God of War Ragnarok: Santa Monica Studio, “la passione non deve sfociare in tossicità”

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Santa Monica Studio, attualmente impegnata su God of War Ragnarok, ha pubblicato un comunicato ufficiale su una faccenda che, purtroppo, non è stata delle più edificanti. Negli ultimi giorni alcuni videogiocatori hanno dimostrato una certa tossicità nei confronti di Santa Monica, e non solo.

In settimana, infatti, alcuni giocatori impazienti di sapere novità su Ragnarok hanno avuto la ‘brillante‘ idea di inviare foto delle proprie ‘grazie’ a Estelle Tignani, cinematographic director del gioco. Chiaramente, Santa Monica non ha potuto esimersi dal pubblicare un comunicato ufficiale che prendesse innanzitutto le difese degli che, per qualche motivo, si sono trovati la chat invasa da membri maschili.

In secondo luogo, ma non per importanza, il comunicato serve per ricordare a determinati giocatori che se c’è una cosa che non va assolutamente violata è il rispetto per il prossimo. Il team comprende benissimo la voglia da parte di alcuni giocatori di voler giocare Ragnarok ma questo non giustifica i comportamenti tossici visti gli scorsi giorni.

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“Ogni singola persona qui, in Santa Monica Studio, sta lavorando per creare un gioco di cui essere orgogliosi, un gioco che speriamo vi sappia intrattenere una volta che sarà pubblicato. I nostri fan sono fonte di ispirazione, e comprendialmo la passione e il desiderio di avere maggiori informazioni”; scrive Santa Monica Studio.

“Ma la passione non deve sfociare in tossicità né umiliare la dignità di qualsiasi essere umano. Celebriamo la nostra community trattando ogni giocatore e sviluppatore con rispetto”, conclude il team. Un comunicato forte ma evidentemente necessario per ricordare ad alcuni giocatori che, dietro i loro giochi del cuore, ci sono gli sforzi e i sacrifici di centinaia di sviluppatori. Persone che danno il loro meglio per confezionare un prodotto soddisfacente.

Una banalità, oseremmo dire, ma a quanto pare non lo è per tutti. Il comunicato di Santa Monica , per quanto mirato a difendere il proprio team, rappresenta indirettamente anche una presa di posizione contro casi analoghi. E di vicende simili ce ne sono state davvero troppe negli ultimi anni. Un esempio tra tutti potrebbe essere The Last of Us parte 2 di Naughty Dog.

Il più recente, invece, coinvolge Ron Gilbert, autore di Monkey Island e di Return to Monkey Island. Gilbert ha ricevuto diversi insulti da parte dei giocatori a causa dello stile grafico del gioco. Il grado di tossicità da parte dell’utenza ha raggiunto picchi tali da spingere Gilbert a chiudere il proprio profilo social. Cory Barlog, Creative Director di Santa Monica, ha preso le difese dell’autore.

Fonte: Santa Monica Studio