Project CARS 3 – Recensione (PS4): Un cambio di rotta necessario?

Project CARS 3 è senz’altro uno dei titoli corsistici più controversi e discussi della generazione, e lo è fin dal suo primo annuncio. Il motivo non è legato a una presunta mancanza di qualità del gioco, impossibile da valutare dai pochi filmati diffusi da Slighty Mad Studios, bensì alla deriva poco simulativa intrapresa dal titolo. Per comprendere appieno la situazione però, occorre ripercorrere brevemente le origini della serie.

Il primo Project CARS, denominato inizialmente solo C.A.R.S., era un progetto in crowdfunding dove i fondi sarebbero stati destinati allo sviluppo di un simulatore di guida altamente realistico. A capeggiare il progetto c’era Ian Bell, CEO di Slighty Mad Studios, house che vantava al suo interno membri della storica SimBin (famosa per la saga GTR). Il team non godeva però di una reputazione eccellente, dato che i titoli da loro sviluppati, ossia Need for Speed: Shift, Shift 2 Unleashed e Test Drive: Racing Legends erano tutti accomunati da un fardello pesantissimo: un modello di guida scadente e tendente a far scivolare forzatamente la vettura.

Proprio per questo, i timori nei confronti di C.A.R.S. erano altissimi, ma furono spazzati via col primo gameplay, che metteva in luce un comportamento dell’auto decisamente realistico. Il titolo poi uscì e, nonostante alcuni oggettivi problemi simulativi, convinse critica ed utenza quel tanto che bastava a invogliare il team a iniziare il crowdfunding di Project CARS 2.

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Quel “CARS”, scritto in maiuscolo nel titolo della serie, non era messo lì solo per richiamare le auto, ma era un vero acronimo che significava “Community Assisted Racing Simulation”, dando grande importanza quindi proprio al concetto di “simulatore fatto dai giocatori per i giocatori”.

Proprio per questo, Project CARS 3 ha fatto storcere il naso a molti già dal trailer, stranamente “giocoso” rispetto a quelli dei primi due capitoli. Uno dei cardini della saga insomma, era stato messo in discussione, mentre l’altro era stato spazzato totalmente via.

Le richieste di spiegazioni a Ian Bell ovviamente non mancarono, e il Game Director non tardò a rilasciare le proprie dichiarazioni in merito: Bell rassicurò i giocatori affermando che Project CARS 3 sarebbe stato il titolo più simulativo della serie. Questo placò gli animi inizialmente, ma la quiete durò ben poco, prima della tempesta.

Alla notizia riguardante l’assenza di pit stop, consumo di gomme e benzina nonché di una qualsivoglia possibilità di effettuare una strategia in gara, la community letteralmente esplose, criticando fortemente il gioco e sentendosi profondamente tradita da Bell.

Project CARS 3 però è oggi finalmente tra le nostre mani, e si appresta a uscire tra i negozi. Togliamo il velo al mistero quindi: Project CARS 3 è simulativo ed è il titolo più realistico della serie? Assolutamente no. Questo significa che ci troviamo di fronte a un titolo di pessima qualità? Leggete la nostra recensione per scoprirlo!

Come era lecito aspettarsi, l’introduzione a Project CARS 3 è decisamente straniante rispetto ai canoni della serie. Invece di introdurci ad una carriera dove poter scegliere da dove effettivamente partire, che sia dai Kart o direttamente dai Mondiali Endurance, in Project CARS 3 verremo subito sbattuti in pista, in una maniera molto simile a Forza Motorsport o ai vecchi Shift.

La prima gara che faremo sarà a bordo di una Corvette C8.R da gara, e fungerà da tutorial. Qui infatti potremo apprendere i vari comandi del pad o del volante e iniziare a prendere dimestichezza con la vettura. Come dicevamo, le differenze con il passato sono molto nette. Invece di poter scegliere sin dall’inizio per chi correre, come accadeva nei primi due capitoli, in Project CARS 3 ci troveremo di fronte a una struttura della carriera più classica.

