Content Creator: da oggi, è una professione a tutti gli effetti. Arriva l’approvazione dal senato

Content Creator da oggi è un lavoro approvato emendamento in senato WMF

I Content Creator sono ormai da anni una realtà consolidata nella società odierna, in particolare l’internet. Navigando nella rete è impossibile non imbattersi in un creatore di contenuti digitali, sia esso ironico come Khabi Lame, divulgativo come BarbascuraX e Breaking Italy, oppure di puro intrattenimento come un qualsiasi di videogiochi. A partire dal 4 agosto, il senato ha approvato il riconoscimento della figura di Content Creator in ambito professionale, rendendola a tutti gli effetti un vero e proprio lavoro.

Il senato ha infatti approvato un emendamento che riconosce il Creatore di Contenuti Digitali come una professione legittima, creando anche una nuova categoria professionale che negli ultimi anni ha acquisito sempre più rilevanza nell’economia digitale. Una figura, inoltre, che ha acquisito diversi ruoli come già evidenziato a inizio articolo. Tutto ciò è merito anche del WMF – Festival per l’innovazione Digitale. È stato infatti il Web Marketing Festival ad esporre in sede parlamentare il team della Creator Economy.

Era il 10 giugno 2021 quando, con un’audizione alla camera tenuta da Cosmano Lombardo, ideatore del WMF e CEO di Search On Media Group, quest’ultimo esponeva un’indagine conosciutiva sui “lavoratori che svolgono attività di creazione di contenuti digitali”. Tutto ciò aveva come obiettivo la tutela e la disciplina di questi creatori digitiali. Ai tavoli di lavoro sono stati coinvolti diversi Content Creator quali DuFer, Giorgio Taverniti, Andrea Panciroli, Andrea Ciraolo, Breaking Italy, Casa Surace, I Sansoni, Gli Autogol e I Soldi Spicci.

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ART. 28. Al comma 1, dopo la lettera l), aggiungere le seguenti:

  • l-bis) individuazione di specifiche categorie di controlli per i creatori di contenuti digitali, tenendo conto dell’attività economica svolta;
  • l-ter) previsione di meccanismi di risoluzione alternativa delle controversie tra creatori di contenuti digitali e relative piattaforme.

Il settore digital & tech può festeggiare il primo, importante passo verso il riconoscimento giuridico e fiscale di una delle nuove figure professionali che lo caratterizzano, spiega Cosmano Lombardo sul sito del WMF, evidenziando inoltre come in Italia ci sia la necessità di sbloccare e innovare il mercato del lavoro. L’Italia, afferma Lombardo, presenta ancora costi di lavoro eccessivi e meccanismi burocratici obsoleti, e il startup, così come il reparto digital tech italiano, necessita di un punto di svolta in questo paese, creando anche nuovi posti di lavoro e soprattutto non sfigurare a livello internazionale.

“Affinché ciò accada, è necessario abbattere i costi del lavoro, costituire un Contratto Nazionale per i lavoratori di imprese digital-tech e startup, creare codici ATECO per tutte le nuove professionalità emerse negli ultimi due decenni e abbattere il sistema contrattuale a livelli adeguandolo ai meccanismi attuali”, conclude Lombardo.

Prosegue, invece, il percorso per il riconoscimento dell’intero settore eSport e delle Sale LAN.

Fonte: WMF