
Rockstar Games ha finalmente aperto le porte di Grand Theft Auto VI con la lunga presentazione dedicata al gioco, e sono bastati i primi minuti per comprendere quanto lo studio abbia intenzione di spingersi oltre con il suo nuovo open world. Lucia Caminos e Jason Duval sono naturalmente al centro della scena, ma a impressionare immediatamente è soprattutto la quantità di dettagli presenti nel mondo circostante e un comparto grafico che, almeno da queste prime sequenze, restituisce un risultato sorprendentemente realistico.
L’apertura non cerca immediatamente l’esplosione o l’inseguimento spettacolare. Rockstar parte invece dalla quotidianità dei protagonisti, mostrando Lucia e Jason all’interno di una casa. Lucia può scegliere i propri vestiti, mentre diverse azioni contestuali suggeriscono un livello di interazione con gli ambienti decisamente più profondo rispetto al passato.
Una casa che sembra davvero uno spazio da vivere
Uno degli aspetti più interessanti riguarda proprio le piccole azioni mostrate durante questi primi minuti. È possibile interagire con il frigorifero, aprirlo e scegliere cosa prendere al suo interno, così come spegnere le luci dell’abitazione. Compare inoltre un comando contestuale che permette di mettere fretta all’altro personaggio, mentre Jason può semplicemente fermarsi davanti alla televisione e guardare ciò che viene trasmesso.
Sono dettagli apparentemente secondari, ma che raccontano molto della filosofia utilizzata da Rockstar Games. GTA 6 sembra voler rendere credibili non solamente le grandi attività criminali, ma anche quei momenti ordinari che separano una missione dall’altra. La sensazione iniziale è quella di trovarsi davanti a spazi maggiormente interattivi, nei quali diversi oggetti non sembrano essere presenti esclusivamente come elementi scenografici.
Anche tecnicamente l’impatto è notevole. Illuminazione, materiali, animazioni dei personaggi e densità degli ambienti restituiscono un colpo d’occhio estremamente realistico, soprattutto nelle sequenze più tranquille, dove è possibile concentrarsi maggiormente sui dettagli.
Poi si esce di casa, ed è nuovamente Grand Theft Auto
La tranquillità dura naturalmente poco. Lucia e Jason escono dall’abitazione e salgono su una particolare vettura decappottabile dall’aspetto classico, con tettuccio retrattile, prima di immergersi nelle strade di Leonida.
Ed è proprio qui che GTA 6 cambia completamente registro.
Nel giro di pochissimo tempo Rockstar mette davanti allo spettatore tutto ciò che rappresenta l’anima più folle della serie: risse per strada, personaggi completamente fuori controllo, incidenti, violenza, armi e situazioni assurde che sembrano nascere continuamente all’interno del mondo di gioco.
Tra le sequenze mostrate troviamo Lucia coinvolta direttamente negli scontri corpo a corpo, Jason e Lucia armati, l’utilizzo di un fucile a pompa, sparatorie che esplodono improvvisamente e persone che arrivano persino a danneggiare le automobili presenti nelle strade. Non mancano scene ancora più assurde, situazioni estreme su un ponte e persino sequenze legate al wrestling.
La polizia entra naturalmente in scena quando la situazione degenera, mentre Jason viene mostrato anche durante una sequenza particolarmente dinamica nella quale abbandona rapidamente un veicolo per aprire il fuoco.
Vice City sembra realmente viva
È forse questo il punto che emerge più chiaramente dalla prima parte della presentazione: GTA 6 non vuole semplicemente avere una città più bella, vuole farla sembrare viva.
Vice City e il resto di Leonida appaiono pieni di persone, eventi e comportamenti imprevedibili. Non si ha solamente la sensazione di attraversare una gigantesca ambientazione costruita attorno al giocatore, ma di osservare un mondo nel quale sembra esserci costantemente qualcosa che sta succedendo.
Naturalmente servirà molto più tempo per comprendere quanto di ciò che Rockstar sta mostrando sia effettivamente dinamico e quanto sia invece legato a sequenze specifiche, ma la prima impressione lasciata dalla presentazione è estremamente forte.
Graficamente GTA 6 impressiona, ma sono soprattutto i dettagli e le interazioni a far intuire la portata del progetto. Dal semplice gesto di aprire un frigorifero alla possibilità di scegliere cosa indossare, fino al caos totale delle strade di Vice City, Rockstar sembra voler fondere la vita quotidiana dei suoi protagonisti con quella follia incontrollabile che da sempre rappresenta Grand Theft Auto.
E questa è solamente la prima parte.










