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Fire Emblem: Fortune’s Weave – Recensione | Quattro destini si intrecciano in uno dei Fire Emblem più ambiziosi di sempre

Quattro personaggi di Fire Emblem: Fortune’s Weave riuniti in un artwork fantasy con armi, armature e uno strumento musicale.

Quando avevamo lasciato Fire Emblem: Fortune’s Weave nella nostra anteprima, dopo oltre dieci ore trascorse nel nuovo mondo costruito da Intelligent Systems, le sensazioni erano già estremamente positive. Il sistema di combattimento aveva immediatamente restituito quella familiarità tipica della serie, mentre la struttura narrativa e la presenza di più protagonisti lasciavano intravedere un’avventura decisamente più grande di quanto mostrato nelle prime battute.

Arrivati al momento del giudizio definitivo, quelle impressioni non sono cambiate. Anzi, si sono rafforzate.

Fire Emblem: Fortune’s Weave è esattamente quel tipo di sequel ideale che non cerca di rinnegare ciò che ha funzionato in passato, ma prova ad amplificarlo, sfruttando Nintendo Switch 2 per costruire un titolo più ricco, più definito visivamente e soprattutto enorme dal punto di vista contenutistico.

Non reinventa completamente Fire Emblem e probabilmente non era necessario farlo. Prende invece molti degli elementi che conosciamo, li riorganizza attorno a quattro protagonisti e costruisce un viaggio capace di occupare decine e decine di ore senza perdere quella particolare identità che accompagna la saga ormai da generazioni.

Quattro protagonisti, quattro destini e una storia molto più grande

Uno degli elementi che caratterizzano maggiormente Fire Emblem: Fortune’s Weave è naturalmente la sua struttura narrativa. Questa volta al centro dell’esperienza troviamo quattro protagonisti principali, ognuno con motivazioni, compagni e vicende differenti.

La scelta iniziale permette quindi di avvicinarsi alla storia dalla prospettiva che più ci incuriosisce, ma Fortune’s Weave evita fortunatamente di trasformare questa decisione in un vincolo permanente. I diversi percorsi possono essere portati avanti all’interno della stessa partita, passando da un protagonista all’altro e conservando i progressi raggiunti.

È una scelta particolarmente intelligente perché permette di godersi le diverse anime del racconto senza quella sensazione di dover necessariamente ricominciare tutto da capo.

Noi abbiamo iniziato seguendo un determinato percorso e, senza entrare minimamente in territori che possano rovinare qualche sorpresa, possiamo dire che la storia scelta per il nostro primo viaggio ci ha conquistati. La scrittura riesce ad alternare momenti più leggeri ad altri decisamente più importanti, lasciando spazio ai personaggi e facendo crescere gradualmente l’interesse verso ciò che sta realmente accadendo.

Ed è proprio questo uno degli elementi migliori di Fortune’s Weave: più si procede, più aumenta la curiosità di scoprire cosa stia accadendo negli altri percorsi e in che modo i diversi destini finiranno per intrecciarsi.

La narrativa riesce a dare continuamente quella sensazione di trovarsi davanti a qualcosa di più grande rispetto alla singola vicenda che stiamo seguendo. Ogni protagonista racconta un pezzo differente del mondo di gioco e questo permette all’universo narrativo di acquisire progressivamente maggiore profondità.

Il Fire Emblem che conosciamo, ma ancora più ricco

Dal punto di vista del gameplay, chi ha già trascorso molte ore con la saga si sentirà immediatamente a casa.

Il cuore dell’esperienza resta il combattimento strategico a turni, con unità da muovere sul campo, nemici da studiare, posizionamento da pianificare e abilità da sfruttare al momento giusto. La struttura di base conserva volutamente quella filosofia che ha reso riconoscibile Fire Emblem negli anni.

Non bisogna aspettarsi quindi una rivoluzione totale del sistema di combattimento. Fortune’s Weave preferisce partire da fondamenta già estremamente solide e costruire sopra di esse nuovi sistemi e nuove possibilità.

