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Sony potrebbe chiudere gli account PlayStation inattivi dopo 36 mesi: cosa cambia davvero

Logo PlayStation con un controller DualShock in primo piano tra detriti e un'atmosfera cinematografica.

Sony ha aggiornato i Termini di Servizio del PlayStation Network, introducendo una formulazione che sta facendo discutere la community. Secondo la nuova clausola, infatti, un account rimasto inattivo per almeno 36 mesi potrebbe essere chiuso, con la conseguente perdita dell’accesso ai servizi PlayStation Network e ai contenuti digitali acquistati.

La modifica è tornata al centro dell’attenzione proprio mentre si continua a discutere del futuro del formato fisico e dell’importanza della proprietà dei giochi digitali.

Cosa prevede la nuova clausola

Nei nuovi termini, Sony specifica che, se un account non viene utilizzato per 36 mesi consecutivi, l’azienda potrebbe avviare la procedura di chiusura.

Prima dell’eventuale cancellazione, però, Sony dichiara che contatterà il proprietario tramite l’indirizzo e-mail associato all’account, concedendo sei mesi di tempo per effettuare nuovamente l’accesso o richiedere espressamente il mantenimento dell’account.

In caso di mancata risposta, il profilo potrebbe essere chiuso definitivamente.

Si rischia davvero di perdere i giochi?

Uno degli aspetti che ha generato maggiore preoccupazione riguarda la libreria digitale.

Secondo i termini di servizio, la chiusura dell’account comporterebbe infatti la perdita dell’accesso al PlayStation Network e ai contenuti digitali acquistati con quel profilo.

Va però sottolineato un dettaglio importante: la clausola utilizza il termine “potrebbe”, lasciando intendere che la procedura non sia automatica e che ogni situazione possa essere valutata singolarmente.

Una modifica che divide la community

La clausola era già presente nei precedenti termini di servizio, ma Sony l’ha recentemente riformulata introducendo il limite dei 36 mesi di inattività, riportando il tema sotto i riflettori.

Al momento l’azienda non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla questione, mentre il dibattito tra gli utenti continua, soprattutto in relazione alla crescente diffusione del mercato digitale e alle recenti discussioni sul futuro dei giochi fisici.

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