
FromSoftware ci ha abituati a mondi nei quali fidarsi di qualcuno raramente rappresenta una buona idea. The Duskbloods, però, sembra intenzionato a portare questo concetto a un livello completamente nuovo: nel prossimo titolo multiplayer di Hidetaka Miyazaki sarà possibile instaurare una particolare relazione con un altro giocatore, inginocchiarsi davanti a lui, offrirgli dei fiori e combattere insieme. Una sorta di matrimonio nel bel mezzo dell’apocalisse. Peccato che quella stessa persona possa successivamente tornare a essere un avversario da eliminare. Se cercavate una storia d’amore firmata FromSoftware, probabilmente non poteva essere molto diversa da questa.
La meccanica è reale e ruota attorno al Sigil of Love Ephemeral, uno dei Sigilli presenti nel sistema multiplayer di The Duskbloods. A parlarne adesso è stato direttamente Miyazaki, che ha spiegato anche la filosofia dietro questa insolita relazione tra giocatori: non vuole costruire una romance tradizionale, ma rappresentare qualcosa di molto più fragile. Un amore transitorio ed effimero, destinato potenzialmente a esistere soltanto per la durata di un incontro.
Inginocchiarsi, offrire dei fiori e sperare che l’altro non ci ammazzi
Il sistema dei Sigilli è uno degli elementi attraverso i quali FromSoftware vuole rendere imprevedibili le partite di The Duskbloods. Il gioco è strutturato attorno a scontri PvPvE fino a otto partecipanti, chiamati Bloodsworn, ma il rapporto tra i giocatori non sarà necessariamente quello di semplici alleati o nemici permanenti.
Determinati Sigilli introducono infatti condizioni e rapporti particolari all’interno della partita. Con Love Ephemeral, due Bloodsworn possono stringere una relazione temporanea e provare ad arrivare insieme alle fasi più avanzate dello scontro.
Ed è il modo in cui questa alleanza viene rappresentata a rendere tutto ancora più curioso.
Un giocatore può inginocchiarsi davanti all’altro e offrirgli dei fiori, mettendo sostanzialmente nelle sue mani la decisione. L’altro può accettare e dare vita all’alleanza oppure reagire in maniera decisamente meno romantica.
Perché siamo pur sempre dentro un gioco di FromSoftware.
E abbassare la guardia davanti a uno sconosciuto non è mai stata esattamente una strategia priva di rischi.
Miyazaki non vuole una Baldur’s Gate 3: «È un amore effimero»
Parlando della meccanica, Hidetaka Miyazaki ha però chiarito un aspetto fondamentale: non dobbiamo interpretare The Duskbloods come l’improvvisa trasformazione di FromSoftware in uno studio specializzato in simulatori sentimentali.
Non ci troviamo davanti al classico sistema di romance composto da dialoghi, appuntamenti, livelli di affinità e relazioni permanenti.
Miyazaki guarda a qualcosa di molto più vicino alla filosofia che attraversa da sempre le sue opere.
Il director descrive questo legame come un amore transitorio, effimero, qualcosa che nasce in condizioni estremamente particolari e che può sparire altrettanto rapidamente. Due persone si incontrano in un mondo ostile, scelgono di fidarsi l’una dell’altra e percorrono insieme un tratto del viaggio senza avere alcuna garanzia su ciò che accadrà dopo.
Ed è proprio la temporaneità a rendere quel rapporto interessante.
Il tuo “amore” potrebbe diventare il tuo prossimo nemico
Qui emerge probabilmente la parte più affascinante dell’intero sistema.
Le relazioni create durante una partita di The Duskbloods non cancellano la natura competitiva del gioco. Gli interessi dei giocatori possono cambiare, gli obiettivi possono entrare in conflitto e qualcuno che pochi minuti prima combatteva al nostro fianco potrebbe successivamente trovarsi dalla parte opposta.
Immaginate quindi una partita nella quale incontriamo un altro Bloodsworn. Ci inginocchiamo. Gli offriamo dei fiori. Accetta. Attraversiamo insieme una parte dello scenario, affrontiamo nemici e magari riusciamo persino a salvarci reciprocamente.
Poi qualcosa cambia.
E improvvisamente dobbiamo decidere chi dei due arriverà alla fine.
Una storia d’amore FromSoftware, insomma.
Probabilmente mancava soltanto un boss gigantesco sullo sfondo mentre la relazione va definitivamente in pezzi.
Tutto nasce da un’idea che Miyazaki esplora da anni
La cosa interessante è che, secondo Miyazaki, questo concetto non nasce realmente con The Duskbloods.
