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RAM alle stelle fino al 2030? Acer ribalta tutto: per il CEO la crisi finirà molto prima

Modulo di memoria DRAM tenuto in mano con grafico finanziario in crescita sullo sfondo

La crisi delle memorie che sta facendo lievitare il costo di PC e componenti potrebbe non durare così a lungo come suggeriscono alcune delle previsioni più pessimistiche del settore.

A sostenerlo è Jason Chen, presidente e CEO di Acer, che ha espresso una posizione decisamente più ottimistica sul futuro del mercato delle memorie, arrivando a mettere in discussione apertamente l’idea secondo cui la carenza potrebbe trascinarsi fino al 2030.

Secondo Chen, l’offerta disponibile sarebbe già oggi più abbondante di quanto possa sembrare osservando semplicemente l’andamento dei prezzi.

Acer non crede alla crisi fino al 2030

Negli ultimi mesi diversi produttori hanno descritto uno scenario estremamente complicato per DRAM, NAND e altre tipologie di memoria, soprattutto a causa della crescita esplosiva della domanda proveniente dal settore dell’intelligenza artificiale.

I grandi data center stanno assorbendo quantità enormi di componenti e la produzione di memorie ad alte prestazioni è diventata una delle aree più redditizie dell’intera industria.

Secondo Chen, però, questo non significa necessariamente che il mercato consumer rimarrà in emergenza per altri quattro anni.

Il dirigente di Acer ritiene infatti che una carenza generalizzata fino al 2030 sia uno scenario estremamente improbabile, sottolineando come oggi i problemi più seri riguardino soprattutto alcune memorie e componenti di fascia particolarmente elevata.

Ma nel breve periodo i PC potrebbero costare ancora di più

Questo non significa che il problema sia già finito.

Anzi, Acer prevede che i prezzi medi dei PC possano crescere ancora tra il 5% e il 20% verso la fine del 2026, perché gli aumenti sostenuti dai produttori richiedono diversi mesi prima di riflettersi completamente sul prezzo finale pagato dai consumatori.

La situazione potrebbe quindi rimanere difficile almeno per la prima parte del 2027.

Secondo lo scenario descritto da Chen, però, il mercato dovrebbe successivamente raggiungere una fase di stabilizzazione, con la possibilità di iniziare a vedere una riduzione dei prezzi nella seconda metà del 2027.

La Cina potrebbe cambiare completamente gli equilibri

Una delle ragioni dietro l’ottimismo di Acer è la crescita dei produttori cinesi di memorie.

Società come CXMT e YMTC stanno aumentando capacità produttiva e presenza internazionale, offrendo alternative potenzialmente più economiche rispetto ai grandi nomi che dominano attualmente il mercato.

Alcuni produttori di PC hanno già iniziato a utilizzare queste memorie su determinati dispositivi.

Se la capacità produttiva cinese dovesse continuare a crescere, la maggiore concorrenza potrebbe esercitare una pressione significativa sui prezzi, rendendo più difficile mantenere artificialmente livelli elevati per lunghi periodi.

Per i gamer, però, il 2026 resta doloroso

La buona notizia è quindi soprattutto di prospettiva.

Chi vuole assemblare o aggiornare un PC oggi continuerà probabilmente a fare i conti con prezzi molto superiori a quelli osservati pochi anni fa. RAM, SSD e numerosi altri componenti sono stati trascinati verso l’alto dalla domanda legata all’AI e dalle decisioni dei produttori di spostare la capacità sulle linee più redditizie.

Ma se la lettura di Acer dovesse rivelarsi corretta, il 2030 potrebbe essere una previsione eccessivamente pessimistica.

Il 2027 diventerebbe così l’anno da osservare: prima un possibile picco, poi finalmente l’inizio di una normalizzazione.

Per chi sta aspettando il momento giusto per costruire il prossimo PC gaming, sarebbe già una gran bella notizia.

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