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Ubisoft nel caos? Il director di Kingdom Come punge il publisher dopo le perdite miliardarie

Daniel Vávra di Warhorse Studios accanto al logo Ubisoft e a dati sulle perdite economiche del publisher francese

La crisi interna di Ubisoft continua a far discutere e, nelle ultime ore, anche Daniel Vávra — director e co-fondatore di Warhorse Studios — ha deciso di commentare pubblicamente la situazione con un post destinato a far rumore nella community.

Lo sviluppatore di Kingdom Come: Deliverance ha infatti condiviso un articolo relativo alle enormi perdite economiche registrate da Ubisoft, accompagnandolo con una riflessione ironica ma estremamente pungente sul modello produttivo dell’industria AAA moderna.

Daniel Vávra attacca indirettamente Ubisoft

Nel post pubblicato sui social, Vávra ha evidenziato come Ubisoft, nonostante i licenziamenti e le ristrutturazioni interne, conti ancora circa 16.600 dipendenti. Secondo il director, numeri del genere equivarrebbero a circa “70 studi delle dimensioni di Warhorse”.

Lo sviluppatore ha poi aggiunto che, teoricamente, una struttura di questo tipo potrebbe produrre “10 giochi grandi come Kingdom Come: Deliverance 2 sviluppati per sette anni e pubblicati ogni anno”.

Una provocazione che sembra voler criticare apertamente l’enorme macchina produttiva dei publisher AAA occidentali, spesso accusati di costi fuori controllo, produzioni troppo lunghe e gestione inefficiente delle risorse.

Ubisoft continua il programma di tagli e ridimensionamenti

L’articolo condiviso da Vávra parlava della pesante situazione economica del publisher francese, che avrebbe registrato perdite record pari a circa 1,3 miliardi di euro. Ubisoft starebbe inoltre continuando un rigido programma di riduzione dei costi fino al 2028, con focus crescente sui live service e ulteriori tagli al personale.

Negli ultimi mesi l’azienda è stata spesso al centro delle polemiche per risultati commerciali deludenti, rinvii e difficoltà interne, mentre diversi investitori e fan continuano a interrogarsi sul futuro di franchise storici come Assassin’s Creed, Far Cry e Rainbow Six.

Kingdom Come diventa simbolo dell’“anti-AAA”

Le parole di Vávra arrivano in un momento molto positivo per Warhorse Studios. Dopo il successo del secondo capitolo di Kingdom Come, molti giocatori stanno vedendo nello studio ceco una sorta di alternativa ai colossi tripla A tradizionali.

Produzioni più contenute nei costi, tempi di sviluppo più controllati e una visione creativa più chiara stanno infatti diventando elementi sempre più apprezzati da una parte della community, stanca di progetti giganteschi ma spesso percepiti come poco innovativi.

E il post di Daniel Vávra sembra proprio voler alimentare questo dibattito.

FONTEX

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