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The Legend of Zelda: in che ordine giocare tutta la saga? La guida definitiva tra cronologia, spin-off e capitoli imperdibili

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Link, Zelda e Ganondorf, protagonisti della saga The Legend of Zelda, nella guida all'ordine cronologico dei giochi.

Quarant’anni di avventure, mondi indimenticabili, principesse da salvare e un eroe che, attraverso le generazioni, continua a incarnare il coraggio. The Legend of Zelda è una delle saghe più importanti della storia dei videogiochi, ma anche una delle più complesse da affrontare per chi desidera conoscerla davvero. Con oltre venti capitoli principali, numerosi remake e diversi spin-off, orientarsi nella cronologia di Nintendo non è affatto semplice.

Chi è veramente Link? Perché in alcuni giochi è un bambino e in altri un adulto? Ganondorf è sempre lo stesso antagonista? E soprattutto, bisogna partire dal primo Zelda pubblicato nel 1986 oppure seguire l’ordine degli eventi raccontati nei videogiochi?

In questa guida completa a The Legend of Zelda ripercorreremo l’intera saga, distinguendo la cronologia ufficiale dall’ordine di pubblicazione. Scopriremo quali capitoli sono fondamentali, quali possono essere affrontati indipendentemente e come inserire gli spin-off nell’esperienza complessiva. Il tutto senza anticipare i principali colpi di scena delle singole avventure.

The Legend of Zelda: bisogna seguire un ordine preciso?

La prima cosa da comprendere è che The Legend of Zelda non funziona come una tradizionale serie di videogiochi con una storia lineare. Molti capitoli raccontano le avventure di protagonisti differenti, vissuti a generazioni o addirittura epoche di distanza. Nonostante condividano lo stesso nome, i vari Link non sono necessariamente la stessa persona, così come le principesse Zelda appartengono generalmente a generazioni diverse della famiglia reale.

Esistono però collegamenti narrativi importanti. Alcuni giochi sono seguiti diretti, mentre altri raccontano conseguenze di eventi avvenuti molto tempo prima. La cronologia ufficiale, formalizzata da Nintendo e successivamente aggiornata, permette di collocare i diversi episodi nella storia di Hyrule.

Questo non significa che sia obbligatorio rispettarla. Un nuovo giocatore può tranquillamente iniziare da Breath of the Wild senza aver mai affrontato Ocarina of Time. Tuttavia, seguire i collegamenti tra i diversi Zelda permette di apprezzare riferimenti, personaggi e avvenimenti che altrimenti potrebbero passare inosservati.

Da Skyward Sword a Ocarina of Time: dove comincia la leggenda

La storia di Hyrule comincia con The Legend of Zelda: Skyward Sword, pubblicato originariamente nel 2011 per Nintendo Wii e successivamente riproposto su Nintendo Switch con una versione HD.

Questo capitolo rappresenta il punto di partenza della cronologia ufficiale. Racconta le origini del rapporto tra Link e Zelda, introduce la dea Hylia e approfondisce la nascita della leggendaria Spada Suprema. Per chi desidera comprendere le fondamenta dell’universo narrativo, è uno dei giochi più importanti in assoluto.

Successivamente troviamo The Minish Cap, originariamente pubblicato su Game Boy Advance. L’avventura presenta un nuovo Link e introduce i Minish, minuscole creature che vivono nascoste agli occhi degli esseri umani. Il gioco approfondisce inoltre la storia della Spada Quadruplice e del malvagio Vaati.

La vicenda prosegue con Four Swords, un capitolo incentrato sulla cooperazione e sulla possibilità di controllare quattro versioni di Link. Nonostante la sua struttura particolare, Four Swords appartiene alla cronologia principale e non deve essere confuso con uno spin-off.

Arriviamo così a The Legend of Zelda: Ocarina of Time, pubblicato nel 1998 per Nintendo 64. Questo titolo rappresenta uno dei momenti più importanti dell’intera saga, perché introduce una particolare gestione del tempo e racconta eventi che modificano profondamente il destino del Regno di Hyrule.

