RiMS Racing Recensione (PC): IL simulatore di guida di moto è qui!

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La nostra di RiMS Racing.

Il mondo dei racing game a tema motociclistico ha ormai da anni una house simbolo: Milestone. Nel corso del tempo, la casa italiana ha indubbiamente maturato un know-how tale da esser diventata sinonimo di giochi di moto, riuscendo ogni anno a creare dei titoli capaci di accontentare la maggior parte degli utenti.

Gli unici esclusi? I puristi dei simulatori, quelli che vorrebbero un sim-racing puro e senza compromessi. La svolta però è finalmente arrivata grazie ai ragazzi, sempre italiani e sempre di Milano, di RaceWard Studio e al loro RiMS Racing!

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RiMS Racing non è un simulatore di guida di moto, è IL simulatore di guida di moto”. Con questa frase la nostra potrebbe tranquillamente concludersi, ma siccome sapete che siamo pignoli, non ci fermeremo qua. RiMS Racing è infatti un gioco dalle due facce: da un lato è dotato di un motore fisico, di un modello di guida e di un sistema di personalizzazione dei motoveicoli allo stato dell’arte (o quasi). Dall’altro però presenta una IA assolutamente da migliorare, un comparto tecnico che a malapena raggiunge la sufficienza e contenuti e modalità che non riescono a svettare rispetto alla concorrenza.

Come detto, il modello di guida offerto da RiMS Racing è quello di un solido simulatore capace di offrire agli utenti la sensazione di esser veramente in sella a una moto da corsa, regalando sensazioni allo stato dell’arte. Come è facile intuire, padroneggiare i controlli non è semplice ma richiede pratica e dedizione, esattamente come avviene quando si guida realmente.

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Come per ogni simulatore che si rispetti, chi già guida le moto nella realtà riconoscerà le stesse inerzie, le stesse vibrazioni e le stesse difficoltà che riscontra ogni giorno. La moto risponde infatti in maniera realistica ai comandi, permettendo al giocatore di percepire la rigidità delle sospensioni in frenata o la perdita del posteriore.

Cambiare stile di guida in base allo stato di usura delle gomme piuttosto che dal grip offerto dall’asfalto, diventa quindi fondamentale se si vogliono ottenere i migliori risultati. In questo senso, il motore fisico del gioco è a dir poco eccellente ma presenta una sola sbavatura: il feeling sul bagnato. Difficile, purtroppo, percepire distintamente l’abissale differenza esistente tra il guidare sull’asfalto bagnato rispetto a quello perfettamente asciutto.

Il gioco prevede comunque tre livelli di difficoltà, ognuno dei quali caratterizzato da aiuti alla guida differenti. La curva di apprendimento, in questo senso, è decisamente buona permettendo agli utenti di familiarizzare con il modello di guida migliorandosi man mano e contemporaneamente rinunciando ai vari aiuti.

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In RiMS Racing non può mancare ovviamente un sistema che permetta di migliorare i mezzi in ogni loro parte. Sia quando si è nei box che quando si è nel centro di sviluppo presente nella modalità Carriera si potrà infatti letteralmente smontare la maggior parte delle componenti delle proprie moto. Ciò viene proposto attraverso di una serie di minigiochi nei quali si dovrà premere una sequenza di tasti per togliere le viti, svitare i bulloni, ecc. Un’aggiunta utile a rappresentare un diversivo dai momenti di pura guida che, nella maggior parte dei momenti risulta piacevole.

Tutto ovviamente cambia durante le sessioni di guida più intense, durante le quali i suddetti minigiochi risultano invece noiosi, ripetitivi e inutili. I ragazzi di RaceWard Studio, fortunatamente, si son resi conto di questa problematica e hanno deciso di permettere agli utenti di delegare tale compito all’IA dei meccanic,i che saremo chiamati ad assumere per svolgere i pit stop nel minor tempo possibile.

Inutile dire che ogni componente montata sulla moto e ogni modifica sarà subito percepita dagli utenti avendo essa effetti sul mezzo e quindi sul suo comportamento in pista. Provare ogni modifica prima di iniziare una gara, diventa quindi fondamentale. Nulla vieta, per altro, di rivendere i pezzi che non si vuole più usare.

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Per quanto concerne il comparto grafico, esso è gestito dal KT Engine di Nacon, già noto a chi ha giocato alla serie rally WRC. Come già accennato, purtroppo risulta tutt’altro che soddisfacente. Se da un lato i tracciati risultano essere ben riprodotti, dall’altro gli elementi a schermo presentano spesso texture poco dettagliate.

