I videogiochi limitano l’apprendimento scolastico, secondo gli insegnanti

Videogiochi e violenza: un dibattito ormai senza fine e, oggi, suona la campana di un ennesimo round. I bambini non hanno più voglia di studiare? Per gli insegnanti canadesi, è proprio colpa loro.

Sappiamo benissimo che non c’è nulla che colleghi ufficialmente i videogiochi a comportamenti negativi di alcun genere, nonostante vari studi puntino spesso in questa direzione. La questione, però, è stata ora sollevata da un programma canadese.

Inside the Classroom, show educativo della CBC, ha ospitato infatti 30 insegnanti ed educatori provenienti da tutta la nazione che, una volta riuniti, hanno discusso di e del loro impatto sugli studenti.

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Secondo gli educatori, molti bambini e ragazzi hanno difficoltà a mantenere alta la concentrazione perché passano le ore serali – o in alcuni casi, notturne – a giocare. Ciò li impossibiliterebbe ad apprendere una volta in classe, conferma Kimberly Fifield – maestra di scuola elementare.

“Gli studenti sono troppo stanchi per poter imparare qualcosa”, ha infatti detto la donna. “Si addormentano in classe, si agitano più facilmente e sono più irritabili. Non riescono mai a concentrarsi su quella che è la lezione”.

Joe Santos, insegnante di scuole superiori, ha notato come ci siano molti più assenti nei giorni appena successivi alla pubblicazione di un videogioco atteso. Qualcun altro, invece, sottolinea come “fruire di videogiochi violenti ha sempre un impatto negativo sulla mente della persona, e che questo porta a cambiamenti nella risposta allo stress e all’ansia”.

Infine, gli educatori hanno incolpato i videogiochi per il linguaggio scurrile che sempre più ragazzi stanno adottando. Il fatto che giochi come Call of Duty o GTA uniscano utenze di differenti età, infatti, esporrebbe prematuramente i giovani al linguaggio dei giocatori più adulti.

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