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Stellar Blade e Lies of P hanno cambiato le regole in Corea: ora gli sviluppatori vogliono conquistare le console

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Per molti anni, parlando dell’industria videoludica sudcoreana, il pensiero è andato soprattutto verso MMO, free-to-play, mobile gaming e grandi produzioni online. Negli ultimi anni, però, qualcosa ha iniziato a cambiare. Titoli come Lies of P e Stellar Blade hanno dimostrato che gli studi coreani possono competere anche nel mercato delle grandi produzioni single-player destinate a PC e console, ottenendo attenzione internazionale e costruendo nuove proprietà intellettuali capaci di imporsi fuori dai confini nazionali. E secondo Dong-ki Lee, technical director di Shift Up, il loro successo starebbe producendo un effetto ancora più importante: altri sviluppatori coreani avrebbero iniziato a raccogliere con maggiore convinzione la sfida delle produzioni console.

Stellar Blade e Lies of P potrebbero aver aperto una porta molto più grande

Durante la Gamescom 2026, Dong-ki Lee ha parlato dell’impatto che Stellar Blade ha avuto sull’industria sudcoreana, citando direttamente anche Lies of P. Secondo il technical director, l’arrivo di giochi di questo tipo dalla Corea avrebbe incoraggiato altri sviluppatori del Paese a cimentarsi maggiormente con il mercato console.

È un’affermazione particolarmente interessante perché permette di osservare questi giochi da una prospettiva differente. Stellar Blade e Lies of P non sarebbero importanti soltanto per le copie vendute o per il successo ottenuto individualmente: potrebbero aver dimostrato all’intera industria coreana che investire in grandi produzioni console può funzionare.

Naturalmente questo non significa che prima di loro in Corea non esistessero sviluppatori interessati al mercato tradizionale. Sarebbe una semplificazione eccessiva. Ma quando due nuove proprietà intellettuali riescono a ottenere visibilità internazionale, risultati commerciali importanti e una community globale, inevitabilmente diventano esempi osservati anche da chi deve decidere dove investire decine o centinaia di milioni nei prossimi anni.

E adesso arriva Crimson Desert

Lee ha citato anche Crimson Desert, sottolineando come questi progetti stiano esercitando una certa influenza reciproca sull’industria coreana. Ed è probabilmente proprio osservando insieme Stellar Blade, Lies of P e Crimson Desert che il fenomeno diventa molto più evidente.

Sono videogiochi profondamente differenti tra loro, sviluppati da studi differenti e con percorsi produttivi che non possono essere ridotti a una semplice relazione di causa ed effetto. Non possiamo quindi sostenere che Crimson Desert esista grazie a Stellar Blade o che Lies of P abbia improvvisamente creato questa nuova industria. Quello che possiamo osservare, però, è una Corea del Sud sempre più presente nel segmento delle grandi produzioni pensate per un pubblico internazionale su PC e console.

E soprattutto non stiamo parlando di copie occidentali realizzate semplicemente per inseguire il mercato. Questi studi stanno iniziando a costruire una propria identità, prendendo ispirazione da generi già affermati ma reinterpretandoli attraverso direzioni artistiche, sistemi di combattimento e sensibilità differenti.

Lies of P ha dimostrato che anche FromSoftware può essere sfidata sul suo terreno

Il caso di Lies of P è probabilmente uno dei più emblematici. Neowiz e Round8 Studio hanno affrontato uno dei generi più difficili da conquistare, quello dei soulslike, entrando inevitabilmente in un territorio dominato nell’immaginario collettivo da FromSoftware. Il risultato è stato un titolo capace di costruirsi una propria reputazione internazionale e di trasformarsi da curiosità ispirata a Pinocchio in una proprietà intellettuale abbastanza importante da meritare un futuro.

Questo è esattamente il tipo di risultato che può cambiare la percezione di un mercato. Non serve necessariamente inventare un nuovo genere: serve dimostrare di poter entrare in un segmento estremamente competitivo e produrre qualcosa che il pubblico inizi a riconoscere per il suo nome, anziché soltanto per i giochi ai quali assomiglia.

Ed è probabilmente questa una delle eredità più importanti lasciate da Lies of P alla scena coreana.