Per chi vuole giocare la saga seguendo la storia, l’ordine iniziale è quindi: The Legend of Zelda: Skyward Sword, The Legend of Zelda: The Minish Cap, The Legend of Zelda: Four Swords e The Legend of Zelda: Ocarina of Time.

    A questo punto accade qualcosa che rende la saga davvero particolare: la cronologia si divide in tre linee temporali differenti.

    Le tre linee temporali di Zelda: perché Ocarina of Time è così importante

    Gli eventi di Ocarina of Time possono essere ricondotti a tre sviluppi alternativi. Nintendo distingue una linea nella quale l’eroe viene sconfitto e due linee che derivano dalla sua vittoria, separate dalle conseguenze del viaggio nel tempo.

    Nella prima continuazione, Link torna bambino e gli eventi prendono una direzione differente. Nella seconda, il mondo che Link ha salvato da adulto continua a esistere senza di lui. La terza rappresenta invece uno scenario nel quale l’Eroe del Tempo viene sconfitto da Ganondorf.

    Queste tre realtà non devono essere giocate una dopo l’altra come se raccontassero lo stesso futuro. Sono diramazioni alternative, ciascuna con propri avvenimenti e protagonisti. Per comprenderle è sufficiente seguire separatamente i giochi appartenenti a ogni ramo.

    La linea di Link bambino: Majora’s Mask e Twilight Princess

    La prima linea temporale è probabilmente quella più interessante per chi ha appena completato Ocarina of Time. Il motivo è semplice: Majora’s Mask rappresenta il seguito diretto dell’avventura dell’Eroe del Tempo.

    Pubblicato nel 2000 su Nintendo 64, Majora’s Mask riporta il giocatore nei panni dello stesso Link bambino. Questa volta l’avventura si svolge a Termina, un mondo minacciato dalla caduta della Luna. Il protagonista ha soltanto tre giorni per impedire una catastrofe e deve utilizzare i poteri dell’Ocarina per manipolare il tempo.

    Il secondo capitolo della linea è Twilight Princess, pubblicato originariamente nel 2006. Ambientato molte generazioni dopo, racconta le vicende di un nuovo Link, un giovane allevatore coinvolto in un conflitto tra Hyrule e il Regno del Crepuscolo.

    Twilight Princess presenta anche un collegamento diretto con l’Eroe del Tempo, particolarmente significativo per chi conosce la storia di Ocarina of Time. È uno di quei dettagli che rendono la saga ancora più affascinante quando viene affrontata seguendo i suoi legami narrativi.

    La linea si conclude con Four Swords Adventures, pubblicato per Nintendo GameCube. Il titolo riprende il concetto dei quattro Link e sviluppa una nuova vicenda legata a Vaati e Ganondorf.

    L’ordine completo è quindi Majora’s Mask, Twilight Princess e Four Swords Adventures. Chi cerca una continuazione immediata di Ocarina of Time dovrebbe partire senza dubbio da Majora’s Mask.

    La linea di Link adulto: The Wind Waker e il destino di Hyrule

    Nella seconda linea temporale, il mondo salvato dall’Eroe del Tempo continua a esistere dopo la sua partenza. Molte generazioni più tardi, Hyrule deve affrontare una nuova minaccia, ma l’eroe leggendario non ritorna.

    Questi eventi conducono a The Legend of Zelda: The Wind Waker, pubblicato originariamente nel 2002 in Giappone per Nintendo GameCube. Il gioco presenta uno stile grafico completamente diverso da quello di Ocarina of Time, con un mondo colorato e un vastissimo oceano da esplorare.

    Il protagonista è un nuovo Link, chiamato a navigare tra isole, misteri e antiche rovine. Nonostante l’aspetto apparentemente spensierato, la storia presenta numerosi riferimenti agli avvenimenti di Ocarina of Time e al destino del vecchio Regno di Hyrule.

    L’avventura continua direttamente in Phantom Hourglass, pubblicato per Nintendo DS. Si tratta di un vero seguito, con lo stesso Link e nuovi territori da esplorare. Successivamente troviamo Spirit Tracks, anch’esso per Nintendo DS, ambientato circa un secolo dopo e caratterizzato da una nuova Hyrule attraversata da una rete ferroviaria.

    L’ordine corretto è The Wind Waker, Phantom Hourglass e Spirit Tracks.

