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Mentre l’industria rivende le Remastered, CD PROJEKT RED fa l’opposto: “The Witcher 3? Mai pensato di farvelo pagare di nuovo”

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In un’industria nella quale remaster, upgrade e nuove edizioni sono diventati un modo sempre più frequente per riportare sul mercato giochi che milioni di persone possiedono già, CD PROJEKT RED ha deciso di percorrere una strada decisamente diversa con The Witcher 3. La nuova versione Remastered arriverà il 29 settembre 2026, ma chi possiede già il gioco sulle piattaforme compatibili non dovrà acquistarlo nuovamente. Anzi, secondo il joint CEO Michał Nowakowski, l’idea di chiedere nuovamente soldi ai giocatori non sarebbe nemmeno stata realmente presa in considerazione.

Ed è proprio questo il dettaglio che rende l’operazione particolarmente interessante. CD PROJEKT RED non sta parlando di un piccolo aggiornamento grafico con qualche texture migliorata: The Witcher 3: Wild Hunt – Remastered interverrà su numerosi aspetti dell’esperienza, dalla componente visiva alle prestazioni, passando per combattimento, movimento, Segni, gestione di Rutilia, comportamento dei mostri e altre caratteristiche. Eppure la filosofia rimane semplice: se avete già comprato The Witcher 3, CDPR non vuole vendervelo una seconda volta.

“Farvelo pagare di nuovo?” Per CD PROJEKT RED non era nemmeno il piano

Il messaggio di Nowakowski è particolarmente significativo proprio perché arriva in un momento nel quale il valore economico delle riedizioni è diventato uno degli argomenti più discussi tra i giocatori.

The Witcher 3 ha ormai più di undici anni sulle spalle, ma continua a rappresentare uno dei prodotti più importanti nella storia di CD PROJEKT RED. Sarebbe stato quindi relativamente semplice confezionare la nuova versione come prodotto separato e chiedere ai vecchi giocatori di tornare alla cassa.

Lo studio polacco ha scelto invece un’altra filosofia: la Remastered sarà un aggiornamento gratuito per chi possiede già il gioco sulle piattaforme supportate.

Non significa naturalmente che CD PROJEKT RED abbia improvvisamente deciso di regalare qualsiasi futuro contenuto. Significa piuttosto distinguere tra l’aggiornamento di qualcosa che i giocatori hanno già acquistato e la creazione di contenuti completamente nuovi.

Ed è proprio qui che entra in scena Songs of the Past.

La nuova espansione è nata quasi per caso

La storia dietro Songs of the Past è forse ancora più curiosa della Remastered stessa.

Secondo quanto raccontato da CD PROJEKT RED, il ritorno a The Witcher 3 sarebbe stato favorito da una serie di circostanze che Nowakowski ha descritto come una coppia di “happy accidents”, incidenti fortunati che hanno finito per incastrarsi perfettamente.

Da una parte c’era Fool’s Theory, studio impegnato sul remake del primo The Witcher. Lo sviluppo di quel progetto è legato anche ad alcune tecnologie e soluzioni sviluppate per The Witcher 4 e ciò avrebbe creato lo spazio necessario per affrontare parallelamente un altro progetto.

Dall’altra parte CD PROJEKT RED conservava da tempo l’idea di realizzare una terza grande espansione per The Witcher 3.

Le due strade si sono incontrate.

Fool’s Theory aveva l’esperienza necessaria per lavorare nell’universo di The Witcher, CDPR aveva un’idea rimasta nel cassetto e Geralt si è ritrovato, più di dieci anni dopo il lancio originale, nuovamente con la spada sulla schiena.

E a forza di migliorare The Witcher 3… è nata praticamente una Remastered

C’è quasi qualcosa di ironico nel modo in cui il progetto avrebbe continuato a crescere.

Durante il lavoro collegato alla nuova espansione, gli sviluppatori hanno cominciato a intervenire anche sull’esperienza originale. Un miglioramento qui, una revisione là, sistemi da aggiornare, aspetti tecnici da modernizzare.

Alla fine gli interventi erano diventati abbastanza importanti da trasformare il progetto in qualcosa di molto più grande.

Ed eccoci quindi a The Witcher 3 Remastered.

La nuova versione introdurrà miglioramenti grafici e prestazionali, ma CDPR ha lavorato anche sul gameplay: combattimento, movimento e attraversamento degli ambienti, utilizzo dei Segni, Rutilia, mostri, albero delle abilità, trasmogrificazione, Photo Mode e nuove finisher fanno parte degli elementi interessati dal lavoro.

