SMIC principale produttore di chip cinese, afferma che la domanda di smartphone e PC è crollata nel 2022!

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Il principale produttore di chip cinese SMIC (Semiconductor Manufacturing International Corp) ha dichiarato lo scorso venerdì che le vendite di smartphone e PC previste dai propri clienti, diminuiranno di almeno di 200 milioni di unità a causa del conflitto tra Russia e Ucraina e del blocco attualmente in corso in Cina per via del COVID.

Paradossalmente, mentre prima SMIC aveva problemi nel soddisfare l’elevata domanda di ordini, a causa della carenza globale di chip, i clienti del settore smartphone, ed elettrodomestici, stanno ora iniziando ad annullare gli ordini a causa di questi due, imprevedibili eventi che stanno segnando in modo significativo la storia ancora una volta. Queste per l’appunto le motivazioni fornite dal CEO Zhao Haijun agli analisti dopo i risultati trimestrali dell’azienda.

La domanda di tali prodotti “è diminuita come una roccia” poiché le vendite in Russia e Ucraina sono state pesantemente colpite dalla guerra, mentre i blocchi cinesi per il COVID hanno significato che le aziende hanno avuto problemi a consegnare i prodotti a causa della chiusura dei negozi, ha così continuato Zhao Haijun nello spiegare la delicata situazione aziendale.

“Quest’anno ci aspettiamo che la (domanda) di smartphone diminuisca di almeno 200 milioni di unità e la maggior parte di questi 200 milioni provengono dai nostri produttori di telefoni cinesi nazionali. Tanti ordini sono stati cancellati”.

Ciò significa che la percentuale della capacità produttiva di SMIC dedicata agli smartphone, ed elettrodomestici è scesa al 29% contro il 50% dichiarato in precedenza.

Le parole del CEO di SMIC fornisce un ampio sguardo su come l’invasione russa dell’Ucraina e i tentativi del governo cinese di sradicare la pandemia di COVID, stanno fortemente influenzando sia le catene di approvvigionamento globali, che la domanda stessa dei prodotti da parte dei consumatori. SMIC, che ha stabilimenti a Shangai, è riuscita a mantenerli aperti durante il blocco imposto alla città mediante una gestione delle catene produttive a circuito chiuso.

SMIC ha tuttavia affermato di aver registrato un aumento del 66,9% dei ricavi del primo trimestre e che l’utile netto è aumentato del 181,5% a 447,2 milioni di dollari.

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Fonte: reuters