Ed è una scelta che funziona.

Per chi conosce già Fire Emblem, entrare nel ritmo delle battaglie richiede pochissimo tempo. Muovere le unità, controllare la portata degli avversari, preparare un attacco e costruire una strategia efficace diventa rapidamente naturale. Il sistema è profondo senza risultare inutilmente complicato, soprattutto nelle fasi iniziali.

La difficoltà cresce progressivamente e naturalmente può essere influenzata dalle impostazioni scelte dal giocatore, ma la sensazione generale è quella di un titolo che vuole essere comprensibile senza rinunciare alle possibilità tattiche.

Per un veterano della serie, molte dinamiche risulteranno quasi immediate. Chi invece entra per la prima volta nell’universo di Fire Emblem dovrà inevitabilmente dedicare qualche ora in più a comprendere la grande quantità di informazioni, statistiche e sistemi presenti.

Fortunatamente il gioco introduce le sue meccaniche con una certa gradualità. Dopo le prime battaglie, anche il giocatore meno esperto inizia a comprendere le logiche che regolano il campo di battaglia e quella complessità iniziale lascia spazio a uno dei sistemi strategici più soddisfacenti della produzione Nintendo.

Combattimento e avventura continuano a sostenersi a vicenda

Uno degli aspetti che avevamo apprezzato già durante l’anteprima era la volontà di non limitare Fortune’s Weave a una semplice successione di battaglie.

Tra uno scontro e l’altro troviamo infatti esplorazione, crescita dei personaggi, gestione delle unità e numerose attività secondarie che contribuiscono a spezzare il ritmo. La componente RPG assume così un peso importante tanto quanto quella strategica, permettendo di conoscere meglio i personaggi e di prepararsi agli scontri successivi.

È una formula che inevitabilmente ricorda alcuni dei capitoli più recenti della serie e in particolare quella volontà, già evidente in Three Houses, di costruire qualcosa che vada oltre la semplice battaglia sulla griglia.

Fortune’s Weave porta però questa filosofia ancora più avanti.

Le attività a disposizione sono numerose e inizialmente la quantità di sistemi può persino risultare intimidatoria. È probabilmente uno dei pochi aspetti su cui il gioco rischia di essere meno immediato: un nuovo arrivato potrebbe sentirsi sommerso nelle prime ore.

Dopo aver assimilato le varie meccaniche, però, tutto comincia a trovare il proprio posto e la progressione diventa estremamente naturale.

Più di 60 ore per scoprire tutto quello che Fortune’s Weave vuole raccontare

Parlare di durata in un titolo strutturato in questo modo non è semplice, perché molto dipende da quanto il giocatore decida di approfondire ciascun percorso, le attività secondarie e la gestione dei personaggi.

Una cosa, tuttavia, è evidente: Fire Emblem: Fortune’s Weave è un gioco enorme.

Considerando la possibilità di seguire i quattro protagonisti, approfondire le rispettive vicende e dedicarsi alle attività collaterali, superare le 60 ore è assolutamente realistico. Chi vuole scoprire realmente tutto ciò che il gioco ha da offrire può tranquillamente spingersi oltre.

Fortunatamente la possibilità di passare tra le varie storie nello stesso salvataggio evita parte di quella ripetitività che avrebbe potuto trasformare l’ambizione del progetto in un problema.

Non siamo di fronte semplicemente a quattro campagne appoggiate una accanto all’altra. Il fascino deriva proprio dal vedere progressivamente queste prospettive creare un quadro sempre più ampio.

Ed è uno di quei giochi nei quali terminare una lunga sessione pensando di essere soddisfatti può facilmente trasformarsi nel desiderio di iniziare immediatamente un altro capitolo.

Nintendo Switch 2 permette finalmente a Fire Emblem di mostrarsi come merita

Il salto rispetto alla generazione precedente è evidente anche sul piano visivo.