Dovremo infatti partire dal basso acquistando auto di livello base, con cui inizieremo a muovere i primi passi del nostro viaggio verso la gloria. Ogni gara, ovviamente, se vinta ci darà un premio in denaro con cui comprare nuovi veicoli. Il quantitativo di crediti guadagnato, inoltre, è fortemente influenzato dalla difficoltà impostata, garantendo dunque premi di un certo livello qualora si giochi a quella massima.

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Con ogni gara, oltre ai crediti, guadagneremo anche punti esperienza che ci permetteranno di acquisire nuovi livelli e sbloccare nuove vetture da poter acquistare. È presente anche un sistema di livelli separati e dedicati ad ogni vettura del gioco. Infatti, più correremo con un’auto e più otterremo punti esperienza con essa, che si tradurranno in sconti sui potenziamenti di quel determinato veicolo. Inutile dire quindi che saremo invogliati a tenere una determinata auto il più al lungo possibile.

Come per i crediti, pure i punti esperienza saranno influenzati dalla difficoltà, ma anche dal completamento di determinati obiettivi che ci verranno imposti durante la gara. Essi sono abbastanza variegati, e si passa da sorpassare un avversario dopo tot secondi di scia, compiere un certo numero di sorpassi puliti, girare in un tempo più basso di quello stabilito o padroneggiare le curve di un tracciato.

Insomma, verremo spinti ad alzare la difficoltà del gioco per guadagnare sempre di più e permetterci nuove fiammanti vetture. Ad invogliarci, ci pensa anche una modalità carriera con diverse modalità. Avremo infatti gare classiche, gare con partenza lanciata, prove a tempo e piccoli campionati. Più diverse gare a invito o gare Endurance opzionali che sbloccheremo con i crediti in game, oppure completando determinati requisiti. Molte gare richiederanno inoltre una certa classe di veicoli o una determinata auto, spingendo il giocatore a dover comprare più di un veicolo.

Il gioco vanta anche una buona quantità di contenuti. Parliamo infatti di oltre 200 vetture e di ben 140 tracciati, con diverse introduzioni come ad esempio Interlagos, o una strada montana in Toscana. Anche il parco vetture vede interessantissime aggiunte: potremo trovare infatti la Formula E comprensiva di tutte le livree, auto elettriche come la Rimac C-Two (che come la Formula E, ha due marce, non una, Slighty Mad!) o la Lotus Evija (decisamente più lenta rispetto ai dati della casa).

Non mancano neppure hypercar velocissime come la Bugatti Chiron e l’impressionante Koenigsegg Jesko. Degna di menzione la presenza di diverse Toyota stradali, le quali faranno gola agli appassionati di vetture JDM. Purtroppo, però, perdiamo le vetture Rally X (inclusi eventi e tracciati dedicati), nonché vecchie glorie come la Audi Quattro Sport S1E2.

Le vetture, in Project CARS 3, sono molto divertenti da guidare con un pad. I miglioramenti sono infatti molto spinti rispetto al passato, e l’esperienza col controller è di ottimo livello, degna dei top del genere quali Forza Motorsport e Gran Turismo Sport. Nonostante questo, il volante non è stato trascurato, ma anzi, continua ad offrire un buon force feedback, seppur leggermente meno forte rispetto a Project CARS 2.

L’aspetto più spiazzante, però, è senza dubbio il comportamento dei veicoli e la gestione della gara. Ed è proprio con quest’ultima, purtroppo, che iniziano i problemi di Project CARS 3. Sebbene i veicoli abbiano un comportamento più permissivo rispetto al passato, non ci sentiamo di dire che siano sgradevoli da guidare. Il modello di guida è infatti quello tipico di un sim-cade, ossia di un gioco che ha parvenze simulative ma con una semplificazione di alcuni aspetti del veicolo.

Che il modello fisico sia quello di Project CARS 2 è indubbio e si sente tutto, nel bene e nel male. L’auto infatti ha un comportamento delle sospensioni molto simile al passato, e anche il feeling con la gomma è buono. Alcuni aspetti, però, sono da migliorare assolutamente, come una certa propensione della vettura per il sovrasterzo oppure l’eccessiva perdita di aderenza sui cordoli, causando spesso un rovinoso testacoda pure quando non dovrebbe.