    È importante sottolineare che gli ultimi due giochi, pur sfruttando il touchscreen e proponendo meccaniche differenti, non sono spin-off. Fanno parte della storia principale e completano questa particolare evoluzione del mondo di Zelda.

    La linea dell’eroe sconfitto: dagli Zelda classici a Echoes of Wisdom

    La terza linea temporale nasce dallo scenario in cui Link viene sconfitto durante gli eventi di Ocarina of Time. Ganondorf ottiene un potere ancora maggiore e le conseguenze si ripercuotono sulle generazioni successive.

    Questa diramazione comprende numerosi titoli storici della serie e permette di comprendere il collegamento tra Ocarina of Time e i primi Zelda pubblicati da Nintendo.

    Il percorso comincia con A Link to the Past, uno dei videogiochi più influenti dell’epoca Super Nintendo. Prosegue con Link’s Awakening, ambientato sulla misteriosa isola di Koholint, per poi arrivare a Oracle of Ages e Oracle of Seasons, due avventure complementari pubblicate su Game Boy Color.

    Successivamente troviamo A Link Between Worlds, che riprende alcune ambientazioni e idee di A Link to the Past, introducendo però un nuovo protagonista e meccaniche originali. Seguono Tri Force Heroes e Echoes of Wisdom, quest’ultimo particolarmente importante perché permette finalmente di controllare la principessa Zelda come protagonista principale dell’avventura.

    La cronologia prosegue con The Legend of Zelda, il gioco originale del 1986, e si conclude con Zelda II: The Adventure of Link.

    L’ordine completo della linea dell’eroe sconfitto è: The Legend of Zelda: A Link to the Past, The Legend of Zelda: Link’s Awakening, The Legend of Zelda: Oracle of Ages e Oracle of Seasons, The Legend of Zelda: A Link Between Worlds, The Legend of Zelda: Tri Force Heroes, The Legend of Zelda: Echoes of Wisdom, The Legend of Zelda (1986) e Zelda II: The Adventure of Link.

      I due titoli Oracle possono essere affrontati in entrambi gli ordini e, collegando le partite, è possibile accedere a contenuti aggiuntivi. Per una panoramica completa è quindi consigliabile completarli entrambi.

      Questa parte della saga è particolarmente indicata per chi ama l’esplorazione con visuale dall’alto, i dungeon tradizionali e gli enigmi costruiti intorno agli strumenti di Link.

      Breath of the Wild e Tears of the Kingdom: dove si collocano nella cronologia?

      Con Breath of the Wild, Nintendo ha rivoluzionato la struttura tradizionale di Zelda, introducendo un mondo aperto nel quale l’esplorazione è diventata ancora più libera.

      Pubblicato nel 2017, il gioco racconta le vicende di un Link che si risveglia dopo cento anni e deve ritrovare i propri ricordi, affrontando una Hyrule profondamente segnata dalla Calamità Ganon.

      Tears of the Kingdom, pubblicato nel 2023, rappresenta il suo seguito diretto. Ritroviamo gli stessi protagonisti, ma l’avventura introduce nuove regioni da esplorare, antichi misteri e possibilità creative ancora più ampie.

      Questi due giochi devono essere affrontati nell’ordine Breath of the Wild e Tears of the Kingdom, soprattutto per comprendere l’evoluzione dei personaggi e del regno.

      La loro collocazione rispetto alle tre linee temporali classiche rimane però volutamente non definita. Nintendo li presenta in una sezione distinta della cronologia, senza stabilire in modo definitivo se appartengano al futuro della linea del bambino, dell’adulto oppure dell’eroe sconfitto.

      I numerosi riferimenti alle leggende del passato non rappresentano, da soli, la conferma di una precisa collocazione temporale.

      Per questo motivo è preferibile considerare Breath of the Wild e Tears of the Kingdom come un percorso narrativo direttamente collegato, ma autonomo rispetto alle diramazioni classiche.

      Tutti gli Hyrule Warriors: sono canonici oppure spin-off?

      Una delle domande più frequenti riguarda Hyrule Warriors, una serie che riutilizza personaggi e ambientazioni di Zelda, trasformando però il gameplay tradizionale in un’esperienza d’azione su larga scala.