Fire Emblem: Fortune’s Weave è pulito, colorato e molto più definito rispetto a Three Houses, soprattutto nei modelli dei personaggi, durante le conversazioni e nelle sequenze cinematografiche.

La direzione artistica rimane naturalmente più importante della ricerca del fotorealismo. Non siamo davanti a un titolo che vuole utilizzare Nintendo Switch 2 per inseguire produzioni tecnicamente molto più pesanti, ma la maggiore potenza della console permette finalmente alla serie di respirare.

I personaggi sono più dettagliati, gli effetti durante gli scontri risultano convincenti e le ambientazioni appaiono complessivamente più ricche.

Abbiamo alternato l’esperienza tra modalità TV e modalità portatile, trovandoci bene in entrambe. Su un televisore di grandi dimensioni la maggiore pulizia dell’immagine permette naturalmente di apprezzare meglio personaggi, scenari ed effetti, mentre in portatile la natura stessa di Fire Emblem continua a sposarsi perfettamente con sessioni più brevi.

La leggibilità dell’interfaccia rimane buona anche sul display della console e poter affrontare una battaglia, mettere Nintendo Switch 2 in standby e riprendere esattamente da lì continua a essere perfetto per un titolo di questo tipo.

C’è però un elemento che avremmo voluto vedere maggiormente sfruttato: il frame rate rimane nell’orbita dei 30 fotogrammi al secondo, senza una vera modalità prestazioni dedicata.

Fortunatamente la natura strategica del gioco rende questo limite molto meno invasivo rispetto a quanto accadrebbe in un action, e la fluidità generale resta più che sufficiente. Rimane però difficile non pensare che, trattandosi di un’esclusiva sviluppata direttamente per Nintendo Switch 2, una modalità a frame rate più elevato avrebbe rappresentato un’aggiunta molto gradita.

Si possono inoltre incontrare sporadicamente texture meno definite rispetto al resto della scena e qualche piccolo fenomeno di pop-in. Nulla che possa compromettere seriamente l’esperienza, ma sono dettagli che impediscono al comparto tecnico di raggiungere l’eccellenza assoluta.

Una direzione artistica che conta più dei numeri

Dove Fortune’s Weave riesce invece a convincere senza grosse riserve è nella costruzione della propria identità.

I protagonisti hanno design immediatamente riconoscibili e il gioco utilizza colori, effetti e animazioni per dare personalità a ogni momento. Le sequenze più importanti riescono ad avere una certa spettacolarità e persino una semplice conversazione può beneficiare delle migliori animazioni dei personaggi.

Anche le battaglie sono molto più piacevoli da osservare rispetto al passato. Le animazioni degli attacchi restituiscono maggiore energia agli scontri, anche se non tutte le transizioni risultano sempre perfettamente naturali.

È un piccolo dettaglio all’interno di una produzione che, complessivamente, rappresenta comunque uno dei Fire Emblem visivamente più riusciti della serie.

Una formula familiare che continua a funzionare

Fire Emblem: Fortune’s Weave non cerca continuamente di ricordarci quanto sia diverso dai predecessori.

Ed è probabilmente uno dei suoi meriti.

Il combattimento conserva quella semplicità apparente che nasconde una profondità molto più ampia. Spostare un personaggio sulla griglia è facilissimo; capire dove posizionarlo affinché sopravviva ai turni successivi è tutta un’altra storia.

È proprio questa capacità di essere immediato nelle azioni e molto più complesso nelle conseguenze a rendere il sistema ancora oggi così efficace.

A questo si aggiunge una quantità enorme di personaggi, attività e possibilità di crescita. Fortune’s Weave dà continuamente la sensazione che ci sia qualcosa da fare, qualcuno da conoscere o una nuova battaglia da affrontare.

L’unico rischio è che alcuni giocatori possano percepire tutto questo come eccessivo.

Tra gestione delle unità, attività, esplorazione, rapporti tra personaggi e percorsi narrativi differenti, nelle prime ore il gioco può sembrare gigantesco. Non è necessariamente un difetto, ma richiede un minimo di pazienza.

