The Life and Suffering of Sir Brante Recensione (PS5): Un gdr come non ne avete mai giocati

Life And Suffering of Sir Brante PS5 Recensione 1

Scrivere una recensione di The Life and Suffering of Sir Brante, RPG story-driven di Sever Studio, si è dimostrata un’attività insolita rispetto a quanto abbiamo fatto fino ad oggi. Mentre lo giocavamo ci è parso di avere a che fare più con un’opera letteraria che con un videogioco sic et simpliciter, non solo per l’aspetto caratteristico dell’hud ma anche per il fine intreccio narrativo che il titolo presenta nel suo complesso.

The Life and Suffering of Sir Brante ci trascina in un mondo medievale dalle tinte dark, pieno di contraddizioni e conflitti sociali. L’impero Arknian è sul viale del tramonto, e tutte le sovrastrutture su cui si fonda stanno per essere eclissate: una nobiltà inetta e un clero diviso si trovano a dover fronteggiare una borghesia, sempre più influente e ricca, in cerca di riconoscimento e dignità socio-politica.

Elementi di contrasto che si palesano fin da subito nella caratterizzazione del protagonista, che pur possedendo un titolo nobiliare sarà destinato a un futuro di fatica e sottomissione a causa delle umili origini materne. Uno status sociale che ci porterà a condurre la nostra avventura sul filo del rasoio tra accettare inermi il nostro destino o cambiare le carte in tavola, a costo di tagliare per sempre i rapporti con la nostra famiglia o porci in completa antitesi con il potere precostituito dell’impero Arknian.

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In quest’opera, analizzare separatamente la sceneggiatura e il gameplay risulta essere l’approccio sbagliato, perché questi due elementi sono intimamente connessi tra loro sia da un punto di vista strutturale che di dinamica narrativa: scegliere un’opzione di risposta piuttosto che un’altra ci farà perdere l’occasione di svelare trame e scenari inediti difficilmente ipotizzabili.

Sebbene un vero protagonista ci sia e venga presentato nella cutscene iniziale, i veri fautori della vita e delle sofferenze di Sir Brante saremo noi, e ne verremo introdotti con una nascita (letteralmente) che ci metterà di fronte a una domanda esistenziale: chi decide del nostro destino?

Life And Suffering of Sir Brante PS5 Recensione 2

Nonostante questo primo bivio non comporti alcuna attribuzione di caratteristiche da roleplaying, narrativamente pone le basi fondanti di questa avventura: scegliete con attenzione quello che volete fare perché indietro non si può tornare.

Un’indicazione di condotta netta che però viene in parte sconfessata dalle opzioni di gioco, che permettono al giocatore di poter modificare le risposte e la possibilità di consultarne preventivamente le conseguenze. Ovviamente facendo uso di queste possibilità la direzione impressa da Sever non viene compromessa in toto, ma la sensazione di ineluttabilità degli eventi che ci occorrono viene sensibilmente ridotta. Tant’è che vi consigliamo di giocare senza questo tipo di facilitazioni, per poter godere appieno della complessità di quest’opera.

Come anticipato, il gioco inizia con la nostra nascita, e la narrazione viene scandita temporalmente attraversando le varie fasi di crescita come la fanciullezza, l’adolescenza e, in età adulta, anche in relazione ai mutamenti sociali dell’impero Arknian. Fin da subito verremo messi nella condizione di dover fare delle scelte importanti, come decidere a chi tendere la nostra mano d’infante o come affrontare una partita a mosca cieca, e ci verranno assegnati bonus caratteristica specifici come forza di volontà o spiritualità.

Mano a mano che invecchieremo, i precedenti attributi acquisiti confluiranno in nuovi e più contestuali tratti ruolistici, come nobiltà o diplomazia, che sbloccheranno non solo scelte ma anche filoni narrativi inediti.

Life And Suffering of Sir Brante PS5 Recensione 3

Ovviamente è contemplata la possibilità che il nostro personaggio possa morire, ma a differenza di altri titoli questa può essere differita per tre volte prima di incappare in quella definitiva, chiamata True Death. Ogni volta che accadrà verremo messi davanti al giudizio delle divinità (dette Twins), che ci porranno una serie di domande esistenziali a cui dovremo rispondere prima di resuscitare. In alcuni casi, scegliere di morire ci permetterà di avere dei vantaggi con il procedere della run, o di instaurare un legame con alcuni importanti NPC.

In buona sostanza, ci ritroveremo a dover maneggiare un sistema RPG complesso che, se non fosse per gli screen informativi messi a disposizione degli sviluppatori, sarebbe di difficile gestione. Le relazioni con i familiari, la situazione socio-politica dell’impero e le proprie statistiche sono di libera consultazione, e permettono di valutare il da farsi. Inoltre, contribuiscono ad approfondire meglio i personaggi e la lore dell’impero Arknian.

È presente anche una mappa dei territori ma è possibile solo leggerne le descrizioni, data l’impossibilità di esplorarli personalmente.

Nonostante il gioco presenti una quantità di opzioni di scelta assolutamente apprezzabile, con il prolungarsi della run pare chiudersi sempre di più verso binari predeterminati, che se da una parte rispondono alla filosofia narrativa di fondo dall’altra restituiscono una sensazione di essere obbligati a fare determinate scelte, alcune delle quali non del tutto chiare. In questo caso aver selezionato l’opzione di rivelare le conseguenze in anticipo può risultare utile. Comunque sia, il contenuto è tale da assicurare una rigiocabilità appagante sia in termini ludici che di narrativa.

Il comparto artistico di The Life and Suffering of Sir Brante appare assolutamente appropriato al contesto, ma è essenziale nell’esecuzione: le animazioni sono ridotte all’osso e vengono sfruttate solo per dare una limitatissima dinamicità a un contesto che vuole imitare la staticità di un diario antico che viene sfogliato. La palette dei colori è ristretta al solo nero e seppia, e anche le cutscene sono state realizzate con gli stessi limiti tecnici.

Le uniche lingue presenti sono il russo e l’inglese, e trovandoci di fronte in buona sostanza a un libro-game interattivo, il gioco risulterà di difficile comprensione per chi non è a proprio agio con tali idiomi.

Life And Suffering of Sir Brante PS5 Recensione 5

In conclusione, riteniamo The Life and Suffering of Sir Brante un’ottimo titolo per coloro che amano il genere RPG story driven, dotato di una narrativa raffinata che si arricchisce di tematiche mature e profonde come la predestinazione e l’autodeterminazione.

Abbiamo apprezzato molto l’intricata ragnatela di intrecci narrativi, che ci hanno posti davanti a intrighi politici, dilemmi religiosi e questioni familiari, ma la produzione avrebbe potuto giovarsi di un comparto artistico e tecnico più curato e dinamico, invece di limitarli a quella che potremmo definire una presenza sindacale, che non rende piena giustizia all’ottima scrittura complessiva.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
7.8
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