Stellar Blade ha dimostrato qualcosa di diverso

Shift Up ha percorso una strada differente. Con Stellar Blade lo studio ha realizzato una produzione fortemente orientata all’azione, caratterizzata da un’identità visiva immediatamente riconoscibile e capace di trasformare Eve in uno dei personaggi più riconoscibili tra le nuove proprietà intellettuali degli ultimi anni.

Ma soprattutto Stellar Blade è riuscito a trasformarsi da scommessa a franchise. Shift Up guarda già oltre il primo capitolo e contemporaneamente continua ad ampliare le proprie ambizioni attraverso nuovi progetti. È esattamente ciò che serve affinché un’industria possa cambiare: non un singolo successo irripetibile, ma studi che dopo aver ottenuto un risultato importante decidono di investire ancora di più.

Ed è qui che le parole di Dong-ki Lee assumono un significato particolare. Il successo non starebbe semplicemente aumentando le ambizioni di Shift Up, ma starebbe contribuendo a creare fiducia anche intorno all’intero settore coreano.

La Corea potrebbe stare vivendo il suo “momento console”

Negli ultimi anni abbiamo visto quanto velocemente possa cambiare la geografia dell’industria videoludica. Il Giappone rappresenta da decenni una delle grandi potenze del settore, mentre la Cina sta aumentando rapidamente il peso delle proprie produzioni internazionali. Black Myth: Wukong è probabilmente l’esempio più evidente di quanto un singolo enorme successo possa attirare improvvisamente l’attenzione mondiale su un’intera industria nazionale.

Il paragone con la Corea è affascinante, ma va utilizzato con cautela. Dong-ki Lee non ha dichiarato letteralmente che Stellar Blade sia “il Black Myth: Wukong coreano”. Quello che emerge dalle sue parole è però un meccanismo simile: quando uno studio locale dimostra che una grande produzione internazionale può funzionare, altri sviluppatori iniziano inevitabilmente a guardare quella strada con occhi differenti.

Stellar Blade e Lies of P potrebbero quindi rappresentare qualcosa di più importante dei singoli giochi. Potrebbero essere la dimostrazione che esiste spazio per una nuova generazione di AAA coreani capaci di competere direttamente sul mercato mondiale.

E forse siamo soltanto all’inizio

È proprio questa la parte più interessante. Se Stellar Blade e Lies of P fossero semplicemente due eccezioni, potremmo parlare di due grandi successi indipendenti. Ma mentre Shift Up aumenta le proprie ambizioni, Lies of P costruisce il proprio futuro e Crimson Desert porta nuovamente l’attenzione internazionale sulla Corea, diventa difficile ignorare la sensazione che qualcosa si stia muovendo realmente.

I risultati si vedranno nei prossimi anni, perché sviluppare un grande videogioco console richiede tempo, investimenti enormi e competenze che non possono essere costruite dall’oggi al domani. Ma se le parole di Lee riflettono ciò che sta accadendo dietro le quinte dell’industria sudcoreana, i giochi che stiamo vedendo oggi potrebbero essere soltanto la prima ondata.

E sarebbe probabilmente questo il risultato più importante ottenuto da Stellar Blade e Lies of P: non soltanto aver conquistato milioni di giocatori, ma aver convinto altri sviluppatori che quella conquista fosse possibile.

Dopo Giappone e Cina, la prossima grande offensiva potrebbe arrivare dalla Corea

Per questo sarebbe riduttivo leggere le dichiarazioni di Shift Up come una semplice celebrazione del successo di Stellar Blade. Il discorso è molto più grande. Se un numero crescente di studi coreani inizierà realmente a investire nelle grandi produzioni console, nei prossimi anni potremmo assistere alla nascita di nuove proprietà intellettuali, nuovi studi specializzati e soprattutto un’altra grande scuola videoludica asiatica capace di competere sul mercato AAA mondiale.

Lies of P ha dimostrato che un soulslike coreano può conquistare il pubblico internazionale. Stellar Blade ha dimostrato che una nuova IP action può trasformarsi rapidamente in un franchise. Crimson Desert vuole alzare ulteriormente l’asticella. E dietro questi nomi potrebbero esserci già altri sviluppatori pronti a tentare la stessa strada.

Forse tra qualche anno guarderemo indietro a questo periodo e ci renderemo conto che Stellar Blade e Lies of P non erano semplicemente due grandi videogiochi coreani. Erano il momento in cui la Corea ha capito di poter giocare, finalmente, la propria partita nel mercato console mondiale.

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