
The Witcher 4 potrebbe diventare uno dei primi grandi simboli della nuova era digitale di PlayStation, e probabilmente non per scelta di CD Projekt RED. Il nuovo capitolo della saga punta infatti al 2028, proprio l’anno nel quale Sony ha deciso di interrompere la produzione dei dischi per i nuovi giochi destinati alle proprie console. Dall’altra parte troviamo uno studio che continua a credere nel valore delle edizioni fisiche e da collezione. Mettendo insieme questi due elementi nasce uno scenario decisamente particolare: The Witcher 4 potrebbe arrivare nei negozi con una vera confezione fisica PlayStation, magari persino con una ricca Collector’s Edition, ma senza poter includere il disco del gioco. Non è ancora stato annunciato che sarà questa la soluzione definitiva, ma il problema che CD Projekt RED dovrà affrontare è ormai molto concreto.
CD Projekt RED non sembra intenzionata ad abbandonare il fisico
Il punto di partenza è importante perché permette di capire quanto particolare sia la situazione. CD Projekt RED continua a considerare importanti le edizioni fisiche e i prodotti da collezione, e le recenti parole del joint-CEO Michał Nowakowski mostrano come lo studio non abbia intenzione di abbandonare volontariamente questo mercato. Per una serie come The Witcher sarebbe del resto una scelta comprensibile: parliamo di un franchise con una community enorme, abituata anche a Collector’s Edition, artbook, SteelBook e prodotti pensati per chi vuole conservare qualcosa di concreto oltre al semplice download.
Il problema è che uno sviluppatore può decidere come progettare e distribuire il proprio gioco soltanto entro i limiti imposti dalle piattaforme sulle quali vuole pubblicarlo. Ed è proprio qui che entra in scena PlayStation.
Il 2028 mette The Witcher 4 davanti a un problema che su PlayStation non dipende da CDPR
Sony ha già stabilito che da gennaio 2028 terminerà la produzione dei dischi per i nuovi videogiochi pubblicati sulle console PlayStation. The Witcher 4, contemporaneamente, sta puntando proprio al 2028. Le due tempistiche finiscono quindi per incrociarsi quasi perfettamente, creando una situazione nella quale CD Projekt RED potrebbe voler realizzare una versione fisica del proprio gioco senza avere materialmente la possibilità di produrre il relativo disco PlayStation.
È importante sottolinearlo: CD Projekt RED non ha annunciato una versione PS5 senza disco di The Witcher 4. Non sappiamo ancora quale sarà la confezione, se esisterà una Collector’s Edition PlayStation specifica o quale soluzione verrà eventualmente adottata. Il punto è un altro: se Sony manterrà invariata la propria politica e The Witcher 4 arriverà effettivamente dopo l’entrata in vigore dello stop, la decisione sulla presenza del disco non sarà semplicemente nelle mani dello sviluppatore polacco.
Potremmo comprare una Collector’s Edition con tutto… tranne The Witcher 4 su disco
Ed è qui che la situazione diventa quasi surreale. Immaginiamo per un momento una futura Collector’s Edition di The Witcher 4: una grande confezione, magari un artbook, una SteelBook, qualche oggetto da collezione e tutto ciò che normalmente ci aspetteremmo da un’edizione premium dedicata a uno dei giochi più attesi della generazione. Potremmo entrare in negozio, pagare una cifra importante, uscire con una scatola enorme sotto il braccio e, una volta arrivati a casa, dover comunque scaricare il gioco perché nella confezione PlayStation non può esserci alcun disco.
Non sappiamo se CD Projekt RED sceglierà realmente questa strada e sarebbe scorretto presentare oggi una Collector’s senza disco come prodotto confermato. Ma è esattamente il tipo di problema che la progressiva scomparsa del supporto fisico rischia di creare: la confezione può sopravvivere anche quando il gioco fisico non esiste più.
A quel punto nascerebbe anche una domanda interessante. Possiamo continuare a chiamarla davvero “edizione fisica” se l’unica cosa che manca fisicamente è proprio il videogioco?
The Witcher 4 potrebbe diventare involontariamente il caso perfetto per discutere della scelta di Sony
La coincidenza temporale rende The Witcher 4 particolarmente importante. Stiamo parlando di un titolo enorme, con oltre 500 sviluppatori coinvolti e con CD Projekt RED che lo considera il progetto più grande e ambizioso affrontato finora. Non è quindi un piccolo gioco destinato a una nicchia di collezionisti, ma uno dei potenziali blockbuster del 2028.
Se un titolo di queste dimensioni dovesse realmente arrivare su PlayStation con una confezione acquistabile nei negozi ma senza disco, la discussione sulla strategia Sony smetterebbe immediatamente di sembrare qualcosa che riguarda soltanto il futuro distante. Diventerebbe concreta. Il giocatore avrebbe davanti agli occhi la conseguenza della transizione: la copia esposta sullo scaffale esisterebbe ancora, mentre il videogioco contenuto al suo interno potrebbe essere soltanto digitale.