      Il primo Hyrule Warriors, pubblicato nel 2014, riunisce personaggi provenienti da diversi capitoli della saga. Link, Zelda, Impa e numerosi altri eroi affrontano interi eserciti di nemici in battaglie ispirate alla formula di Dynasty Warriors.

      Nonostante utilizzi elementi narrativi di Ocarina of Time, Twilight Princess e Skyward Sword, il primo Hyrule Warriors non appartiene alla cronologia canonica principale. È un’avventura celebrativa che permette ai giocatori di incontrare personaggi provenienti da epoche differenti.

      Chi desidera recuperarlo oggi può orientarsi verso Hyrule Warriors: Definitive Edition per Nintendo Switch, una raccolta che comprende i contenuti delle precedenti versioni e numerosi personaggi giocabili.

      Nel 2020 è arrivato Hyrule Warriors: L’era della calamità, ambientato nel periodo precedente a Breath of the Wild. Il gioco approfondisce i rapporti tra Zelda, Link e i Campioni, ma introduce un viaggio nel tempo che modifica il corso degli eventi. Per questo racconta una storia alternativa, da non confondere con una ricostruzione esatta del passato di Breath of the Wild.

      Completamente diverso è il caso di Hyrule Warriors: L’era dell’esilio, pubblicato nel novembre 2025 per Nintendo Switch 2. Il gioco racconta la Guerra dell’Esilio mostrata attraverso i ricordi di Tears of the Kingdom, approfondendo il conflitto tra Ganondorf, Rauru, Zelda e gli antichi saggi.

      Nintendo presenta questo capitolo come il racconto autentico di quegli avvenimenti. Di conseguenza, pur mantenendo il gameplay di uno spin-off musou, L’era dell’esilio costituisce un importante approfondimento narrativo canonico di Tears of the Kingdom.

      Per apprezzarne completamente la storia, il consiglio è di affrontarlo dopo aver concluso Tears of the Kingdom, evitando così di anticiparsi rivelazioni importanti.

      Gli altri spin-off di Zelda: quali meritano di essere recuperati?

      Oltre agli Hyrule Warriors, l’universo di Zelda ha ispirato altri progetti che meritano almeno una menzione.

      Uno dei più interessanti è Cadence of Hyrule: Crypt of the NecroDancer Featuring The Legend of Zelda, disponibile su Nintendo Switch. Si tratta di un’avventura ritmica che unisce l’esplorazione e i combattimenti tipici di Zelda alle meccaniche musicali di Crypt of the NecroDancer. È un esperimento originale, soprattutto per chi ama le colonne sonore della saga.

      Un altro titolo particolare è Link’s Crossbow Training, pubblicato per Wii. Utilizzando ambientazioni e personaggi ispirati a Twilight Princess, propone una serie di sfide di tiro con la balestra. È un gioco secondario, divertente per curiosità, ma non necessario per conoscere la storia di Hyrule.

      Meritano una citazione anche le avventure dedicate a Tingle, l’eccentrico personaggio comparso in diversi Zelda. Tra queste troviamo Freshly-Picked Tingle’s Rosy Rupeeland e Ripened Tingle’s Balloon Trip of Love, entrambe sviluppate per Nintendo DS. Sono esperienze molto particolari, con un’identità autonoma rispetto alla serie principale.

      Esistono infine produzioni storiche su piattaforme differenti, come i tre giochi pubblicati per Philips CD-i. Pur utilizzando i personaggi di Zelda attraverso un accordo di licenza, non appartengono alla cronologia principale e vengono ricordati soprattutto come curiosità della storia videoludica.

      Chi desidera conoscere davvero la saga può quindi considerare questi titoli come contenuti facoltativi, senza la necessità di completarli prima dei capitoli principali.

      Remake e remaster: bisogna giocare anche le versioni originali?

      Un altro aspetto fondamentale riguarda le numerose riedizioni pubblicate nel corso degli anni. Alcuni Zelda sono disponibili in versioni migliorate, con grafica aggiornata, controlli rivisti e funzionalità aggiuntive.

