
Il successo del ritorno di Onimusha potrebbe essere soltanto l’inizio. Capcom ha infatti ribadito nei propri documenti finanziari e strategici di voler continuare a riattivare proprietà intellettuali rimaste ferme per anni, trasformando il proprio enorme catalogo storico in una delle basi della crescita futura dell’azienda.
Non si tratta quindi soltanto di nostalgia o di qualche operazione isolata. Il recupero delle cosiddette “dormant IP”, cioè delle saghe inattive, rientra direttamente nella pianificazione a medio e lungo termine di Capcom, che guarda ai prossimi anni con una strategia costruita non soltanto attorno ai suoi colossi come Resident Evil, Monster Hunter e Street Fighter, ma anche attorno a franchise che potrebbero ricevere una seconda possibilità.
Onimusha è la dimostrazione che il pubblico vuole ancora queste saghe
Il caso più recente è ovviamente Onimusha: Way of the Sword, che ha riportato sul mercato un franchise rimasto senza un nuovo episodio principale per oltre vent’anni.
Il risultato commerciale ha dato a Capcom un segnale difficilmente ignorabile: un milione di copie vendute nel solo primo giorno e una serie capace di oltrepassare complessivamente quota 10 milioni. Un ritorno che dimostra come una proprietà rimasta ferma per anni possa ancora trovare un pubblico enorme se riproposta con un progetto realmente ambizioso.
Ed è proprio questo il punto centrale della strategia Capcom. L’obiettivo non sembra essere quello di recuperare vecchi nomi soltanto per sfruttarne la popolarità, ma di capire quali franchise possano essere ripensati per il mercato moderno attraverso nuovi capitoli, remake, remaster e altre forme di rilancio.
Capcom guarda oltre Resident Evil e Monster Hunter
Negli ultimi anni l’azienda ha costruito una posizione estremamente forte grazie soprattutto a pochi marchi giganteschi. Resident Evil continua a ottenere risultati eccezionali, Monster Hunter è diventato uno dei pilastri mondiali di Capcom e Street Fighter rimane centrale nel settore dei picchiaduro.
Ma il catalogo della compagnia è molto più grande.
Tra le serie indicate da Capcom come potenziali motori di crescita figurano Devil May Cry, Mega Man, Dead Rising, Onimusha, Ace Attorney, Okami e Dragon’s Dogma. Questo non significa automaticamente che ogni franchise riceverà un nuovo capitolo nel breve periodo, ma dimostra chiaramente che l’azienda non vuole più considerare il proprio passato come un semplice archivio.
L’idea è rimettere in circolo le proprietà giuste quando esiste un progetto capace di valorizzarle.
Okami è già un altro esempio concreto
Onimusha non è nemmeno l’unico caso.
Capcom ha già confermato il ritorno di Okami attraverso un nuovo progetto, mostrando che la strategia di recupero delle IP storiche è già passata dalle parole ai fatti. Anche Dead Rising è tornato recentemente al centro dell’attenzione con un’operazione pensata per riportare la serie davanti a una nuova generazione di giocatori.
Si sta quindi creando un percorso abbastanza evidente: Capcom sta rivalutando il proprio passato un franchise alla volta, cercando di capire quali proprietà possano avere ancora spazio nel mercato contemporaneo.
E dopo il risultato ottenuto da Onimusha, è facile immaginare che internamente l’interesse verso questa strategia possa diventare ancora più forte.
Dino Crisis, Darkstalkers e gli altri? Qui bisogna frenare
È inevitabile che una dichiarazione simile faccia immediatamente partire la fantasia dei fan.
Nel catalogo Capcom esistono saghe che da anni vengono richieste a gran voce, da Dino Crisis a Darkstalkers, passando per Breath of Fire, Power Stone, Viewtiful Joe e molte altre.
Ma al momento Capcom non ha annunciato nuovi capitoli di queste serie.
La strategia sulle IP dormienti rende certamente più credibile la possibilità che alcuni vecchi franchise possano tornare, ma sarebbe sbagliato trasformare un piano generale dell’azienda in una conferma di progetti specifici.
In altre parole: Capcom ha ufficialmente detto di voler risvegliare vecchie IP, ma non ci ha ancora detto quali saranno le prossime.
Il vero tesoro di Capcom potrebbe essere proprio il suo passato
Ed è forse questa la parte più interessante di tutta la strategia.
Capcom possiede uno dei cataloghi storici più ricchi dell’industria videoludica. Negli anni ha creato decine di proprietà intellettuali capaci di segnare intere generazioni, ma molte di queste sono rimaste ferme mentre l’azienda concentrava sempre più risorse sui franchise commercialmente più sicuri.
Ora quella situazione potrebbe cambiare.
Il successo di Onimusha dimostra che una saga inattiva non è necessariamente una saga morta. Se il progetto è giusto, il pubblico può tornare anche dopo vent’anni.
E questo apre scenari decisamente interessanti per il futuro di Capcom.
Dopo Onimusha e Okami, quindi, la domanda non è più se l’azienda sia disposta a riportare in vita le proprie vecchie IP. La risposta è già sì.
La vera domanda adesso è un’altra:
quale sarà la prossima saga che Capcom deciderà di tirare fuori dal cassetto?


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