God Eater 2: Rage Burst – La Recensione

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Tre anni dopo gli eventi del capostipite, della pioggia rossa si abbatte sull’Estremo Oriente.

Questa pandemia, conosciuta come “Piaga Nera”, spinge la forza speciale Blood a intervenire. Il pianeta Terra, ormai, non esiste più. Il vento spazzola lande ormai desolate, sullo sfondo si stagliano grattacieli pendenti e abbandonati all’inesorabile scorrere del tempo, i colori sono spenti, il grigio la fa da padrone. La popolazione – o, almeno, quelle poche persone che sono sopravvissute – si è rinchiusa in sporadici insediamenti nella speranza di continuare una vita tranquilla. La colpa di tutto ciò, per una volta, non è imputabile al menefreghismo umano o al suo egoistico desiderio di prevalere sul più debole. Niente bomba atomica o crack bancario, ma una semplice – se così possiamo definirla – invasione ultraterrena. Gli Aragami si sono pian piano insinuati sotto la crosta del pianeta e si sono evoluti fino a diventarne la razza predominante, una vera e propria mente alveare che si muove e agisce nel solo scopo di governare incontrastata. Qui entrano in gioco i God Eater.

l vento spazzola lande ormai desolate, sullo sfondo si stagliano grattacieli pendenti e abbandonati all’inesorabile scorrere del tempo, i colori sono spenti, il grigio la fa da padrone.

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto
7
god-eater-2-rage-burst-recensione<b>PRO:</b> <br> Tante attività con cui tenersi occupati <br> Buona personalizzazione dell'equipaggiamento <br> Immediato e aperto a tutti <br> <b>CONTRO:</b> <br> Graficamente arretrato <br> Una ovvia ripetitività di fondo <br> Trama sorvolabile