Il director lo collega direttamente ad alcune delle relazioni costruite nei suoi giochi precedenti e cita persino le maidens di Elden Ring. Il punto non è necessariamente l’amore romantico, ma quel particolare rapporto di fiducia che nasce tra due individui all’interno di un mondo nel quale quasi tutto rappresenta una minaccia.
È una caratteristica che possiamo riconoscere persino nella struttura multiplayer dei vecchi Souls.
Un giocatore sconosciuto compare nel nostro mondo, ci aiuta contro un boss che magari ci tormenta da ore e, terminato il combattimento, semplicemente scompare.
Non sappiamo chi fosse.
Probabilmente non lo incontreremo mai più.
Eppure per quei dieci minuti era diventato il nostro compagno d’avventura.
The Duskbloods sembra voler trasformare quella sensazione in una vera regola di gioco.
I Sigilli potrebbero creare storie senza bisogno di scriverle
Ed è qui che il sistema diventa molto più interessante di una semplice gag sul matrimonio.
Durante le prove del gioco sono comparsi diversi Sigilli, tra cui Love Ephemeral, Sworn Enemy, Old Friend ed Eye of Muralis. La loro funzione è modificare le relazioni e gli obiettivi dei partecipanti, creando situazioni che non dipendono esclusivamente da ciò che FromSoftware ha scritto in anticipo.
Un giocatore può diventare qualcuno da proteggere. Un altro può essere il nostro nemico designato. Due persone possono avere interessi comuni soltanto temporaneamente.
Il risultato potrebbe essere un multiplayer capace di generare piccole storie emergenti a ogni partita.
Non perché esista necessariamente una cutscene che racconta il tradimento, ma perché siamo noi ad aver deciso di fidarci della persona sbagliata.
E conoscendo Miyazaki, probabilmente sarà proprio quella la parte che farà più male.
The Duskbloods vuole prendere il multiplayer dei Souls e ribaltarlo
FromSoftware sperimenta da moltissimi anni con il rapporto tra cooperazione e ostilità. Nei Souls possiamo evocare altri giocatori per ricevere aiuto e allo stesso tempo subire invasioni da persone che hanno esattamente l’obiettivo opposto.
The Duskbloods sembra voler eliminare quella separazione così netta.
Non più semplicemente “questo è il mio alleato” e “questo è il mio invasore”, ma rapporti che possono evolversi durante la partita e giocatori che devono continuamente chiedersi quali siano realmente le intenzioni delle persone che hanno davanti.
Il Sigil of Love Ephemeral diventa quindi quasi una dichiarazione d’intenti.
Puoi fidarti.
Puoi affezionarti.
Puoi persino inginocchiarti e offrire dei fiori.
Ma non significa che sarete dalla stessa parte per sempre.
E no, Miyazaki dice che la storia dei piedi non è vera
Come se l’intervista non avesse già abbastanza materiale per alimentare internet, Miyazaki ha affrontato anche uno dei meme più longevi della community FromSoftware: la presunta ossessione del director per i piedi.
La ricorrenza di mani, piedi e determinate immagini corporee nelle sue opere ha alimentato battute per anni, ma Miyazaki ha spiegato di conoscere la voce senza sapere realmente da dove sia nata.
Secondo il director, questi elementi servono piuttosto a rappresentare aspetti della natura e dell’esistenza umana difficili da comunicare direttamente.
Quindi possiamo mettere momentaneamente via le teorie.
Almeno fino al prossimo NPC scalzo.
FromSoftware ha finalmente creato una romance, ma ovviamente doveva essere dolorosa
Chiamare Love Ephemeral una romance tradizionale sarebbe probabilmente sbagliato. Miyazaki stesso sembra interessato a qualcosa di diverso: la fragilità di una relazione costruita sapendo che potrebbe terminare da un momento all’altro.
Ed è proprio questo che rende la meccanica incredibilmente coerente con FromSoftware.
In molti RPG trovare un personaggio che amiamo significa iniziare una relazione, sbloccare nuovi dialoghi e magari raggiungere insieme un lieto fine.
In The Duskbloods potremmo trovare qualcuno, inginocchiarci davanti a lui, offrirgli dei fiori, attraversare insieme un mondo morente…
…e dieci minuti dopo ritrovarcelo davanti con una barra della vita sopra la testa.
Miyazaki ha finalmente portato l’amore nei suoi giochi.
Naturalmente ha trovato anche il modo di farci soffrire per quello.










