[E3 2016] The Last Guardian – Hands On

Ci sono volute praticamente intere generazioni ma finalmente The Last Guardian ha una data di uscita: 25 ottobre 2016. 
La creazione di Fumito Ueda sembra aver preso definitivamente forma ed essere arrivata al suo stadio finale, pronta per essere pubblicata il prossimo autunno come esclusiva PS4.
Qui ad E3 abbiamo avuto l’occasione di mettere le mani su una demo dedicata all’inizio del gioco, durante il quale il nostro piccolo protagonista (che ricorda molto quello di ICO, altra creazione di Ueda) incontra per la prima volta Trico, la creatura in parte uccello e in parte gatto che dovrebbe rappresentare l’ultimo guardiano al quale si riferisce il titolo del gioco.

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Senza sapere come (né quando) ci risvegliamo a pochi passi da Trico, con il corpo ricoperto di tatuaggi incomprensibili. Siamo all’interno di un’enorme caverna, apparentemente senza via d’uscita, dove la nostra attenzione è attirata solo da Trico e dalla catena che lo lega a terra.
 Una voce adulta fuori campo ci spiega i pochi dettagli di cui siamo a conoscenza e lascia intendere che si tratti proprio del protagonista che sta raccontando l’inizio della sua storia con la simpatica e strana bestia “mangia-uomini”, come viene chiamata. Trico sembra ostile in un primo momento ma se ne capisce presto il motivo: due lance conficcate su una zampa e sulla spalla gli provocano un gran dolore impedendogli di alzarsi.

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Ci lanciamo così nel tentativo di guadagnare la sua fiducia procurandogli del cibo, per poi estrarre le lance mentre si distrae a mangiare. 

In poco tempo siamo già riusciti a liberarlo e il nostro nuovo amico non esita a farci intendere la sua gratitudine, dimostrandosi amichevole, seguendoci e permettendoci di “scalarlo” per raggiungere alcuni punti alti della caverna, che nel frattempo si è rivelata essere un antico tempio.
Da qui in poi ogni azione ci ricorda sempre di più ICO, primo capolavoro del giovane Fumito, con delle sessioni platform nelle quali risolvere semplici enigmi per proseguire, con in più un tocco emozionale relativo al rapporto con Trico, come ad esempio il doverlo convincere con il cibo a gettarsi in un lago, mentre scuote la testa perché non vorrebbe bagnarsi.

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Durante la demo abbiamo anche recuperato uno specchio con delle incisioni che possono essere proiettate come raggio di luce, ma Trico ne è davvero spaventato e reagisce lanciando una scarica elettrica dalla coda verso il raggio proiettato sul muro: al momento questo ci permette di abbattere ostacoli e pareti per poter proseguire o per rivelare altri enigmi ma non sappiamo quali altri utilizzi rivelerà nella versione finale del gioco.
Proseguendo nella demo nuotiamo, ci infiliamo in cunicoli, saltiamo e ci arrampichiamo su Trico per trovare un’uscita e finalmente raggiungiamo l’esterno insieme al nostro compagno per scoprire che ci troviamo alla base di un enorme tempio mai visto prima. La voce narrante conclude così il primo “capitolo” e ci preannuncia che quello sarebbe stato l’inizio di una grande avventura.

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Graficamente è quasi obbligatorio accostare The Last Guardian a ICO; sembra quasi che Fumito Ueda abbia ripreso la sua prima storia e l’abbia rielaborata sotto un nuovo filo narrativo grazie anche alla maggiore potenza di PlayStation 4. Lo stile degli enigmi, le animazioni, il character e il level design, le ambientazioni e la direzione artistica sono praticamente identici, con l’aggiunta di Trico come “companion” per risolvere alcuni enigmi e dare un’altra spinta alla storia. Considerato il background di Ueda e del team ICO le aspettative si mantengono altissime, ma questa eccessiva somiglianza ci ha creato non pochi dubbi, per quanto il paragone sia con un capolavoro indiscusso. Se a questo si aggiunge una gestione della telecamera a tratti confusa e i controlli macchinosi già visti appunto in ICO ci viene da pensare che The Last Guardian potrebbe ancora una volta confermare la grandezza artistica e poetica del team di Ueda come elitaria e di nicchia, proprio come fu di ICO prima e di Shadow of the Colossus poi.
Gli sviluppatori hanno ancora tempo fino a ottobre per migliorare gli ultimi aspetti e noi ci aspettiamo che a livello narrativo il risultato sarà magistrale, solo ci auguriamo di aver atteso così tanto per godere infine di un titolo fresco e originale e non di un reboot mascherato di ICO.

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