Age of Empires IV Recensione (PC): Un ritorno alle origini per splendere di nuovo

Age of Empires IV arriva dopo il terzo capitolo, ma sembra in realtà incarnare piuttosto lo spirito del secondo, abbellito da una veste grafica nettamente migliorata e con qualche novità anche nel gameplay. Abbiamo iniziato subito con un pro, e tanti altri ne seguiranno, vi avvertiamo, perché Age of Empires IV è un titolo che ci ha convinto quasi in pieno. Ecco a voi la nostra recensione.

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Partendo da quello che salta subito all’occhio, il comparto tecnico di questo nuovo capitolo, affidato a Relic Entertainment, è decisamente convincente.

Visivamente Age of Empires IV è bello, ma alcuni dettagli sono stati sacrificati in nome della chiarezza, come è giusto che sia. La schermata rimane dunque sempre pulita, anche se notevolmente più colorata e dettagliata rispetto ai capitoli precedenti del franchise.

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Le ambientazioni, e quindi le mappe, sono varie e ben caratterizzate, così come gli edifici che andremo a costruire durante le nostre partite. Abbiamo riscontrato anche una buona caratterizzazione e diversificazione visiva degli edifici e dei mezzi da guerra delle varie civiltà, anche se le truppe sono in realtà molto simili fra loro. Sarebbe stato auspicabile riuscire a riconoscere la civiltà nel singolo soldato.

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Il sonoro è sempre stato un elemento iconico della serie, e questo quarto capitolo non si smentisce. Anzi, alza ancora di più l’asticella: le unità presenti sulla mappa, infatti, non solo parlano nella lingua della civiltà che abbiamo scelto, ma addirittura (almeno in inglese e francese) la lingua cambia attraverso le varie epoche.

È stato dunque svolto un lavoro di ricerca per caratterizzare l’evoluzione linguistica delle varie civiltà, il che, manco a dirlo, è un gran pregio, che testimonia la grande passione da parte del team dietro al progetto. Il sonoro funziona alla grande anche nelle situazioni di e di guerra aperta, riuscendo a creare un’atmosfera davvero intensa.

Nella modalità campagna saremo anche accompagnati da una voce narrante, molto piacevole da ascoltare. Pure la scrittura delle parti narrate è decisamente buona, a punto tale che vi sembrerà di stare giocando con un documentario della BBC.

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Sebbene il gameplay introduca delle novità, in essenza rimane molto legato a quello di Age of Empires II, con tutti i suoi pregi e qualche difetto in meno.

Tra le modalità, la Campagna è sicuramente quella che ha subito più cambiamenti e che maggiormente si fa notare per l’estrema cura dei contenuti che la compongono. Qui dovremo affrontare diverse situazioni specifiche della storia di quattro civiltà (Inglesi, Francesi, Russi e Mongoli) che, in buona sostanza, si configurano come delle simulazioni storiche narrative ed informative.

Il gameplay in questa modalità è parecchio guidato, e punta ad approfondire gli eventi storici narrati. Non si tratta chiaramente di un film interattivo, ma quasi di un documentario giocabile, davvero molto interessante dal punto di vista educativo. La presenza di un narratore esterno però non facilita però il coinvolgimento: il taglio documentaristico della campagna finisce dunque per avere un effetto distanziante nei confronti del giocatore.

Ma d’altro canto, come detto, l’obiettivo di Relic con le campagne è anche educativo e informativo. I momenti di gameplay, infatti, sono intervallati da documentari veri e propri, non realizzati in CGI, ma proprio girati e montati come fossero dei servizi televisivi. A ogni modo, la campagna di Age of Empires IV è davvero ben strutturata, e ve la consigliamo senza alcuna remora.

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Una seconda modalità è Arte della Guerra. Si tratta sostanzialmente di una serie di tutorial giocabili, che ci consentiranno di prendere mano e approfondire le varie dinamiche di gameplay con ogni civiltà. L’abbiamo trovata molto utile, ed è sicuramente un modo coinvolgente per proporre un tutorial.

Veniamo poi alla modalità classica di Age of Empires, la Schermaglia, che ci consentirà di giocare una partita contro l’IA completamente personalizzabile. Potremo giocare un duello in una mappa ristretta, o una partita tre contro tre, avendo civiltà controllate dell’intelligenza artificiale sia come alleate che come nemiche.

Age of Empires IV non è sicuramente un titolo innovativo, ma al contrario si avvale di tutto ciò che aveva funzionato e, nella scena competitiva, sta ancora funzionando su Age Of Empires II. Punta insomma a riproporre, seppur migliorandole notevolmente, le meccaniche essenziali del suo illustre predecessore, impreziosendo il gioco con qualche aggiunta che rende il gameplay indubbiamente più vario e complesso.

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La partita inizia con il centro città e un manipolo di abitanti da gestire. Alcuni raccoglieranno bacche, macelleranno o coltiveranno campi, producendo cibo; altri invece accumuleranno legname, indispensabile per costruire nuovi edifici; altri ancora, piccone in mano, estrarranno oro, fondamentale per avanzare d’epoca, o pietra.