Anche lo spostamento di carico è stato ridotto (si percepisce molto bene con il volante), e il gioco non riconosce più in automatico il tipo di trasmissione di cui è dotato il veicolo. Ciò ci costringerà dunque a dover andare puntualmente nelle opzioni e attivare/disattivare la frizione. Persino la gestione delle componenti ibride è stata ridotto a un semplice pulsante KERS che ci darà più spinta in accelerazione, anche su vetture che in teoria dovrebbero gestire il tutto autonomamente.

Com’è stato reso noto, il gioco vanta anche un sistema di upgrade del proprio veicolo. Non tutte le vetture sono potenziabili, ma in generale ci troviamo di fronte a un discreto numero di opzioni. Premessa: toglietevi dalla testa eventuali modifiche estetiche, perché non ci sono. Queste ultime si limitano infatti al modificare la propria livrea scegliendola tra un numero di combinazioni preimpostate.

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I potenziamenti, invece, influiranno solamente sul comportamento della vettura, e i cambiamenti sono abbastanza apprezzabili, anche se non gridano ovviamente al realismo più assoluto. Ritornando sulla guida, riteniamo molto buona la resa sul bagnato, anche se non raggiunge livelli eccellenti. In generale, comunque, il titolo si dimostra essere un buon gioco volante alla mano, anche se non è al livello di un Gran Turismo Sport o dei precedenti titoli della serie, decisamente più simulativi.

Come dicevamo, però, con la gestione gara iniziano i pesanti problemi del titolo Slighty Mad Studios. In Project CARS 3, come abbiamo già accennato, mancano i pit-stop (sono stati persino modellati i vari muretti che bloccano l’accesso ai box, decisione che francamente non capiamo) e manca un consumo in tempo reale di gomme e benzina. Ciò significa che molte gare andranno a perdere irrimediabilmente di pathos e strategia, e sebbene questo si noti poco con le gare più brevi, diventa una mancanza pesante una volta che affronteremo le gare Endurance.

Contrariamente a quanto sostiene Bell, il non dover gestire la gomma e la benzina è la cosa che più di tutte uccide la competizione, visto che impedirà al giocatore di ribaltare le carte in tavola con una strategia perfetta. Addirittura le condizioni meteo non saranno un problema se non per la classica perdita di aderenza, perdita che però viene accentuata dal cambio automatico di mescola in corsa, come accade ad esempio in Forza 7.

Anche Forza Motorsport o i precedenti Gran Turismo sono sim-cade dichiarati, ma nonostante questo entrambi danno la possibilità di fermarsi ai box. In Gran Turismo addirittura si può scegliere quale mescola montare e quanti litri di carburante imbarcare, con tanto di ai box.

Proprio per questo, crediamo che una soluzione più ideale sarebbe stata quella di dare la possibilità di avere un approccio più classico e simulativo. Questo avrebbe reso più felici i veterani della serie, senza però escludere eventuali nuovi giocatori, i quali avrebbero potuto optare per un’esperienza più leggera. Ed è una soluzione che in realtà già esiste, basti vedere i titoli di Codemasters, che offrono sia gare brevi da cinque giri, sia gare dalla durata reale.

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Tornando alle auto, esse sono divise per classi. Queste ultime, a onor del vero, sono abbastanza numerose ma decisamente rivedibili. Molte classi, infatti, risultano molto confusionarie. Potremo trovare vetture stradali e vetture concepite per la pista correre insieme nella stessa classe, oppure potremo vedere vetture che hanno statistiche improbabili rispetto a quelle reali per cercare di rendere il tutto più bilanciato. E se questo va bene in ottica di competizione, è anche vero che farà storcere il naso a tantissimi giocatori.

