The Callisto Protocol: l’uso del Ray Tracing su console colpisce Digital Foundry, in positivo e in negativo

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ha fatto molto discutere per la pessima realizzazione delle versioni e Xbox. Sebbene la versione PC sia stata corretta con una patch uscita il giorno successivo al lancio, la versione Xbox presenta ancora qualche anomalia non corretta che, grazie al video di Digital Foundry realizzato in occasione del lancio del titolo Striking Distance Studios, possiamo analizzare nel dettaglio. Tali perplessità riguardano la modalità Qualità con Ray Tracing, sorprendentemente problematica sulla versione Xbox Series X quanto incredibilmente solida su quella PlayStation 5.

È chiaro che i problemi riscontrati sulla versione Xbox Series X, e anche Series S, non siano imputabili direttamente alla console quanto più a qualche intoppo incorso in fase di sviluppo ed esclusivamente in merito a queste versioni. Non ci sorprenderemmo se, nel momento della stesura di questo articolo, o poco dopo la sua pubblicazione, tale versione fosse stata nel frattempo corretta. In particolare, Digital Foundry ha lamentato grossi cali di framerate nella modalità Qualità, cali ingiustificati vista la presenza di un Ray Tracing meno spinto rispetto alla controparte PlayStation 5 di The Callisto Protocol, lodata da John Linneman.

Sulla versione PlayStation 5, vanta l’utilizzo di tecnologia Ray Tracing su riflessi e ombre, con miglioramenti che portano anche a stravolgere totalmente alcune scene, con riflessi che sono applicati anche su superfici come il cemento. A sorprendere il team è però la presenza di un nuovo utilizzo del Ray Tracing, il Ray Traced Transmission. Si tratta di una tecnologia applicata sulle superfici translucide, come potrebbe essere la pelle mutata di un Biofago. Ciò permette di creare tessuti vivi molto più realistici e disgustosi.

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È raro che un gioco su console possieda il Ray Tracing applicato su così tanti aspetti, ed è proprio per tale motivo che John Linneman si è mostrato sorpreso. Per qualche motivo, però, la versione Xbox Series X non è altrettanto completa. In questa versione, infatti, il Ray Tracing è sì presente ma solamente su ombre e traslucenza. I riflessi Ray Traced sono infatti non pervenuti e questo arduo compito spetta dunque ai classici riflessi Screen Space, che però non offrono lo stesso risultato.

A lasciar ancora più sorpreso Linneman sono i pesanti cali di framerate. Nonostante una patch in fase di review abbia migliorato la cosa, il gioco continua a girare male. Sono diverse le scene dove il framerate crolla vistosamente, arrivando a toccare i 22fps. Al contrario, su PS5 esso si dimostra molto più costante, seppur non privo di qualche calo sporadico. Con la modalità Performance, invece, la situazione si ribalta.

In questa modalità, Xbox Series X si riscatta e mette in mostra i 12TFLOPs della sua potente GPU. Ciò si traduce in un The Callisto Protocol con un framerate costantemente vicino ai 60fps e che, in generale, non si schioda dallo standard mostrato con PS5. Proprio per tale motivo, Linneman consiglia ai possessori di Series X di giocare in questa modalità, chiaramente la più rifinita delle due. E per PlayStation 5, invece? Sorprendentemente, Digital Foundry predilige la modalità 30fps. I benefici visivi dati dal Ray Tracing sono pesanti, e Linneman ritiene i 30fps un compromesso accettabile. Siete d’accordo? Ditecelo nei commenti come sempre.

Fonte: Digital Foundry