Non c’è una gran varietà di risorse da accumulare insomma, ma siamo certi che questo non calcare la mano sull’aspetto gestionale sia una caratteristica estremamente positiva, che lascia spazio alla componente più apertamente strategica del gioco.

Una volta che avremo racimolato abbastanza materiali avremo la possibilità di avanzare all’epoca successiva. Per farlo dovremo però costruire un luogo storico, scegliendo fra i due che ci vengono proposti. La scelta del luogo storico da costruire dà al giocatore un’ulteriore opportunità di personalizzazione sull’evoluzione della propria civiltà, anche se avremmo preferito che l’impatto delle nostre scelte fosse più evidente. Infatti, sebbene ogni luogo abbia delle caratteristiche uniche, la loro effettiva influenza nelle partite non si fa sentire più di tanto.

In Age of Empires IV ci sono quattro epoche disponibili: l’alto medioevo, l’età feudale, l’età dei castelli e quella imperiale, e ognuna di queste ci consentirà di accedere a nuovi edifici, nuove unità e potenziamenti.

Per vincere la partita ci sono quattro possibilità: potremo scegliere di distruggere tutti gli edifici e le unità avversarie; conquistare i luoghi sacri presenti sulla mappa; abbattere i luoghi storici del nemico oppure potremo aggiudicarci la vittoria costruendo la nostra meraviglia e distruggendo quella nemica.

Nella schermata di creazione della partita potremo decidere quali condizioni di vittoria attivare, ma anche la grandezza e la tipologia della mappa, il numero di giocatori e la loro disposizione in campo: insomma, sarà completamente personalizzabile.

E ora veniamo alle novità più sostanziali del gioco, che si fanno sentire in special modo nella maggior differenziazione delle varie civiltà giocabili, che saranno otto: gli Inglesi, i Francesi, il Sacro Romano Impero, il Granducato di Mosca, la Dinastia Abbaside, Il Sultanato di Dehli, i Cinesi e i Mongoli.

Ogni popolazione avrà infatti bonus e malus relativi all’utilizzo e alla raccolta delle risorse, all’economia e via dicendo. Gli indiani, per esempio, hanno accesso agli elefanti, che sono degli strumenti d’ incredibilmente potenti e difficili da contrastare. I mongoli invece possono spostare l’accampamento per la mappa, rendendosi molto difficili da individuare e potenzialmente pericolosi per i nemici, dato che diventa più difficile stabilire con certezza da quale parte potrebbero arrivare i loro attacchi. Queste sono le due caratteristiche più impattanti, ma anche il resto dei bonus e malus riescono a dar vita a stili di gioco molto specifici.

Sarà possibile difendersi presidiando le nostre mura con arcieri e balestrieri, che potranno attaccare i nemici dall’alto e da una zona sicura. Inoltre è stata introdotta la possibilità di nascondersi e mimetizzarsi nei boschi per tendere delle imboscate agli esploratori nemici. In più, i nostri soldati di terra potranno, una volta sbloccato il relativo potenziamento, creare arieti e altri strumenti d’assedio, molto utili per sfondare le mura nemiche. Insomma, il gameplay è molto soddisfacente e profondo, e crediamo che si presterà bene anche alla modalità multiplayer.

L’unica vera criticità del gioco, a nostro avviso, può essere identificata nella mancanza di rinnovamento nel gameplay. Intendiamoci: in Age of Empires IV funziona tutto, e funziona tutto bene. Per, dal re degli RTS forse era lecito aspettarsi una seconda rivoluzione, un gameplay innovativo, che ridefinisse lo standard del genere per una seconda volta. E invece ci troviamo davanti ad un perfezionamento e un’espansione del già ottimo sistema strategico di Age of Empires II.

La modalità multiplayer, chiaramente, sarà valutabile solo sul lungo periodo.

Non è facile immaginare come le caratteristiche uniche delle varie popolazioni possano influire sulle partite, ma di sicuro ci sarà bisogno di un buon bilanciamento, di modo che ogni civiltà riesca a mantenere il suo gameplay caratteristico senza essere un pick più conveniente e impattante degli altre.

Per quanto riguarda il competitivo, le partite classificate non saranno disponibili al lancio, il che forse è un bene, in quanto avremo più tempo a disposizione per imparare meglio le basi del gioco.

Age of Empires IV è figlio del secondo capitolo della serie, e questo è chiaro fin da subito. I difetti del re degli però RTS sono stati limati, la grafica è stata migliorata, e sono state aggiunte delle chicche che rendono il gameplay più complesso e profondo.

D’altra parte, il legame con Age of Empires II è probabilmente un po’ eccessivo, e il timore del nuovo, dopo il fallimento di Age of Empires III, ha forse influenzato un po’ troppo Relic nello sviluppo di Age of Empires IV, che rimane comunque un prodotto eccellente, che ci sentiamo di consigliare tanto agli appassionati della serie, che ad eventuali nuovi giocatori.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8.5
age-of-empires-iv-recensione-pc Age of Empires IV arriva dopo il terzo capitolo, ma sembra in realtà incarnare piuttosto lo spirito del secondo, abbellito da una veste grafica nettamente migliorata e con qualche novità anche nel gameplay. Abbiamo iniziato subito con un pro, e tanti altri ne seguiranno,...