Quando si parla di Battlefield, il pensiero vola automaticamente verso mezzi corazzati che avanzano, enormi grattacieli contro cui farsi scudo ed equipaggiamento veloce e letale con cui sforacchiare anche i nemici più elusivi.

Chi l’avrebbe mai detto che, a così tanti anni dalla sua nascita, saremmo arrivati a desiderare maestosi purosangue da cavalcare e battaglie fatte di sciabole e altri pezzi d’antiquariato? Battlefield 1, fin dal suo primissimo annuncio, è stato chiaro: ambiva a essere una rivoluzione, un nuovo punto di inizio, un esperimento che avrebbe conservato il cuore pulsante dell’opera ma nulla – o quasi – della scocca che lo avvolgeva. La nuova iterazione della saga, ambientata in una Prima Guerra Mondiale tutt’altro che familiare, conserva il suo retrogusto classico ma lo mescola a meccaniche totalmente rinnovate, maggiormente tecniche e – per molti versi – persino più ragionate.

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Chi non muore, più o meno, si rivede

Partiamo da un presupposto: le regole non sono affatto cambiate. La Beta ci metterà nei panni, alternatamente, di ottomani e inglese in modalità che i fan più vecchi non faticheranno assolutamente a riconoscere. C’è Rush, dove una squadra dovrà distruggere particolari punti sensibili e guadagnare sempre più metri di territorio nemico, e Conquest, dove vincerà il team che riuscirà a proteggere per più tempo le zone contrassegnate. Bene o male le dinamiche sono le medesime, ma per quanto riguarda la messa in pratica? Tutto un altro paio di maniche. È vero che, bene o male, si finisce ad attuare le stesse tattiche di sempre. Si ruba un veicolo, si capitombola nella base nemica, ci si acquatta dietro gli angoli più imprevedibili, si fa saltare qualche testa dalla lunga distanza e si copre gli sventurati in prima linea, ma la scarsa efficienza dei nuovi mezzi a nostra disposizione ci costringerà a rivedere ogni piano dalle basi.

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Qual è la strada per vincere?

Si torna alla lavagna, quindi, e ci si domanda: in Battlefield 1, qual è la strada per vincere? Fidatevi, la risposta non è mai stata meno scontata di così. Sempre presente una suddivisione in classi ma il tutto risulta incredibilmente equilibrato, ancora più che in passato, con cecchini, assaltatori e medici che si completano a vicenda e che mai ci hanno dato sensazione di eccessivo sbilanciamento. Gli enormi tempi di attesa tra un colpo e l’altro e le sporadiche tempeste di sabbia che spazzolano la zona, ad esempio, sono enormi bastoni tra le ruote di chi preferisce guerreggiare da posizioni defilate. Gli odiatissimi “camper” avranno vita difficile ora che i loro colpi risultano meno letali, senza considerare come i loro mirini riflettano il sole e che permettono agli avversari di rintracciarli più facilmente. Va sottolineato come, ovviamente, la mappa desertica non possa essere presa come unico esempio di ciò che poi effettivamente troveremo nel gioco completo. Come è anche ovvio che sia, l’arida zona circostante fornisce davvero pochi ripari ed è quindi normale che chi cerca di tenere un basso profilo possa trovare difficoltà a restare inosservato.

il tutto risulta incredibilmente equilibrato, ancora più che in passato, con cecchini, assaltatori e medici che si completano a vicenda e che mai ci hanno dato sensazione di eccessivo sbilanciamento.

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Aria, sole, terra e mare

Davvero interessante come, al netto dei cambiamenti, persino i mezzi di trasporto equini siano risultati così ben integrati. Se a una prima occhiata, infatti, il pensiero di lanciarsi in campo a bordo di un banalissimo cavallo puzzava di suicidio lontano un miglio, pad alla mano abbiamo dovuto per forza di cose ricrederci. Il tutto, sicuramente, è ancora una volta riconducibile alla differente efficienza balistica di cui vi abbiamo già parlato; una volta in sella al nostro destriero potremo scattare, accucciarci e persino ingaggiare scontri all’arma bianca con un vicino malcapitato. Dagli occhi di chi proverà ad abbatterci dei bersagli fastidiosamente sfuggenti, soprattutto dalla lunga e media distanza, tant’è vero che viaggiare in questa maniera si tradurrà ben presto in una necessità, più che una scelta. A parte gli autocarri corazzati (ma goffi) in cui più giocatori potranno dividersi i ruoli alla varie torrette, prova superata anche per gli aeroplani, agili e tecnici al punto giusto; forse l’introduzione più divertente e appagante dell’intero Battlefield 1, una volta padroneggiata.

