
Valve ha ammesso che vorrebbe rendere Steam Machine più accessibile, ma un taglio di prezzo non sembra essere all’orizzonte. A confermarlo sono gli ingegneri Pierre-Loup Griffais e Yazan Aldehayyat, che durante un’intervista hanno spiegato come l’azienda non abbia alcun interesse a mantenere il prezzo elevato, ma che le attuali condizioni del mercato rendono molto difficile una riduzione nel breve periodo.
Valve: “Più economica è, meglio è”
Nel corso dell’intervista, Griffais ha ribadito che l’obiettivo della piattaforma non è massimizzare i profitti sull’hardware, bensì permettere a più persone possibile di accedere ai propri giochi.
Secondo il dirigente, Valve sarebbe ben felice di vendere Steam Machine a un prezzo inferiore, definendo addirittura l’idea del “più economica possibile” come la soluzione ideale per i giocatori.
Tuttavia, quando gli è stato chiesto se un abbassamento del prezzo possa arrivare presto, la risposta è stata piuttosto chiara: non è uno scenario che l’azienda si aspetta nel prossimo futuro.
Il costo della memoria continua a pesare
Uno dei principali ostacoli riguarda il mercato delle memorie RAM.
Secondo quanto spiegato nell’intervista, la forte domanda legata all’intelligenza artificiale sta mantenendo i prezzi dei chip molto elevati e diversi analisti del settore ritengono che questa situazione possa proseguire almeno fino al 2027.
Questo significa che anche il costo di produzione dell’hardware rimarrà alto ancora per parecchio tempo, rendendo difficile per Valve proporre una Steam Machine più economica senza ridurre i propri margini.
Nessun taglio di prezzo nel breve periodo
Anche Yazan Aldehayyat ha confermato la posizione dell’azienda, spiegando che, pur desiderando una riduzione del prezzo, Valve non è ottimista sulla possibilità che ciò avvenga a breve.
In sostanza, chi sperava in uno sconto importante sulla Steam Machine dovrà probabilmente attendere ancora diversi anni, almeno finché il mercato dei componenti non tornerà a una situazione più favorevole.
Per il momento, quindi, Valve continua a sostenere che il prezzo attuale non rappresenta una scelta commerciale, ma una conseguenza dei costi di produzione, lasciando comunque aperta la porta a future riduzioni quando le condizioni del mercato lo permetteranno.