Competizione che, tra l’altro, si ridurrà quasi solo all’online, visto che l’IA del gioco è molto sveglia (non la vedremo sbattere su veicoli fermi in pista ma tenterà di evitarli), però è anche lenta. Non avremo molte difficoltà a liberarci delle vetture avversarie, dando loro anche 5-10 secondi in tre giri scarsi, e saremo costretti ad autolimitarci usando vetture meno performanti per avere una sfida adeguata. A rendere il tutto leggermente più ostico sarà una certa propensione degli avversari a buttarsi all’interno, spesso dando una sportellata al giocatore. In generale, comunque, ci sentiamo di dire che il livello di sfida della carriera è generalmente molto basso per chiunque abbia dimestichezza con i giochi di guida.

Fortunatamente, Project CARS 3 offre, almeno sulla carta, una buona componente multiplayer. Potremo infatti lanciarci sin da subito in una gara online casuale, oppure raggiungere i propri amici e sfidarli. Il gioco ha anche un sistema di ranking che terrà conto sia delle abilità del giocatore che della sua correttezza, mettendo in server separati chi gioca scorrettamente e chi invece sa stare in pista. Inoltre avremo anche eventi programmati, più lunghi della norma e dove ci dovremo qualificare tramite una sessione preliminare, in maniera simile a Gran Turismo Sport.

Il gioco presenta anche una completa modalità Rivali, dove sfideremo al cronometro i giocatori di tutto il globo. Potremo infatti imbatterci in eventi giornalieri, settimanali e mensili dove potremo sfidare gli altri giocatori in prove a tempo o prove di costanza sul giro, nelle quali dovremo guidare in maniera pulita senza fare errori. Insomma, il multiplayer di Project CARS 3 è decisamente ben fornito e saprà regalare diverse ore di gioco.

Molto buono anche il sonoro, decisamente migliorato rispetto al passato e capace di offrire campionamenti abbastanza fedeli, seppur ancora migliorabili su alcune vetture. Anche il comparto grafico si mantiene su buoni livelli (lo abbiamo provato in versione Pro): le auto infatti hanno una buona modellazione e le piste sono discretamente dettagliate.

A rovinare un po’ il tutto è la presenza di un marcato aliasing, che si noterà parecchio una volta che avvicineremo l’inquadratura. Nella versione da noi testata, il gioco ha mostrato anche problemi di flickering, con artefatti bianchi abbastanza fastidiosi, ma Slighty Mad Studios ne è perfettamente al corrente e sta già lavorando per risolverli.

Purtroppo però, al momento Project CARS 3 ha anche diversi problemi di framerate, in special modo quando ci si trova dietro a tante vetture e sotto la pioggia. Sebbene non disponiamo di un contatore di FPS, non ci sorprenderebbe scoprire che il gioco in alcuni frangenti scenda sotto i 40. Tolte queste situazioni, comunque, il titolo viaggia sui 60FPS in maniera abbastanza stabile, ma necessita sicuramente di essere migliorato. Menzione d’onore comunque per il senso di velocità, decisamente di impatto.

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Giungendo alle conclusioni, Project CARS 3 è un titolo meritevole di considerazione? Secondo noi, tutto sommato sì.

Il gioco ha diversi problemi, anche gravi, ma in generale l’esperienza offerta è molto piacevole, specialmente se si cerca un sim-cade con un buon modello di guida. Un discreto comparto grafico, una carriera molto completa, tanti contenuti ed un’ottimo comparto online (almeno sulla carta) completano il quadro di un gioco valido e ben realizzato. Ma è inutile sottolineare nuovamente, a questo punto, che tutti coloro che cercano un’esperienza simulativa dovrebbero rivolgersi al precedente capitolo, o ad altri titoli concorrenti.

Il problema più grande di Project CARS 3 quindi è che… beh, forse non andava proprio chiamato Project CARS 3, semplicemente perché non rispetta la filosofia di Project CARS, bensì più quella di un Grid, ad esempio. Ci chiediamo insomma se non sarebbe stato meglio presentarlo diversamente, o dargli un titolo da spin-off, cosa che probabilmente avrebbe fatto piovere sul gioco molte meno critiche a priori. Pazienza.