Buono invece il comparto sonoro, con effetti decisamente coinvolgenti. Il sound delle moto, inutile dirlo, è realistico e cambia addirittura a seconda della telecamera utilizzata nel gioco oltre che dello scarico montato sulla moto.

E l’intelligenza artificiale? PESSIMA, purtroppo! Gli avversari sono infatti governati da un’IA realizzata male come poche volte si è visto nelle produzioni recenti. Piloti lenti, che procedono con trenini che manco nel mondiale Moto 3 e che entrano in curva come se non ci fosse un domani. Roba che neanche Takaaki Nakagami al GP di Catalogna del 2022.

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Un altro aspetto su cui RiMS Racing deve sicuramente migliorare, risulta essere il numero di veicoli e tracciati. I mezzi disponibili sono 8: Aprilia RSV4, BMW M 1000 RR, Suzuki GSX-R1000R, Honda CBR1000RR, Kawasaki Ninja ZX-10RR, Yamaha YZF-R1, Ducati Panigale V4 R e MV Agusta F4 RC.

Vi sono poi 15 circuiti, alcuni realmente esistenti, tra cui Silverstone, Laguna Seca ed il mitico Nürburgring. Ciliegine sulla torta, il Passo San Marco riprodotto alla perfezione e la storica Million Dollar Highway.

A tutto questo, fortunatamente, si aggiungono oltre 500 componenti con cui si può personalizzare ogni mezzo. Parliamo chiaramente di componenti realmente esistenti realizzati su gentile concessione di brand come Brembo e Akrapovič. Ovviamente ogni pezzo è correlato da apposite statistiche e dettagli sulle sue prestazioni. Ognuno di essi può esser acquistato tramite la moneta virtuale guadagnata completando sfide, eventi e gare.

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Per quanto concerne le modalità di gioco, è inutile dire che tutto gira intorno alla modalità carriera, la quale proporrà agli utenti una serie di sfide con difficoltà crescente. Il completamento di ogni sfida permetterà all’utente di guadagnare soldi con cui acquistare nuove componenti per modificare il proprio mezzo. Parliamo di circa 70 eventi suddivisi tra gare, sfide a tempo, duelli, test privati ed eventi legati a determinati brand.

All’inizio della modalità carriera, come da tradizione, si verrà chiamati a creare il proprio alter ego virtuale modificandone, tuttavia, solamente l’abbigliamento (nel gioco sono presenti circa 200 capi di vestiario realmente esistenti) e la posizione assunta sulla moto. Nessun set di volti e nessun dell’aspetto fisico quindi.

Il compito del giocatore, come preannunciato, non si ferma però solo alle gare e alla modifica delle moto. Dovrà infatti migliorare costantemente anche il reparto di ricerca e sviluppo e gestire la propria squadra migliorandone le abilità. Elementi che devono esser tenuti bene a mente in quanto ogni caduta comporterà la necessità di riparare il mezzo, e ciò richiederà tempo e denaro se non si ha un team efficiente.

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Il senso di progressione offerto da RiMS Racing, in questo senso, è decisamente ben realizzato e sarà capace di regalare non poche soddisfazioni agli appassionati delle due ruote. Il tutto è arricchito dalla modalità Accademia, che permette di ripetere le sfide completate nella modalità carriera con l’obiettivo di migliorare i propri tempi sul giro. Peccato solo per la scarsa varietà delle sfide proposte che, dopo poco tempo, mostrano il fianco a una certa ripetitività.

Oltre alla modalità carriera non poteva mancare la classica gara singola (in cui per altro è possibile personalizzare aspetti quali il meteo, l’usura dell’asfalto, ecc.), la possibilità di effettuare dei test privati e la modalità multiplayer, in cui il giocatore può confrontarsi con avversari reali. Non manca ovviamente anche lo split screen.

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RiMS Racing è decisamente un titolo dalla duplice faccia: da un lato un comparto fisico ed un gameplay come mai nessuno attualmente sul mercato, dall’altro pochi contenuti (specie per quanto concerne il numero di moto) e un comporto tecnico solo sufficiente.

Se siete degli appassionati dei simulatori e delle due ruote in particolare, compratelo appena ne avete l’occasione, per voi sarà un gioco da 9 pieno! Viceversa, se cercate anche una certa rifinitura e una certa attenzione al contorno tenetevene alla larga, non è un gioco per voi.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8
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