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Street Fighter crolla al cinema: il film perde oltre il 70% degli incassi nel secondo weekend

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Street Fighter crolla al cinema

Il nuovo film di Street Fighter sembrava aver iniziato la propria avventura cinematografica con il piede giusto, conquistando la vetta del botteghino nordamericano durante il weekend di debutto. Tuttavia, a distanza di appena una settimana, la situazione appare decisamente meno incoraggiante. Le ultime proiezioni sugli incassi indicano infatti un crollo superiore al 70% nel secondo fine settimana, un risultato che rischia di complicare il futuro cinematografico dell’iconico franchise di Capcom.

Uscito nelle sale statunitensi il 16 ottobre 2026, il lungometraggio distribuito da Paramount Pictures aveva esordito raccogliendo circa 30,8 milioni di dollari nei primi tre giorni, arrivando a superare i 51 milioni a livello mondiale. Numeri sufficienti per conquistare la prima posizione del box office, ma che non sembrano essersi tradotti in una tenuta altrettanto convincente durante la seconda settimana di programmazione.

Street Fighter perde spettatori: il secondo weekend preoccupa

Secondo le rilevazioni diffuse dall’analista cinematografico Luiz Fernando, nella giornata di venerdì 23 ottobre il film avrebbe incassato circa 2,4 milioni di dollari negli Stati Uniti, registrando una flessione dell’81,9% rispetto al venerdì del debutto.

Un dato particolarmente significativo, considerando che il primo giorno di programmazione aveva prodotto quasi 13 milioni di dollari. Le attuali stime collocano quindi il secondo weekend tra gli 8 e i 10 milioni di dollari, con una contrazione complessiva compresa tra il 68% e il 74%.

Tra le proiezioni circolate figura anche quella di circa 8,4 milioni di dollari, che rappresenterebbe una perdita vicina al 73% rispetto ai primi tre giorni. Si tratta comunque di previsioni e non di risultati definitivi: il bilancio effettivo potrà essere stabilito soltanto con la pubblicazione degli incassi consolidati.

Il brusco rallentamento suggerisce che la curiosità iniziale del pubblico, alimentata dalla popolarità del marchio videoludico, potrebbe non essere stata sufficiente per mantenere costante l’affluenza nelle sale.

Un cast importante non basta a convincere tutti

Il progetto cinematografico aveva attirato l’attenzione soprattutto grazie alla presenza di un cast ricco di nomi conosciuti, tra cui Noah Centineo, Andrew Koji, Jason Momoa e 50 Cent. L’obiettivo era riportare sul grande schermo i combattenti più celebri della saga, sfruttando un universo che continua a essere estremamente popolare tra gli appassionati di picchiaduro.

La risposta degli spettatori, tuttavia, è stata piuttosto contrastante. Il film ha ricevuto una valutazione B- su CinemaScore, indicatore che segnala un’accoglienza poco entusiasta da parte del pubblico intervistato all’uscita dalle proiezioni.

Un dettaglio curioso riguarda proprio il confronto con il passato. Anche l’adattamento cinematografico del 1994, interpretato da Jean-Claude Van Damme e diventato nel tempo un piccolo cult per molti videogiocatori, aveva ottenuto lo stesso giudizio.

Naturalmente, una valutazione simile non determina automaticamente il successo o il fallimento commerciale di una produzione. Tuttavia, accompagnata da una riduzione così marcata degli incassi, può rappresentare un segnale poco favorevole per la tenuta del film nelle settimane successive.

Il futuro cinematografico di Street Fighter è davvero a rischio?

Per comprendere la portata del risultato bisogna considerare anche l’investimento economico necessario per realizzare e promuovere il lungometraggio. Il budget di produzione riportato dalla stampa specializzata si aggira intorno agli 82 milioni di dollari, cifra alla quale si aggiungono le spese promozionali e distributive.

Questo significa che gli incassi complessivi non possono essere confrontati direttamente con il costo di produzione per stabilire se un film abbia generato profitti, dal momento che una parte del prezzo dei biglietti rimane agli esercenti cinematografici.

La situazione italiana, inoltre, non sembra particolarmente brillante. Secondo i dati relativi al primo weekend, Street Fighter aveva debuttato soltanto in settima posizione, raccogliendo complessivamente circa 387.000 euro nei primi giorni di programmazione.

Nonostante queste difficoltà, sarebbe prematuro parlare di un fallimento definitivo. I mercati internazionali e le prossime settimane potrebbero ancora incidere sul risultato commerciale complessivo.

Resta però un interrogativo interessante per tutti gli appassionati: perché trasformare un videogioco di enorme successo in un film capace di conquistare il pubblico sembra ancora così complicato? Negli ultimi anni diversi adattamenti hanno dimostrato che il passaggio dal controller al grande schermo può funzionare, ma Street Fighter rischia di ricordarci che la popolarità di un franchise, da sola, non garantisce il successo al cinema.

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