Superato quello scoglio, la maggior parte dei sistemi entra naturalmente nella routine del giocatore.

Difetti? Pochi, ma qualcosa si poteva migliorare

Arrivati alla fine della nostra esperienza è difficile trovare problemi realmente capaci di compromettere Fire Emblem: Fortune’s Weave.

Il limite tecnico dei 30 fps è probabilmente quello più evidente, soprattutto considerando il passaggio a Nintendo Switch 2. Una modalità prestazioni avrebbe reso l’intera esperienza ancora più piacevole.

Alcune texture secondarie, un po’ di pop-in e qualche animazione meno rifinita ricordano inoltre che non siamo davanti a una produzione costruita per impressionare esclusivamente attraverso la tecnologia.

Anche alcune sezioni secondarie legate agli scontri fuori dalla tradizionale griglia strategica non raggiungono sempre lo stesso livello delle battaglie principali. Non sono brutte, ma evidenziano ancora di più quanto sia eccezionale il sistema tattico classico quando il gioco torna sul campo che conosce meglio.

Infine rimane la già citata densità di contenuti. Per chi conosce Fire Emblem è quasi una festa; per qualcuno che entra nella serie per la prima volta potrebbe volerci un po’ prima di sentirsi completamente a proprio agio.

Sono comunque osservazioni marginali all’interno di un gioco che riesce a fare bene praticamente tutto ciò che conta davvero.

Fire Emblem: Fortune’s Weave – il verdetto

Fire Emblem: Fortune’s Weave è un ritorno eccellente per una delle saghe strategiche più importanti di Nintendo.

Intelligent Systems non ha stravolto la formula e ha fatto bene a non farlo. Ha preso un sistema di combattimento che continua a funzionare magnificamente, lo ha inserito in una struttura narrativa molto più ambiziosa e lo ha circondato di personaggi, attività ed elementi RPG capaci di sostenere un’avventura enorme.

Le quattro storie rappresentano probabilmente la caratteristica più affascinante dell’intero progetto. Iniziare seguendo un protagonista, affezionarsi ai suoi compagni e successivamente scoprire quanto differente possa essere la prospettiva di un altro rende l’esperienza costantemente interessante.

La storia che abbiamo deciso di seguire inizialmente ci ha sorpresi e coinvolti molto più di quanto ci aspettassimo, e arrivati a questo punto possiamo dirlo senza particolari esitazioni: le ottime sensazioni della nostra anteprima erano fondate.

Anche tecnicamente il salto generazionale si vede. Non sarà il titolo che utilizzeremo per mostrare la potenza assoluta di Nintendo Switch 2 e avremmo certamente gradito una modalità a 60 fps, ma la maggiore definizione, i modelli migliorati e una presentazione complessivamente molto più curata danno alla saga il trattamento che meritava.

Per i veterani, il sistema di combattimento sarà immediatamente familiare. Per i nuovi arrivati servirà qualche ora per comprendere pienamente la quantità di meccaniche a disposizione, ma una volta superata quella fase iniziale diventa difficile staccarsi.

Più di 60 ore di contenuti, quattro percorsi da esplorare, un sistema strategico ancora eccellente e una storia capace di sorprendere fanno di Fortune’s Weave uno dei capitoli più completi della serie.

Non raggiunge la perfezione, ma le manca davvero poco per sedersi tra gli episodi migliori di Fire Emblem.

Tra i suoi principali punti di forza troviamo la struttura narrativa a quattro protagonisti, il sistema di combattimento immediato ma profondo, la quantità enorme di contenuti, una storia estremamente coinvolgente e il netto miglioramento grafico rispetto alla precedente generazione. I limiti riguardano soprattutto i 30 fps, qualche sporadica imperfezione grafica e una mole di sistemi che potrebbe intimidire inizialmente i nuovi giocatori.

RASSEGNA PANORAMICA
voto
8.5
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