Non è quindi semplicemente il classico “aumentiamo la risoluzione e rimettiamolo in vendita”.

Ed è proprio per questo che la scelta di renderlo gratuito agli attuali possessori assume ancora più peso.

E CDPR ha deciso di aprire anche Hearts of Stone e Blood and Wine

La politica adottata dallo studio non si ferma alla Remastered.

Anche Hearts of Stone e Blood and Wine, le due enormi espansioni che hanno accompagnato The Witcher 3 negli anni successivi al lancio, sono state integrate senza costi aggiuntivi per gli attuali possessori secondo le modalità previste da CDPR.

E parlare di Blood and Wine come di un semplice DLC sarebbe quasi offensivo considerando le dimensioni dell’espansione.

La conseguenza è che chi possiede The Witcher 3 si ritrova davanti a un pacchetto enorme: il gioco originale, le due espansioni storiche e la futura trasformazione Remastered.

Il contenuto realmente nuovo seguirà invece un’altra strada.

Songs of the Past sarà a pagamento, e qui la differenza è importante

Songs of the Past arriverà nel 2027 e sarà un’espansione a pagamento.

Ed è una distinzione che rende ancora più chiara la strategia scelta da CD PROJEKT RED.

La compagnia non sta dicendo che qualsiasi contenuto futuro debba essere gratuito. Sta scegliendo di non chiedere nuovamente denaro per modernizzare ciò che i giocatori possiedono già, riservando invece un prezzo a un’espansione completamente nuova che richiede sviluppo, ambientazioni, missioni e contenuti inediti.

Songs of the Past porterà Geralt nella regione di Letten, apparentemente tranquilla ma costruita attorno a qualcosa di molto più oscuro. Sono previsti nuovi avversari, nuove abilità e persino una nuova arma, la catena, mentre Fool’s Theory collaborerà con CD PROJEKT RED alla realizzazione dell’espansione.

E c’è anche una componente emotiva difficile da ignorare: questo progetto viene presentato come l’ultimo capitolo dell’avventura di Geralt legata a The Witcher 3.

Anche Nintendo Switch 2 avrà la sua versione nativa

La nuova vita di The Witcher 3 passerà inoltre da Nintendo Switch 2, che riceverà una versione nativa della Remastered.

È un passaggio particolarmente interessante considerando quanto fosse impressionante, ma inevitabilmente compromesso dal punto di vista tecnico, il lavoro necessario per portare originariamente un gioco delle dimensioni di The Witcher 3 sulla prima Switch.

La maggiore potenza della nuova console Nintendo permetterà finalmente di affrontare l’esperienza con presupposti differenti. Anche chi possiede già il gioco sulla precedente console Nintendo potrà effettuare l’upgrade previsto alla versione Remastered su Switch 2 senza dover ricomprare tutto da zero.

Nel frattempo PC, PS5 e XBOX Series X|S riceveranno l’aggiornamento il 29 settembre e l’universo di The Witcher continuerà ad allargarsi anche attraverso la nuova collaborazione con Blizzard e Battle.net.

Forse il punto non è che CD PROJEKT RED sta regalando qualcosa

La parte interessante di questa storia non dovrebbe trasformarsi nel solito “azienda buona contro aziende cattive”. Sviluppare videogiochi costa, le Remastered hanno costi di produzione e ogni publisher adotta modelli commerciali differenti.

Ma la decisione di CD PROJEKT RED dimostra comunque che un’alternativa esiste.

The Witcher 3 è uno dei videogiochi più famosi degli ultimi quindici anni. Una Remastered a pagamento avrebbe probabilmente trovato comunque un pubblico enorme.

CDPR avrebbe potuto rivenderlo.

Ha deciso di non farlo.

Preferisce chiedere soldi per Songs of the Past, cioè per qualcosa di nuovo, e utilizzare la Remastered per riportare tutti i possessori di The Witcher 3 sulla stessa versione modernizzata dell’esperienza.

È una scelta commerciale, naturalmente. Ma è anche una scelta che difficilmente passerà inosservata in un periodo nel quale ai giocatori viene chiesto sempre più spesso di valutare quanto siano disposti a pagare per tornare su giochi che hanno già acquistato.

E forse la frase più importante dell’intera vicenda rimane proprio quella più semplice:

CD PROJEKT RED avrebbe potuto farci comprare The Witcher 3 ancora una volta. A quanto pare, non ci ha nemmeno pensato.

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