      Ocarina of Time ha ricevuto una versione per Nintendo 3DS nel 2011, mentre Majora’s Mask è stato riproposto sulla stessa console nel 2015. The Wind Waker e Twilight Princess hanno invece ricevuto versioni HD su Wii U.

      Anche Skyward Sword è tornato su Nintendo Switch con una remaster, mentre Link’s Awakening ha ottenuto nel 2019 un remake completo caratterizzato da una particolare direzione artistica.

      Nel 2026, anno del quarantesimo anniversario della saga, Nintendo ha inoltre annunciato un nuovo remake di Ocarina of Time per Nintendo Switch 2, previsto per il 5 novembre. Il progetto presenta un comparto grafico completamente ricostruito, dialoghi ampliati, sequenze doppiate e un sistema di controllo rinnovato.

      Per chi non ha mai affrontato l’avventura originale, questa nuova versione rappresenta un’occasione importante per recuperare uno dei capitoli più celebri della serie.

      Non è comunque necessario completare ogni versione dello stesso gioco. Un remake o una remaster non costituisce automaticamente un nuovo capitolo della cronologia: generalmente racconta la medesima avventura, pur introducendo miglioramenti e contenuti aggiuntivi.

      Come giocare tutti gli Zelda oggi su Nintendo Switch e Switch 2

      Una buona parte della saga può essere recuperata sulle console Nintendo più recenti, soprattutto grazie al catalogo Nintendo Switch Online.

      Il servizio permette di accedere a diversi classici per NES, Super Nintendo e Game Boy, compresi The Legend of Zelda, Zelda II, A Link to the Past, Link’s Awakening DX e i due capitoli Oracle.

      Con Nintendo Switch Online + Pacchetto aggiuntivo è possibile recuperare anche Ocarina of Time e Majora’s Mask nella loro versione Nintendo 64, insieme a The Minish Cap attraverso il catalogo Game Boy Advance. Su Switch 2, il catalogo GameCube permette inoltre di giocare a The Wind Waker.

      A questi si aggiungono i giochi acquistabili separatamente, come Skyward Sword HD, Link’s Awakening, Echoes of Wisdom, Breath of the Wild e Tears of the Kingdom. Questi ultimi due sono disponibili anche nelle edizioni migliorate per Nintendo Switch 2.

      Nonostante ciò, non tutta la saga è attualmente recuperabile su una sola console. Per alcuni capitoli, come Twilight Princess, A Link Between Worlds, Phantom Hourglass, Spirit Tracks e Four Swords Adventures, può essere ancora necessario ricorrere alle piattaforme Nintendo precedenti e alle rispettive edizioni fisiche.

      Prima di iniziare una maratona completa è quindi utile verificare su quali console siano disponibili i giochi che si desidera affrontare.

      Quali sono i migliori Zelda da giocare assolutamente?

      Scegliere il miglior capitolo di The Legend of Zelda è una questione profondamente personale. Ogni episodio possiede una propria identità e spesso propone un approccio diverso all’esplorazione, ai combattimenti e alla risoluzione degli enigmi.

      Ocarina of Time rimane uno dei titoli più importanti per comprendere l’intero universo narrativo. La sua struttura, il passaggio tra infanzia ed età adulta e il ruolo di Ganondorf ne fanno ancora oggi un’esperienza fondamentale.

      Majora’s Mask è invece una delle avventure più originali e mature della saga. Il suo sistema temporale e l’atmosfera malinconica lo distinguono nettamente dagli altri Zelda.

      Twilight Princess rappresenta una scelta eccellente per chi ama le atmosfere più cupe, i dungeon elaborati e le avventure tradizionali in tre dimensioni. The Wind Waker, al contrario, punta sul fascino dell’esplorazione marittima e su una direzione artistica rimasta riconoscibile anche dopo molti anni.

      Per gli appassionati dello Zelda classico con visuale dall’alto, A Link to the Past continua a essere un punto di riferimento. Anche Link’s Awakening merita grande attenzione, soprattutto per la sua storia personale e sorprendentemente emozionante.

      Skyward Sword è invece indispensabile per chi desidera conoscere le origini della leggenda e della Spada Suprema, mentre Echoes of Wisdom rappresenta un’alternativa interessante per chi vuole vivere l’avventura direttamente nei panni della principessa Zelda.