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Chi va piano…

La sensazione che si prova quando si scruta da lontano il campo di battaglia, con tutte quelle esplosioni, quegli aerei che sciamano nel cielo, i rumori riconoscibili anche se distanti, è assolutamente unica. Ancora una volta, Dice si è riconfermata campionessa incontrastata nella creazione di guerre che, seppur digitali, sembrano quasi profumare di vera polvere e acciaio. Ancora una volta, però, il monito è il medesimo: se siete fan delle partite multiplayer rapide e forsennate, lasciate perdere. In Battlefield 1, come sempre e forse anche più, la parola d’ordine è “pazienza”. La conformazione lineare delle mappe non prevede uccisioni di fortuna, casuali assalti alle spalle e così via. Non si inserisce il gettone per passare due minuti spensierati, come in molti suoi concorrenti; procedete a testa bassa e diverrete concime per le piante prima ancora che ve ne possiate accorgere. E quando ciò accade dopo lunghe ed estenuanti traversate, poi, è anche ovvio ritrovarsi frustrati e inveire contro un sistema che premia la cautela più di ogni altra cosa. Insomma, Battlefield non è mai stato il concorrente del classico Call of Duty – forse, più una sua alternativa – e questo nuovo capitolo non fa di certo eccezione.

se siete fan delle partite multiplayer rapide e forsennate, lasciate perdere.

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Chi non gioca in compagnia, o è un cecchino o una spia

Il gioco di squadra, in Battlefield 1, è tutto. Proseguite da soli e finirete per farvi soggiogare dalla superiorità numerica avversaria, coordinatevi con un buon team – soprattutto a bordo dei vari mezzi – e potrete già dire di essere a metà dell’opera. Immaginatevi poi con tanti amici a popolare i Behemoth, i nuovi e mastodontici veicoli capaci magicamente di cambiare le carte in tavola di ogni match. Qui, nel deserto, c’è uno spaventoso treno corazzato. Buona parte della squadra può salire contemporaneamente a bordo ed elargire morte e distruzione come se non ci fosse un domani, da una posizione di vantaggio che definire invidiabile sarebbe un eufemismo. Dice ha promesso che questi fantomatici Behemoth – letteralmente, “giganti” – compariranno in versioni uniche in buona parte delle mappe. Non solo treni e rotaie, quindi, ma anche maestosi dirigibili e temibili navi da guerra. Inutile dire che non vediamo l’ora di scoprirlo.

Proseguite da soli e finirete per farvi soggiogare dalla superiorità numerica avversaria, coordinatevi con un buon team – soprattutto a bordo dei vari mezzi – e potrete già dire di essere a metà dell’opera.

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Bello, bello, bello.

Tecnicamente parlando, la prova è superata a pieni voti. Parliamo forse di uno dei comparti grafico/artistici più imponenti degli ultimi anni e, eccezion fatta per qualche passo falso in partenza, anche i server si sono comportati altrettanto bene. Nessun accenno di lag, nessuna avvisaglia di disconnessione o problema di sorta. L’audio è fantastico, gli effetti speciali anche: Electronic Arts avrà anche avvertito che il prodotto è ancora “incompleto e in fase di rifinitura” ma, sinceramente, non sappiamo davvero cos’altro possa esserci da aggiustare. Quando si è accucciati, vero, si finisce per incastrarsi troppo spesso negli spigoli circostanti. Ecco, quello effettivamente andrebbe rivisto un po’.

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Conclusioni

Battlefield 1 arriverà sugli scaffali tra poco più di un mesetto e non potremmo essere più trepidanti di così. La prova con mano ha restituito un feeling massiccio, realistico e tattico al punto giusto, mentre la grandissima mole di novità promette il ritorno in gran rispolvero di una saga profondamente cambiata, ma ancora abbracciata dal suo inconfondibile tocco personale. I nuovi di mezzi di trasporto si amalgamano bene con le regole classiche della serie, così come abbiamo adorato la “macchinosità” delle armi del primo ‘900. Siamo soddisfatti del bilanciamento, siamo soddisfatti della profondità tecnica e tattica e, dulcis in fundo, siamo soddisfatti di come il tutto appare su schermo. Non sappiamo se ogni fan della saga sarà pronto ad accettare tutti questi cambiamenti a cuor leggero ma, per quanto riguarda noi, Battlefield 1 supera la prova con pochissime riserve. Rimandiamo ovviamente un giudizio più completo a quando avremo il titolo definitivo tra le mani.

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https://www.youtube.com/watch?v=ymwXbF1VTKU