le caratteristiche tecniche di PlayStation 5 (ne abbiamo parlato in questo articolo). Lo streaming ha preso il posto della conferenza della GDC 2020 che è stata cancellata a causa dell’emergenza Coronavirus.

In seguito alla conferenza trasmessa in diretta streaming, Richard Leadbetter di Digital Foundry ha intervistato lo stesso Cerny per approfondire alcuni aspetti tecnici della console. Nell’intervista si è parlato di e GPU (in particolare le frequenze di funzionamento), SSD e del motore audio Tempest 3D.

e GPU

Come ormai noto, PlayStation 5 avrà una capacità di elaborazione dati di 10,3TFlop. Ma è stato anche specificato che si tratta di un un valore di picco massimo che non sarà sempre raggiungibile (ne abbiamo parlato in questa news).

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La console avrà una AMD Zen 2 a 8 Core con una frequenza di funzionamento a 3,5GHz, mentre la GPU è dotata di 36 Compute Units con frequenza di 2,23GHz. Queste frequenze però sono le massime raggiungibili in modalità Boost Clock, a differenza di Xbox Series X dove le frequenze saranno fisse.

Mark Cerny ha spiegato che uno dei principali problemi di PS4 era la dissipazione del calore generato dalla console. Per questo motivo su PS5 è stato posto un limite massimo alla potenza elettrica che deve consumare la console, questo sistema permette di evitare il surriscaldamento di e GPU agendo sulle frequenze di funzionamento, e bilanciandole di volta in volta grazie alla tecnologia di Boost Clock.

Un ulteriore vantaggio di adottare questa tecnologia è standardizzare le performance di tutte le console nel mondo. Basando il sistema sulla temperatura del chip come su PS4, ci si trovava di fronte al fatto che le console avessero un funzionamento differente in alla temperatura ambientale. Con il risultato che in un ambiente caldo in estate le performance fossero peggiori che in un ambiente freddo d’inverno. Anche la qualità stessa del silicio con cui è prodotto un chip influisce sulla temperatura, creando disparità tra le varie console. Problemi che non esisteranno su PS5.

Nel processore di PlayStation 5 ci sarà una ‘Power Control Unit‘ che valuterà costantemente i dati di utilizzo di CPU, GPU e memorie, bilanciando il tutto.

SSD

L’SSD è probabilmente la componente più innovativa di questa nuova generazione di console, grazie al passaggio da dischi magnetici a basso regime di rotazione (5400RPM) a memorie allo stato solido il trasferimento dei dati sarà molto più veloce e con molti meno ritardi.

Cerny ha voluto approfondire anche questo aspetto, in quanto l’SSD di PlayStation 5 è fino a 100 volte più performante di quello di PlayStation 4. Avrà infatti una velocità di trasferimento dati di 5,5GB/s in modalità RAW che salgono fino a 8-9GB/s per i dati compressi. Ma come si raggiunge un tale livello di performance?

Innanzitutto come spiega Cerny in un hard disk come quello di PS4 i tempi di latenza (‘Seek‘) per accedere a un dato arrivano fino a 250ms, contro i pochi millisecondi del nuovo SSD custom. Ciò significa che è possibile caricare dati con al massimo un frame di ritardo, mentre prima il caricamento era molto più lungo e andava fatto con un certo anticipo.

Questo permetterà agli sviluppatori, in particolare dei titoli open world, di organizzare in modo molto differente i flussi dati nel motore di gioco che sarà possibile gestire in tempo reale. Il risultato? Si potrà godere di giochi più veloci e frenetici che soffriranno molto meno del ‘popping‘ improvviso di elementi dello scenario dovuti ai tempi di caricamento lenti. Allo stesso tempo si potrà facilmente fare a meno di scene di intermezzo o tempi di caricamento quando si passa da una zona all’altra, un trucchetto adottato dagli sviluppatori per permettere di caricare i dati della nuova area. Infine anche il ‘Viaggio Veloce‘ potrà essere effettivamente tale abbattendo i tempi di caricamento delle nuove aree a pochi istanti.

Gli sviluppatori potranno quindi avere rapidamente accesso ai dati in caso di urgenza, e non doversi preoccupare di dover anticipare il caricamento con molto anticipo.

Audio Tempest 3D

Un’altra caratteristica su cui Sony sta puntando tantissimo è il nuovo sistema audio posizionale Tempest 3D. Fino a oggi se ne è parlato poco perchè si tratta di una caratteristica poco sfruttata da chi gioca in TV senza un impianto surround di buona qualità o delle cuffie apposite.

Similmente alla tecnologia Dolby Atmos già adottata da svariati giochi su PC e su Xbox One, l’audio posizionale è in grado di riprodurre fedelmente e contemporaneamente numerose fonti sonore che possono provenire da ogni direzione. Con il giusto setup è possibile sentire suoni che arrivano dall’alto o dal basso, dai lati o dalle nostre spalle, offrendo un livello di immersività totale anche dal punto di vista sonoro come già accade per i titoli VR.

Sony è partita proprio dall’esperienza fatta con PlayStation VR che è in grado di elaborare 50 fonti sonore 3D. Ma mettere in pratica questa tecnologia non è affatto semplice.

I sistemi audio tradizionali delle TV non riescono a offrire una tridimensionalità del suono, e Cerny sta lavorando proprio su questo. L’esperienza completa oggi è ottenibile facilmente con delle cuffie stereo classiche di buona qualità, mentre per quanto riguarda le TV con audio stereo, virtual surround, o gli impianti surround 5.1 e 7.1 c’è ancora da lavorare. Ma Cerny è fiducioso che i risultati si vedranno.


Fonte: Eurogamer