Ed è probabilmente proprio attraverso casi di questo tipo che capiremo quanto il pubblico sia realmente pronto ad abbandonare il formato tradizionale.
Per CD Projekt RED il problema potrebbe essere ancora più delicato
The Witcher è inoltre uno dei franchise nei quali il concetto di edizione fisica conserva ancora un peso particolare. Una parte del pubblico non compra soltanto il software, ma desidera possedere qualcosa legato a quell’universo. Per CD Projekt RED mantenere una presenza nei negozi potrebbe quindi avere senso anche in un mercato prevalentemente digitale, soprattutto attraverso edizioni premium e da collezione.
Il paradosso sarebbe però evidente: CD Projekt RED potrebbe continuare a credere nel prodotto fisico proprio mentre una delle piattaforme sulle quali pubblica il gioco smette di produrre il supporto che contiene effettivamente quel prodotto. A quel punto lo studio dovrebbe adattarsi, eventualmente trasformando il concetto stesso di edizione fisica: non più una copia del gioco accompagnata da oggetti da collezione, ma oggetti da collezione accompagnati dall’accesso digitale al gioco.
Sembra una differenza puramente semantica, ma per un collezionista cambia praticamente tutto.
E su XBOX potrebbe aprirsi un confronto ancora più interessante
La situazione diventa ancora più curiosa considerando ciò che sta facendo Microsoft. XBOX sta sperimentando una strategia attraverso la quale determinati giochi posseduti su disco possono ottenere anche un corrispondente diritto digitale. Sony, invece, ha già programmato l’interruzione della produzione dei dischi per le nuove uscite PlayStation dal 2028.
Non significa automaticamente che The Witcher 4 avrà il disco su XBOX e non su PlayStation, perché CD Projekt RED non ha ancora annunciato le configurazioni definitive delle varie edizioni e non sappiamo quale sarà la situazione hardware e commerciale delle piattaforme nel 2028. Ma se si arrivasse realmente a una differenza di questo tipo, avremmo davanti uno scenario che pochi anni fa sarebbe sembrato quasi impossibile: lo stesso videogioco potrebbe rappresentare contemporaneamente il futuro digitale di una piattaforma e la continuità del formato fisico sull’altra.
Ed è esattamente il tipo di confronto che potrebbe trasformare la proprietà dei videogiochi in uno dei temi principali della prossima generazione.
Il problema non è soltanto avere qualcosa da mettere sulla mensola
La questione va infatti molto oltre il collezionismo. Un disco può essere prestato, rivenduto, regalato e conservato indipendentemente dall’account utilizzato per acquistarlo. Una copia digitale funziona secondo logiche differenti e rimane collegata all’ecosistema attraverso il quale viene distribuita. Per questo la scomparsa dei dischi non rappresenta semplicemente il passaggio da una scatola a un download: modifica il rapporto tra il consumatore e ciò che acquista.
The Witcher 4 potrebbe diventare uno degli esempi più visibili proprio perché arriverebbe nel momento esatto della transizione. E se una delle più importanti produzioni del 2028 dovesse realmente presentarsi nei negozi PlayStation senza il gioco su disco, probabilmente molti giocatori inizierebbero a chiedersi cosa significhi davvero acquistare una copia “fisica”.
Nel 2028 potremmo scoprire che la scatola è sopravvissuta al disco
Per adesso, quindi, niente allarmismi e soprattutto niente conclusioni premature. The Witcher 4 punta al 2028, CD Projekt RED vuole continuare a valorizzare i prodotti fisici, ma non è stata annunciata una specifica edizione PlayStation priva di disco. Saranno le decisioni definitive di Sony, le tempistiche effettive del gioco e le modalità scelte da CDPR a dirci cosa troveremo realmente nei negozi.
Ma il paradosso rimane ed è difficile ignorarlo. Per anni abbiamo immaginato la morte del fisico come la scomparsa delle scatole dagli scaffali. Potrebbe invece succedere qualcosa di molto più strano: le scatole potrebbero rimanere, le Collector’s potrebbero diventare ancora più grandi e costose e ciò che potrebbe scomparire per primo sarebbe proprio il disco del videogioco.
The Witcher 4 rischia quindi di trovarsi esattamente nel mezzo della trasformazione. E se davvero nel 2028 dovessimo uscire da un negozio con una gigantesca edizione fisica PlayStation sotto il braccio per poi tornare a casa e scaricare comunque decine di gigabyte, probabilmente dovremo iniziare a farci una domanda molto semplice:
se dentro non c’è più il gioco, possiamo ancora chiamarla “edizione fisica”?