      Infine, Breath of the Wild e Tears of the Kingdom costituiscono il percorso più indicato per chi cerca libertà, esplorazione e sperimentazione. Sono giochi differenti dalla struttura tradizionale della saga, ma proprio per questo rappresentano una delle evoluzioni più significative della formula Nintendo.

      Il nostro ordine consigliato per giocare Zelda senza perdersi i capitoli fondamentali

      Seguire rigidamente la cronologia ufficiale può essere affascinante, ma non è necessariamente il metodo migliore per scoprire Zelda per la prima volta. Alcuni capitoli sono difficili da recuperare, altri richiedono una certa familiarità con le meccaniche della serie e altri ancora sono costruiti intorno al multiplayer.

      Per questo motivo, il percorso che consigliamo ai nuovi giocatori parte da Ocarina of Time, per poi esplorare le diverse diramazioni e recuperare gradualmente le origini della leggenda.

      Il nostro ordine ideale è il seguente:

      • Ocarina of Time, per conoscere l’Eroe del Tempo e l’origine delle tre linee temporali.
      • Majora’s Mask, per proseguire direttamente la storia dello stesso Link.
      • Twilight Princess, per scoprire l’eredità dell’Eroe del Tempo.
      • The Wind Waker, per esplorare il destino alternativo di Hyrule.
      • Skyward Sword HD, per tornare alle origini della Spada Suprema.
      • A Link to the Past, per conoscere la tradizione dei Zelda bidimensionali.
      • Link’s Awakening, per vivere una delle avventure più particolari della serie.
      • The Minish Cap, per approfondire la storia della Spada Quadruplice.
      • Echoes of Wisdom, per conoscere un approccio differente alla formula classica.
      • Breath of the Wild, per entrare nell’era moderna di Hyrule.
      • Tears of the Kingdom, per proseguire l’avventura dello stesso Link.
      • Hyrule Warriors: L’era dell’esilio, per approfondire la Guerra dell’Esilio.

        Questo percorso non coincide con la cronologia narrativa: è una selezione editoriale pensata per apprezzare i collegamenti più significativi e i diversi stili di gioco.

        Chi desidera invece completare ogni singolo capitolo principale potrà successivamente recuperare i giochi mancanti, seguendo le tre linee temporali descritte nella guida. Nessuno dei titoli esclusi dalla selezione è da considerare privo di valore: semplicemente, alcuni risultano meno immediati per chi si avvicina oggi alla saga.

        Non soltanto una cronologia: perché vale la pena conoscere tutta la saga

        Dopo quarant’anni, The Legend of Zelda continua a occupare una posizione speciale nell’industria videoludica. Il suo successo non dipende soltanto dai personaggi iconici o dalle ambientazioni riconoscibili, ma dalla capacità di reinventare continuamente l’avventura.

        Ogni generazione ha conosciuto uno Zelda differente. Per alcuni il primo incontro con Link è avvenuto davanti a un televisore a tubo catodico, esplorando l’Hyrule del NES. Per altri è arrivato con Ocarina of Time e la scoperta di un mondo tridimensionale. Per molti giocatori più giovani, invece, Zelda significa soprattutto attraversare liberamente le immense distese di Breath of the Wild e Tears of the Kingdom.

        La bellezza della saga risiede proprio in questa varietà. Non è necessario conoscere ogni dettaglio della cronologia per apprezzare un’avventura, ma comprendere i legami tra i diversi capitoli permette di osservare Hyrule da una prospettiva completamente nuova.

        Il nostro consiglio è di non trasformare Zelda in una semplice lista di giochi da completare. Vale la pena esplorare ogni capitolo con calma, scoprire i suoi segreti e lasciarsi sorprendere dalle storie dei personaggi.

        Perché, al di là delle linee temporali, dei remake e degli spin-off, ogni viaggio attraverso Hyrule conserva qualcosa di speciale: quella sensazione di meraviglia che accompagna Link da quarant’anni.

        E ora vogliamo sapere la vostra: qual è stato il primo The Legend of Zelda che avete giocato? E quale capitolo considerate ancora oggi il migliore dell’intera saga?

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